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Alex Strangelove, la recensione della commedia originale Netflix

Alex è prossimo a perdere la verginità con la storica fidanzata ma il suo orientamento sessuale è messo in dubbio dall'incontro con Elliott.

recensione Alex Strangelove, la recensione della commedia originale Netflix
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Alex Truelove è un ragazzo della highschool che gestisce un canale Youtube insieme alla sua storica fidanzata Claire. Nonostante i due si frequentino da tempo, sono entrambi ancora vergini e Alex decide finalmente di perdere l'illibatezza prenotando una camera d'albergo per il seguente fine settimana. Il caso vuole che qualche giorno prima, durante una festa scolastica, conosca il coetaneo Elliott, ragazzo gay dal quale viene subito colpito e che mette in dubbio le sue sicurezze sul proprio orientamento sessuale. In Alex Strangelove il protagonista diventa sempre più ossessionato dai sospetti e dalle incertezze e rischia di rovinare per sempre il rapporto di amicizia/amore con Claire.

Alla ricerca del vero amore

Ancora è fresca l'uscita nelle sale nostrane di un altro titolo a tema, Tuo, Simon (2018), ed ecco arrivare su Netflix una produzione originale che indaga sulla consapevolezza dell'orientamento sessuale in età adolescenziale. Alex Strangelove tratta l'argomento con leggerezza in un'impostazione che guarda sia ai classici demenziali in stile American Pie che ai cult firmati negli anni '80 da John Hughes, procedendo su un accumulo ad alto ritmo che fin dai primi istanti, con il voice-over del protagonista che paragona i propri compagni a diverse specie animali, indirizza il racconto su un frizzante susseguirsi di gag e situazioni. Il regista Craig Johnson, già autore del sottovalutato Wilson (2017), tenta un mix tra passaggi più ilari e altri più drammatici ma in più di un'occasione rimane nella superficie delle cose, lasciando che il carattere introspettivo del tormentato protagonista si risolva in un reiterarsi di timori e convinzioni alla lunga monotono e poco credibile. Il maggior problema dell'insieme è infatti quello di una generale mancanza di verosimiglianza, e il ritratto dei personaggi principali risulta poco coerente con la spigliatezza delle generazioni moderne: tolta la paura di perdere la verginità da parte di Alex, anche le sporadiche side-story si affidano avuno schema prestabilito, con personaggi schiavi di abusati stereotipi e party sfrenati dove l'eccesso è sempre ben ammesso, rana allucinogena inclusa. Una colonna sonora ad hoc, con diverse hit passate e recenti dei più svariati generi e la simpatia dei giovani interpreti (menzione particolare per Madeline Weinstein, dolce e amareggiata fidanzata del Nostro) rendono i novanta minuti di visione sì piacevoli ma allo stesso tempo incapaci di aggiungere qualcosa di realmente nuovo a un filone inflazionato, tanto che senza la tematica bisex il film avrebbe ricevuto ben più modesta attenzione mediatica.

Alex Strangelove Perdere la verginità con la storica fidanzata o ammettere a se stesso e al mondo di essere gay? Questa è la difficile decisione alla quale si trova davanti il protagonista di Alex Strangelove, commedia adolescenziale che guarda a classici a tema degli anni '80 e '90 in ottica moderna. Un'operazione a tratti divertente che trova i suoi limiti proprio nel cercare a tutti i costi un approccio ai relativi, "alti", modelli e in una mancanza di verosimiglianza nel tratteggio della gioventù contemporanea che, senza la presunta omosessualità del personaggio principale, sarebbe forse passata più in sordina.

5.5

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