After the Dark, la recensione dello sci-fi su Prime Video

John Huddles utilizza un immaginario contesto sci-fi per dar vita a un interessante studio filosofofico sull'umanità ai tempi di un'ipotetica apocalisse.

After the Dark, la recensione dello sci-fi su Prime Video
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Venti studenti di filosofia della scuola di Giacarta sono prossimi a laurearsi e l'ultima mattina di lezioni il loro professore, Mr. Zimit, propone un esperimento sociale, dal quale potrebbe dipendere anche la sua valutazione finale.
Il docente prospetta infatti ai ragazzi un'imminente fine del mondo causata da una guerra nucleare, con la sopravvivenza garantita unicamente da un bunker sotterraneo in grado di far vivere al suo interno - per il periodo di un anno - soltanto una decina di persone.
A ognuno degli allievi viene dato, per estrazione a sorte tramite bigliettino, uno specifico ruolo: chi agricoltore, chi medico, chi astronauta, chi artista e così via. Il gruppo dovrà scegliere di volta in volta - si terranno più versioni del test - chi tra di loro sarà meritevole di entrare nella struttura e contribuire alla continuazione della razza umana e chi invece dovrà essere sacrificato.
Tentativo dopo tentativo, gli studenti cercheranno di trovare delle falle nel complesso e diabolico gioco organizzato da Mr. Zimit, il quale li invita a ragionare con la testa e non con il cuore.

Cervello e anima

Non è un caso che sia conosciuto anche con il titolo alternativo di The Philosophers, in quanto questo film del 2013 è un puro concentrato di filosofia applicato a un contesto sci-fi apocalittico, seppur frutto dell'immaginazione dei diretti interessati.
E proprio nel rapporto che unisce la realtà, con gli studenti e il professore seduti in classe, alle fasi teoriche, espresse effettivamente in un puro contesto di genere con tanto di esplosioni nucleari in sottofondo, After the Dark trova una sua spiccata originalità, tale da rendere i cento minuti una visione arguta e intelligente, che mette alla prova l'etica e la morale in maniera subdola e ludica al contempo.
Chi salvare in un mondo dove soltanto chi strettamente necessario è utile al proseguimento della vita dopo la catastrofe? Il racconto si staglia in tre distinti spezzoni in cui ogni volta si cambiano le carte in tavola, per offrire diverse e antitetiche versioni di come non sempre logica ed emozioni vadano di pari passo.

Un mondo da salvare

Uno studio di eugenetica filtrato attraverso il cinema di fantascienza, che offre continui spunti di riflessione e riesce a creare un'incisiva disamina sulla gestione dei rapporti umani, con la storia che mette in mostra una personalità fuori dal comune.
Certo, alcuni potrebbero storcere il naso di fronte a un'operazione che utilizza suddette basi in maniera del tutto imprevista, quasi barando rispetto alle aspettative iniziali che sinossi e locandina potevano suggerire.
In realtà After the Dark, disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, è anch'esso una sorta di esperimento metacinematografico, nel quale John Huddles - regista, sceneggiatore e produttore - riversa una miriade di significati e apre le porte, tramite il microcosmo protagonista, a un ritratto paradossalmente realistico di come la società potrebbe avvicinarsi a tempi così tragicamente bui.

After the Dark La fantascienza è qui un intelligente pretesto per un film che applica la filosofia e l'eugenetica a un contesto immaginario dal taglio post-apocalittico, con un bunker quale luogo di salvezza dove soltanto dieci - su venti - studenti potranno trovare riparo dal disastro atomico. La lezione di un insegnante diventa così spunto per mettere in scena tre diverse versioni di quest'ipotetica fine del mondo e di come i fortunati scelti per la sopravvivenza possano gestire la loro forzata convivenza, per un anno intero, prima di riemergere alla luce del sole. Tutto è nella mente dei personaggi ma questo non toglie pathos emotivo, anzi, offre molteplici occasioni per indagare nelle varie sfumature dell'animo umano, da quelle più ciniche e razionali a quelle più umane e compassionevoli. After the Dark richiede impegno solo sulla carta, in quanto la complessità concettuale alla base viene magnificamente semplificata in una disfida tra linee di pensiero, complementari e al contempo antitetiche.

7

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