Recensione Alice Attraverso lo Specchio

Con Alice Attraverso lo Specchio torniamo nel Sottomondo per una nuova, favolosa avventura nell'universo creato da Lewis Carroll: ritroveremo, oltre a tutti i vecchi amici, anche la nostra 'moltezza'?

recensione Alice Attraverso lo Specchio
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Alice in Wonderland, film diretto da Tim Burton nel 2010, magari non è stato un film perfetto: i pareri sulla trasposizione live action del famoso romanzo di Lewis Carroll sono stati discordanti fin dal primo momento. Ma una cosa è certa: lo stile del film ha colpito il pubblico in modo acuto e persuasivo, entrando immediatamente nell'immaginario pop contemporaneo. È stato questo forse il più grande successo di Alice in Wonderland e uno dei motivi che ha spinto gli Studios a tornare sul set per portare sul grande schermo un sequel delle pazze avventure di Alice Kingsleigh. Dopotutto anche Carroll si era lasciato persuadere da questa idea e, sei anni dopo l'uscita di Alice nel Paese delle Meraviglie, aveva pubblicato Attraverso lo Specchio (o più esattamente Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò): ambientato sei mesi dopo le vicende del primo libro, anche questo romanzo utilizza le avventure di Alice come mezzo per capire e riscoprire se stessi, nascondendo al suo interno moltissimi richiami alla vita personale dello scrittore. "Il libro Attraverso lo Specchio presenta una serie di episodi strani e casuali della vita di Carroll, che non hanno nessun legame tra loro", spiega la produttrice di Alice Attraverso lo Specchio, Suzanne Todd, introducendo la decisione di staccarsi dal romanzo per la scrittura della sceneggiatura di questo film. E infatti in Alice Attraverso lo Specchio troviamo tutti i personaggi che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare in Alice in Wonderland (che già, dobbiamo ammetterlo, miscelava al suo interno avvenimenti e ambientazioni del primo e del secondo libro di Carroll), ma li contestualizza in un'avventura completamente nuova, che si costruisce attorno al personaggio di maggior successo della saga cinematografica: il Cappellaio Matto interpretato da Johnny Depp.

Cambiare il passato

Alice (Mia Wasikowska) è una ragazza sicuramente fuori dal comune: piuttosto che pensare a costruirsi una buona immagine sociale e organizzare un buon matrimonio, preferisce passare il suo tempo lontana da casa inseguendo i suoi pazzi sogni. Negli ultimi tre anni, ad esempio, ha navigato in mare aperto al timone della nave del suo defunto padre: un capitano donna, che assurdità per la perbenista società inglese, che vorrebbe invece vederla mansueta e accasata, come si confà a tutte le donne rispettabili. Durante un ricevimento presso la residenza di Lord Ascot, Alice scopre che il suo futuro è stato messo in vendita (letteralmente!) e, sopraffatta dalle emozioni, si allontana da tutti e si rifugia in una stanza isolata, dove incontra il Brucaliffo. È lui a condurla davanti a uno specchio magico che la condurrà di nuovo nel Sottomondo, dove tutti i suoi amici (il Bianconiglio, lo Stregatto, il ghiro, il Leprotto Marzolino, Pinco e Panco e la Regina Bianca, Mirana) sono preoccupatissimi per il destino del Cappellaio, che non è più lo stesso di sempre... ha perso la sua moltezza. Solo Alice potrà aiutarlo a tornare come prima, recuperando dal palazzo del Tempo (Sacha Baron Cohen) la Cronosfera, un oggetto che può permetterle di tornare indietro nel tempo e salvare la famiglia del Cappellaio dall'infausto incontro con il Ciciarampa.

Il Sottomondo

La cosa che si nota subito assistendo ad Alice Attraverso lo Specchio è l'assoluta bellezza del Sottomondo, messa in evidenza anche da una precisa scelta cromatica, che tende a riempire di grigi e sfumature opache tutti gli ambienti legati alla vita reale in cui si muove Alice. In contrapposizione, ovviamente, il Sottomondo è un'esplosione di colori, un quadro di luci e poligono cromatici che, anche nei luoghi più oscuri e paurosi, scoppiano di favolosa vitalità e magia. Ancora una volta è l'ambientazione generale della saga a catturare lo spettatore, ancorandolo a questo mondo immaginario e magnifico che scorre sul grande schermo. Il merito è sicuramente da attribuire al lavoro di varie figure: la costumista Colleen Atwood, il supervisore degli effetti visivi Ken Ralston, lo scenografo Dan Hennah e il compositore Danny Elfman, che sono riusciti a plasmare un mondo in cui ognuno di noi, proprio come Alice, vorrebbe rifugiarsi scappando dalla vita di tutti i giorni. Ma già in Alice in Wonderland il famoso Paese delle Meraviglie era uno spettacolo burtoniano perfetto in ogni suo angolo acuto e montagna sospesa, quindi la bellezza delle atmosfere, più morbide e sinuose rispetto a quelle create da Tim Burton nel primo film, non è forse una sorpresa, ma sicuramente una bella conferma.

Non si può cambiare il passato

Ma al di là della valenza estetica, Alice Attraverso lo Specchio come se la cava in quanto film? La scelta della produzione di staccarsi dalla storia originale del libro sicuramente giova alla sceneggiatura, che può permettersi di giocare con nuovi e interessanti personaggi, come il Tempo. "Il passaggio del tempo è qualcosa che Alice ha sempre considerato negativamente, perché il tempo ha portato via suo padre quando era piccola. In questa storia però capisce che il tempo non è suo nemico, ma che può essere anche vantaggioso". Sicuramente il Tempo di Sasha Baron Cohen è un personaggio complesso, da affrontare e da costruire: dotato di una mano umana e di una mano meccanica, Tempo è il custode della Cronosfera, una sfera metallica e luminosa che si trova nella stanza del Grande Orologio e che regola lo scorrere del tempo. Se viene rimossa dall'orologio, la Cronosfera consente di attraversare l'Oceano del tempo e di tornare nel passato. È proprio per recuperare questo strumento, che le permetterà di tornare indietro nel passato e salvare la famiglia del Cappellaio Matto, che Alice entra in contatto con il Tempo, costruendo la relazione portante di tutto il film. È Tempo che regala allo spettatore l'interpretazione più interessante, intelligente e divertente del film, oscillando tra ironia e saggezza, facendosi portatore del ruolo educativo di formazione tipico di questa saga.

Alice Attraverso lo Specchio Alice Attraverso lo Specchio si conferma come un film stilisticamente affascinante, una grande avventura composta da favolosi quadri pittorici in movimento, dove ogni ambientazione è costruita seguendo i tratti caratteriali dei personaggi che la governano. E di personaggi forti in questo film ce ne sono tanti, cominciando da Tempo, inesorabile e intransigente, ma allo stesso tempo soggiogato dalla Regina Rossa, altra colonna portante della saga insieme al Cappellaio Matto. La storia cerca di scavare nei protagonisti, cercando così di raccontare un lato diverso di ognuno di loro e dimostrando che nessuno, davvero nessuno, è assolutamente buono o cattivo, completamente nel torto e nella ragione. Alice Attraverso lo Specchio mantiene il carattere formativo che Lewis Carroll ha scelto per i suoi libri, ma cerca anche di intrattenere lo spettatore con una grande avventura... costruita bene, ma che non riesce mai a decollare sul serio, sopraffatta dalla sua stessa potenza visiva.

6.5

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