Alla deriva - Adrift, la recensione del thriller acquatico

Sei amici si trovano sullo yatch di uno di loro ma la vacanza diventa un incubo quando finiscono in pieno oceano senza la possibilità di tornare a bordo.

recensione Alla deriva - Adrift, la recensione del thriller acquatico
Articolo a cura di

Un gruppo di amici si ritrova dopo anni per trascorrere un weekend sullo yatch di uno di loro. Vi sono una coppia sposata, Amy e James, che per l'occasione ha deciso di portare la figlia piccola Sarah, i fidanzati Laura e Zach e Dan, proprietario dell'imbarcazione, con la nuova compagna Michelle. Amy soffre di idrofobia fin da bambina, quando assistette al tragico annegamento del padre, e perciò appena messo piede a bordo decide di non togliersi mai di dosso il giubbotto di salvataggio.
In Alla deriva - Adrift il fine settimana sembra iniziare nel migliore dei modi, tra scherzi e racconti nostalgici di vacanze passate, almeno fino a quando la combriccola non decide di gettarsi nelle acque dell'oceano per fare un bagno. Anche Amy viene buttata di sorpresa in acqua da Dan, ma nessuno si è premurato di calare la scaletta della barca: impossibilitati a tornare sullo yatch per vie canoniche, i sei dovranno escogitare un modo per risalire prima che sia troppo tardi. La fatica di rimanere a galla per molte ore e l'imminente arrivo di una tempesta, oltre alla potenziale presenza di squali, potrebbe infatti mettere a rischio le vite dei natanti.

Acqua in bocca

Le vie del marketing sono spesso infinite e il caso che circonda Alla deriva - Adrift ne è alquanto emblematico: pensato inizialmente come un titolo a se stante, questo film tedesco del 2006 è infatti stato distribuito in diversi mercati come il sequel non ufficiale di Open Water (2003), cult dal grande successo di pubblico che condivideva una storia dalla trama similare, dando via a un vero e proprio franchise al quale si è recentemente aggiunto il mediocre terzo capitolo.
A dispetto dell'originale, al quale come detto è collegato solo per scelte commerciali e tematiche narrative, ci troviamo davanti a un'operazione più canonica e incapace di coinvolgere pienamente lo spettatore, con solo un paio di sequenze concentrate nella mezz'ora finale in grado di suscitare il minimo sindacale di suspense emotiva sul destino dei personaggi coinvolti, figure troppo superficiali e abbozzate per creare un saldo legame empatico con il pubblico.

Calma piatta

La prima parte vorrebbe introdurci alle relative caratterizzazioni dei protagonisti, concentrandosi in particolar modo sulla figura della bella Amy, diventata da poco madre e reduce da un trauma nel suo lontano passato (questo espletato progressivamente in forzati flashback), ma tra battute e dialoghi banali e una recitazione non certo memorabile l'impresa si rivela ironicamente un grosso "buco nell'acqua".
Quando poi la tensione dovrebbe salire, ossia dal malaugurato bagno nell'oceano che conduce a esiti imprevisti, lo schematismo di certe logiche per arrivare a un'eliminazione tipica degli slasher risulta fuori luogo e poco coerente con quanto osservato in precedenza, tra crisi di panico inverosimili e improbabili preghiere all'onnipotente che si susseguono nel corso dei novanta minuti di visione, per poi arrivare ad un finale ambiguo che non chiarisce completamente tutti i dubbi di una sceneggiatura in fin dei conti elementare. E alla comparsa dei titoli di coda l'impressione di aver assistito ad una serie di gratuitismi assortiti è palese, con il mare culla di potenziali pericoli sfruttato senza ispirazione e mero palcoscenico per la "selezione naturale" indirizzata dai sei amici al centro della vicenda.

Alla deriva - Adrift Niente a che vedere con il primo Open Water (2003), film al quale questa produzione tedesca girata nelle acque maltesi è stata "appiccicata" come secondo episodio di una saga tematica. Alla deriva - Adrift è privo dell'ansiogena e claustrofobica tensione dell'originale, per quanto la vicenda sia tristemente simile: un gruppo di personaggi, sei in quest'occasione, che gettatosi in mare dallo yatch dove sta trascorrendo un weekend di festa non riesce a risalire a bordo per l'assenza della scaletta, dimenticata da tutti prima di tuffarsi. In acqua il terrore e la stanchezza mettono ben presto a dura prova la salute fisica e mentale dei natanti, intenti a trovare una soluzione per tornare a bordo prima che sia troppo tardi, ma la tensione cinematografica è pressoché assente - tolte un paio di sequenze nell'ultima mezz'ora - e per appassionarsi al destino dei protagonisti ci vuole parecchio impegno e forza di volontà. Il film andrà in onda martedì 10 settembre alle 21.15 su MEDIASET ITALIA 2.

5

Che voto dai a: Alla deriva - Adrift

Media Voto Utenti
Voti: 3
2.7
nd