Netflix

L'accademia del bene e del male Recensione: su Netflix un fantasy kitsch

L'adattamento del romanzo è un film sbilanciato, che si fa forza sugli effetti speciali e sul cast di star ma ha poco da offrire a livello di contenuti.

L'accademia del bene e del male Recensione: su Netflix un fantasy kitsch
Articolo a cura di

Dall'alba dei tempi esiste l'Accademia del Bene e del Male, un luogo mistico dove gli studenti vengono separati in due opposti schieramenti per forgiare gli eroi e i cattivi che daranno poi vita a fiabe e leggende. Un equilibrio destinato a spezzarsi quando uno dei due fratelli che gestisce l'istituto, Rafal, decide di attaccare il consanguineo dando il via ad una resa dei conti dagli esiti imprevisti. Secoli dopo l'Accademia ha continuato a prosperare e come ogni anno accetta nuovi iscritti. Tra i candidati vi è la giovane Sophie; pur di non lasciarla sola, la sua migliore amica Agatha decide di seguirla ma quando vengono effettivamente scelte non trovano le loro aspettative realizzate.

Sophie, che ha sempre sognato di diventare una principessa, è stata infatti selezionata tra i Mai, nella scuola del Male, mentre Agatha - un classico "maschiaccio" - finisce contro ogni previsione tra i Sempre, nella scuola del Bene. Essere su sponde avverse aiuterà le due ragazze a comprendere di più su loro stesse e su quanto sia profondo il loro legame, mentre amori sul nascere e pericoli in divenire rischiano di mettere a soqquadro l'intera Accademia, prossima ad un nuovo epocale scontro dal quale potrebbe dipendere il destino del mondo intero, e che trova spazio su Netflix con esiti non proprio convincenti (non perdete i film Netflix di dicembre 2022).

L'accademia del bene e del male: uno spettacolo moderno

Sin dal prologo che ci svela una falsa pista, poi risolta nel colpo di scena nella mezzora finale, ha luogo l'eterna lotta tra il bene e il male, ad uso e consumo di un intrattenimento moderno a base di strabordanti effetti speciali e scene d'azione esagerate. Un inizio non proprio incoraggiante che ci trascina in un approccio endemico del relativo filone fantastico, troppo spesso schiavo di logiche che puntano all'eccesso nel tentativo di annebbiare lo spettatore con un'estetica tronfia e magniloquente fine a se stessa.

In realtà L'accademia del bene e del male in certi momenti sembra poter evadere dalla routine, con alcuni spunti narrativi che cercano di trasportarci in un'atmosfera fiabesca e fantastica che si rifà in buona parte alla mitologia potteriana, come d'altronde aveva già fatto la saga di romanzi - composta da sei libri - scritta da Soman Chainani. Peccato che nella trasposizione su grande schermo molto sia andato perduto e le varie dinamiche in atto tra i numerosi personaggi, principali o secondari che siano, manchino di mordente, con un impianto che sembra sgretolarsi minuto dopo minuto tra gag e battute tendenti ad una comicità fastidiosamente cool ad ogni costo.

Errori di percorso

Il progetto di un adattamento cinematografico era in ballo già dal 2013, quando Paramount ne acquistò i diritti, ma il progetto è stato più volte rinviato finché non è stata Netflix a prenderne le redini, affidando poi il progetto a Paul Feig.

Il regista del controverso Ghostbusters al femminile e del più ispirato Un piccolo favore (2018) - la nostra recensione di Un piccolo favore è a portata di clic - non è riuscito a trovare la giusta chiave di lettura e ben presto è la confusione a farla da padrona, proprio come quel caos che si vorrebbe a tutti i costi evitare per non infrangere l'equilibrio tra gli avversi del titolo.
Due ore e mezza che sembrano almeno il doppio non appena compreso il leit-motiv che sottolinea in un progressivo crescendo la bellezza di un mondo diverso, dove gli opposti possano convivere su una scala di grigi e nessuno può definirsi realmente buono o cattivo, quanto più se questa è un'etichetta imposta e da seguire alla lettera.

Una morale facile facile per un pubblico pronto all'ennesimo messaggio edificante di rara banalità, in cui il percorso dell'eroe è in questo caso di due eroine, all'insegna del girl-power di ultima generazione. Non è un caso che tolta la presenza di Laurence Fishburne lo stuolo di professore guest-star vanti un cast esclusivamente al femminile, con Charlize Theron, Michelle Yeoh e Kerry Washington a far da chiocce alle due imberbi protagoniste interpretate da Sophia Anne Caruso e Sofia Wylie.

Tutto "molto bello", molto pulito e molto politicamente corretto: insomma schiavo di quell'algoritmo che sulla carta dovrebbe garantire successo immediato, a discapito della qualità che qui è soltanto un lontano miraggio.

L'accademia del bene e del male Creature mostruose e/o antropomorfe, trasformazioni più o meno spaventose, rose carnivore e spaventapasseri dalla testa di zucca pronti a trasformarsi in letali assassini. E poi ancora crudeli punizioni per chi commette errori, castelli lugubri e ricchi di misteri, leggende che rivivono in personaggi che ne discendono e amicizie che nascondono amori platealmente platonici: L'accademia del bene e del male è il classico film dove il troppo stroppia, capace di sprecare le notevoli potenzialità insite nella fonte originaria in una messa in scena dove brilla l'apparenza a discapito della sostanza. Un fantasy kitsch all'insegna di un'ironia farsesca poco centrata, che adatta l'omonimo romanzo senza particolare ispirazione, nonostante un cast delle grandi occasioni ed effetti speciali di buona qualità a fungere da classico specchietto per le allodole.

5

Che voto dai a: L'accademia del bene e del male

Media Voto Utenti
Voti: 3
4
nd