Aftershock - Terremoto a New York, recensione del film con Jennifer Garner

In questa produzione televisiva della durata di quasi tre ore, la Grande Mela è luogo di un devastante terremoto.

recensione Aftershock - Terremoto a New York, recensione del film con Jennifer Garner
Articolo a cura di

Sembra un giorno qualunque nella Grande Mela, tra le strade affollate di gente e le attività che iniziano a lavorare come sempre. La sera stessa però la metropoli viene scossa da un terremoto devastante che distrugge decine di palazzi provocando centinaia di morti e di feriti, con le autorità che brancolano nel buio non capendo da subito come gestire la catastrofe e i superstiti che cercano luoghi sicuri dove rifugiarsi.
Tra gli individui coinvolti direttamente nell'appena avvenuta catastrofe vi sono Dori e suo figlio di nove anni, con il marito fuori città per un viaggio di lavoro, un'avvocatessa di colore reduce dalla vittoria di un importante processo e il relativo cliente, una giovane ballerina alla ricerca del padre e un bel tassista di origini russe che la stava scarrozzando, il capo della polizia in ansia per le sorti della figlia adolescente.
In Aftershock - Terremoto a New York le storie di diversi personaggi si scopriranno strettamente collegate e, mentre l'esercito impone un'area di quarantena, questi si trovano a lottare per la sopravvivenza.

Questione di mezzi

Non ci troviamo propriamente di fronte a un film, per quanto venga trasmesso come tale, bensì a due corposi episodi di una miniserie prodotta per il mercato televisivo statunitense sul finire degli anni '90: Aftershock - Terremoto a New York è l'adattamento del romanzo scritto dall'annunciatore delle news Chuck Scarborough, ai tempi nominato agli Emmy per i migliori effetti speciali, senza però vincere.
In effetti dal punto di vista del puro spettacolo di genere l'operazione svolge il suo compito con efficacia, con la messa in atto della catastrofe di livello più che notevole, considerando anche la destinazione del piccolo schermo di allora. Strade squarciate, esplosioni, palazzi che si sbriciolano sotto la furia delle scosse, metro che deragliano nel sottosuolo, insegne che crollano rovinosamente e l'immancabile Statua della Libertà che viene ridotta in frantumi dalla furia del cataclisma sono infatti realizzati con dovizia, generando una buona dose di pathos a tema.

Crolli di sceneggiatura

I problemi vengono però alla luce già dai primi minuti e risiedono in una sceneggiatura che, ostinandosi a incastrare forzatamente le vicende di più personaggi, finisce per perdere verosimiglianza, offrendo nelle quasi tre ore di visione la fiera delle banalità più consone al filone: gesta di sacrificio ed eroismo, tragiche perdite, salvataggi dell'ultimo minuto, momenti dalla drammaticità gratuita e improbabili love-story caratterizzano infatti il cuore del racconto - con le tante figure principali che rischiano di compromettere in più occasioni l'equilibrio e soventi cambi di scena tra un'ambientazione e l'altra, all'aria aperta o nel sottosuolo dei tunnel della metropolitana.

La città di New York è stata ricostruita al computer (gli effetti digitali hanno pesato sul budget complessivo, di circa 20 milioni di dollari) e le riprese effettive sono state girate a Vancouver, scelta che risulta parzialmente straniante per chi abbia visitato almeno una volta la Grande Mela. Il risultato complessivo convive così tra un'estetica convincente e una sostanza parzialmente vacua, ma almeno il cast tenta di compensare la mancanza di personalità in fase di scrittura.
Volti noti, tra star emergenti e famosi caratteristi, come una giovane Jennifer Garner, Tom Skerritt, Charles S. Dutton, Sharon Lawrence e Garwin Sanford, solo per citarne alcuni, infondono un po' di carisma a personaggi che sembrano figurine messe in scena quasi a caso nel bel mezzo dell'azione.

Aftershock - Terremoto a New York Miniserie in due episodi per il mercato televisivo accorpata in un film di quasi tre ore, Aftershock - Terremoto a New York è un'operazione figlia dei suoi tempi, la fine degli anni '90, sia nei pro che nei contro. A una resa visiva di tutto rispetto, considerando anche la destinazione per il piccolo schermo, con effetti speciali di ottima qualità (il budget non indifferente fu di circa 20 milioni di dollari) si accompagna una narrazione ricca di forzature e ingenuità, dove la verosimiglianza viene a mancare in più occasioni affinché certe situazioni si sviluppino in un determinato modo - fino al dolce-amaro epilogo ambientato un anno dopo la catastrofe. Il cast di lusso che vanta, solo per citare i nomi più famosi, Jennifer Garner e Tom Skerritt in due dei numerosi ruoli principali e la corretta regia di Mikael Solomon confezionano un prodotto senza infamia e senza lode capace di attirare i fanatici del filone, pronti ad accettare anche qualche risvolto poco logico in favore del puro intrattenimento di genere. Il film andrà in onda mercoledì 10 aprile alle 21.15 su CIELO per il ciclo La terra trema.

5.5

Quanto attendi: Aftershock - Terremoto a New York

Hype
Hype totali: 2
30%
nd