Al posto tuo, Luca Argentero cambia vita: la recensione

Dopo Poli opposti, Luca Argentero torna ad essere diretto da Max Croci in Al posto tuo, per effettuare stavolta uno 'scambio di vite' con Stefano Fresi.

recensione Al posto tuo
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"Cosa fareste se vi proponessero di scambiare la vostra vita con quella di un estraneo per una settimana? E se la sfida vi mettesse in gioco per mantenere il posto di lavoro? In anni di crisi c'è poco da scherzare a riguardo e due creativi, le cui ditte sono state assorbite da una grossa azienda leader nel settore bagni, decidono di accettare la bizzarra proposta. Modaiolo e tecnologico Luca, tranquillo padre di famiglia Rocco; glamour e sciupafemmine il primo, pacioccone e vecchio stile il secondo, l'uno contro l'altro, nemici per circostanza". Al suo secondo lungometraggio dopo Poli opposti, Max Croci sintetizza così la trama di Al posto tuo, che definisce un buddy movie e che riprende dalla pellicola precedente il protagonista Luca Argentero per porlo, ovviamente, nei panni del tanto estroso quanto affascinante architetto playboy e single per scelta che accetta di "permutare" la propria esistenza con quella dell'imponente geometra incarnato da Stefano Fresi, residente in una casa di campagna e perennemente a dieta.

(Ri)cambio vita


Una strana coppia che vediamo in apertura impegnata ad indossare abiti militari e a prendere parte ad un'azione di guerra, prima ancora che lo spettatore cominci facilmente ad apprendere la forte somiglianza del plot con quello che fu nel 2011 alla base del Cambio vita interpretato da Jason Bateman e Ryan Reynolds. Ed anche prima ancora che, nel ruolo della Claudia moglie di Rocco, Ambra Angiolini appaia piuttosto fuori parte, alimentando, oltretutto, un campionario di personaggi femminili secondari che avrebbero decisamente necessitato di maggiore approfondimento; dalla madre di lei con le fattezze di Fioretta Mari alla lookmaker Ines con quelle di Grazia Schiavo, passando per la sexy e formosa barista Anna cui concede anima e corpo Serena Rossi. Difetti cui va inevitabilmente ad aggiungersi, inoltre, un certo sapore di amatorialità destinato più volte a trasparire dalla tipologia di regia, complice un eccessivo uso di hit musicali - da Sweet home Alabama a I heard it through the grapevine - tra una sequenza e l'altra. Quindi, se già eravate rimasti delusi dal sopra citato debutto crociano a causa dei suoi tutt'altro che saltanti connotati non distanti da quelli di una banale fiction da prima serata televisiva, in questo caso non è che le cose vadano molto meglio... soprattutto se teniamo in considerazione il fatto che non solo risulta impresa più che ardua scovare occasioni per sprofondare in risate, ma non si riesce neppure a capire quale voglia essere l'obiettivo finale dell'intera operazione.

Al posto tuo In Poli opposti Luca Argentero concesse anima e corpo ad un terapista di coppia che finiva per incrociare la propria esistenza con quella di un avvocato divorzista con il volto di Sarah Felberbaum, mentre, sotto la direzione del Max Croci anche lì regista, in Al posto tuo si trova costretto a scambiarsi la vita con un collega di lavoro interpretato da Stefano Fresi. Un argomento, quindi, in un certo senso analogo a quanto raccontato nel film precedente, ma sfruttato in questo caso all’interno di una sceneggiatura che non manca di apparire decisamente poco originale e piuttosto simile ad altre già al servizio di produzioni d’oltreoceano. Sceneggiatura che, oltretutto, non solo risulta fin dall’inizio fiacca e priva di situazioni che siano realmente in grado di divertire, ma, tenendo in considerazione la vicenda tirata in ballo, non manifesta neppure l’intuito di ricorrere al fascino del contrasto sociale, di solito al servizio, appunto, delle migliori commedie (italiane e non).

5

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