Allenamento con la morte, la recensione del thriller con Hannah Barefoot

Una giovane donna si iscrive in palestra per dimenticare una relazione finita male e viene presa di mira da un aitante e morboso istruttore.

recensione Allenamento con la morte, la recensione del thriller con Hannah Barefoot
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Melissa ha da poco concluso la relazione col fidanzato, durata cinque anni tra alti e bassi. La donna, che gestisce una mostra di quadri da lei stessa dipinti, decide di dare una svolta alla propria vita iscrivendosi in palestra, su consiglio della sua migliore amica Leslie. Nella struttura lavora come istruttore l'aitante Trey che, fin da subito, mostra delle morbose attenzioni per la nuova arrivata, arrivando a drogarle le bibite energetiche e a controllarla a distanza tramite un braccialetto elettronico che calcola i battiti cardiaci.
In Allenamento con la morte la situazione precipita ulteriormente quando Melissa inizia una relazione con Adam, avventore della sua esposizione: da quel momento i comportamenti di Trey iniziano a farsi sempre più pericolosi e inquietanti.

La palestra della follia

Thriller televisivo prodotto dalla nota emittente americana Lifetime, Allenamento con la morte segue la via prestabilita della maggior parte delle incursioni del filone destinate al piccolo schermo. Zero ambizioni sia dal punto di vista narrativo che da quello stilistico, con una messa in scena in cui per l'ennesima volta una giovane e bella donna è al centro dell'ossessione di uno psicopatico, incarnato per l'occasione da un aitante istruttore di palestra che sente le voci e inscena comportamenti da vero e proprio stalker nei confronti della vittima. Una formula abusata che qui soffre ulteriormente di una messa in scena elementare dove le situazioni di suspense, a cominciare già dall'assurdo prologo, sono ambientate in luoghi bui e accompagnate dalla più canonica delle colonne sonore a sfondo tensivo.
La regista Lane Shefter Bishop non brilla per personalità ma il maggior difetto dell'operazione risiede senza dubbio nella sceneggiatura di Amanda Bermudez, popolata da personaggi stereotipati e ricca di risvolti poco verosimili, con l'ingenua Melissa che non si accorge del pericolo che sta correndo, se non poco prima della definitiva resa dei conti. Il cast si adatta senza troppa convinzione a figure schiave dei topoi anche se Adam Huber cerca di infondere, senza troppo successo, un po' di sana follia al problematico villain.

Allenamento con la morte Anche la palestra può diventare un luogo pericoloso se tra gli istruttori figura uno psicopatico stalker e la bella protagonista, da poco single, è la prima a farne le spese. Allenamento con la morte segue tutte le peggiori abitudini dei thriller di matrice televisiva, con una tensione prevedibile e risvolti risaputi che non mettono certo in buona luce l'intelletto dei personaggi, affidando all'anonimo cast di "bellocci" il compito di catalizzare le attenzioni di un pubblico senza troppe pretese. Il film andrà in onda oggi, venerdì 15 giugno, alle 14.15 su TV8 in prima visione tv.

4.5

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