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Alien Warfare, la recensione dell'action/sci-fi disponibile su Netflix

Un team di Navy Seals, inviato a indagare sulla sparizione in massa di scienziati in una base segreta, si imbatte in forze extratterestri.

recensione Alien Warfare, la recensione dell'action/sci-fi disponibile su Netflix
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Il tenente dell'esercito americano Chris è a capo di una squadra di Navy Seals composta dall'amato fratello Mike, dall'afroamericano Josey e dal timido Thorpe. In una missione di qualche mese prima, relativa al recupero di un politico americano caduto nelle mani di terroristi islamici, non tutto è andato come previsto e l'ostaggio è rimasto ucciso nel conflitto a fuoco: da allora Mike non si è mai ripreso e ha abbandonato il corpo per lavorare in un poligono di provincia.
Quando però Chris riceve una chiamata dai piani alti, con l'ordine tassativo di reclutare tutti i membri del team, Mike decide di affrontare i propri demoni e partecipare alla missione insieme ai suoi commilitoni.
In Alien Warfare il compito dei soldati è quello di recarsi in una struttura di massima sicurezza situata nella foresta di Valtovia, nel Caucaso, per indagare sulla misteriosa scomparsa di oltre cento scienziati che lavoravano all'interno della base.
Al loro arrivo, i Navy Seals si imbattono in una bella ricercatrice incredibilmente scampata alla sparizione di massa e scoprono un antico artefatto di origine extraterrestre che parrebbe collegato a quanto successo. Ma ben presto inaspettati visitatori arrivano a complicare l'incarico...

Minaccia extraterrestre

Per il suo esordio nel lungometraggio, dopo tre corti mai distribuiti, Jeremiah Jones sceglie la fantascienza low-budget e dà vita a un film che farà la gioia dei tanti appassionati di z-movie a tema. Alien Warfare, da poco disponibile nel catalogo filmico di Netflix, è un'operazione di stampo amatoriale che già dai primi minuti, nello scorrere del flashback che introduce alle dinamiche interpersonali tra i personaggi, sembra esser stata girata con un approccio memore delle esibizioni di soft-air che si svolgono nei boschi. La resa cinematografica è pressoché impalpabile, con la struttura che fa da sfondo alla quasi totalità di visione quale anonimo palcoscenico nel quale inserire schermaglie con armi da fuoco tra i quattro coraggiosi protagonisti (a cui ben presto si aggiunge una bella scienziata) e i soldati alieni di pari numero, questi ultimi vestiti con improbabili armature dal taglio medievale, dotati di scudi elettromagnetici e diavolerie belliche di ogni tipo, tutto naturalmente sulla carta, visto che nell'effettiva messa in scena la qualità degli effetti speciali non rende giustizia alle ambizioni di partenza, anzi appare involontariamente ridicola quando si spreca in citazioni visive a Predator (1987).

I novanta minuti di visione si risolvono così tra dialoghi a effetto, sparatorie senza un minimo di pathos o afflato spettacolare e una caratterizzazione ai minimi termini della squadra di Navy Seals, fino a un colpo di scena finale che rivoluziona in parte le carte in tavola ma che si rivela altrettanto improbabile e pacchiano.
Un cast anonimo, una colonna sonora stereotipata e una fotografia inconsistente completano un quadro ben al di sotto della mediocrità, inoltre la scelta di favorire una serietà fuori luogo a una verve comica, che si poteva rivelarsi più indolore nella gestione di certi passaggi, impedisce alla pellicola di ambire almeno al titolo di scult, l'unico potenzialmente possibile dati i limiti produttivi alla base.

Alien Warfare Quattro esperti Navy Seals vengono inviati in una base segreta, localizzata nella foresta del Caucaso, per indagare sull'inspiegabile sparizione del team di scienziati che vi lavorava all'interno. Giunti sul posto, si trovano ad affrontare una minaccia di origine aliena. Questo è il semplice e banale plot, non impreziosito da risvolti secondari di sorta, di uno z-movie che tenta di coniugare le dinamiche tipiche delle produzioni belliche al genere sci-fi a tematica extraterrestre, con risultati assolutamente improponibili. Una messa in scena di taglio amatoriale, un budget ridotto all'osso, effetti speciali che sono un pugno nell'occhio e un cast anonimo di "duri e puri" pronti per ogni occasione rendono Alien Warfare una visione imbarazzante sotto ogni punto di vista, privata di qualsiasi approccio comico/demenziale che avrebbe potuto rendere più indolori e perdonabili i suddetti limiti.

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