Above Suspicion, la recensione del film con Emilia Clarke su Prime Video

Tratto da un drammatico caso di cronaca nera, il thriller di Phillip Noyce non riesce a trovare la corretta atmosfera.

recensione Above Suspicion, la recensione del film con Emilia Clarke su Prime Video
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Mark Putnam, giovane recluta dell'FBI, viene mandato per il suo primo incarico a indagare su un traffico di droga nella cittadina di Pikeville, posto dimenticato da Dio ubicato tra le montagne del Kentucky. L'uomo, felicemente sposato con Kathy e padre di un bambino di pochi mesi, è deciso a sgominare nel più breve tempo possibile la rete di spaccio e dopo aver individuato alcuni sospetti riesce anche a trovare l'informatrice perfetta.
Susan, moglie di un uomo violento e madre di due ragazzini, è dipendente dalle sostanze stupefacenti e vive un'esistenza di miseria e sopraffazioni. Ecco perché vede in Mark la scappatoia per fuggire da quel degrado quotidiano e accetta di aiutarlo nella cattura dei colpevoli, spifferandogli informazioni che nessun altro potrebbe dargli.

Al di sopra di ogni sospetto

La vicenda è ispirata a un caso di cronaca nera, raccontato nell'omonimo libro del giornalista Joe Sharkey, che ha sconvolto l'opinione pubblica americana alla fine degli anni '80.
Il fatto che lo spettatore d'Oltreoceano fosse già probabilmente a conoscenza dei fatti giustifica in parte il voice-over in stile Viale del tramonto (1950), che spoilera ipoteticamente l'epilogo e introduce i cento minuti di visione di questa trasposizione per il grande schermo.
Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, Above Suspicion è un torbido thriller dalle sfumature erotiche e passionali che pecca di una mancata omogeneità non soltanto a livello narrativo ma anche di relativa messa in scena.
La volontà di operare sui territori del neo-noir è purtroppo resa vana da un montaggio confusionario e dalla preponderante monotonia di eventi e situazioni, come se il film non riuscisse a trova una propria precisa quadra e proceder per tentativi.

Dark City

Il regista australiano Phillip Noyce torna dietro la macchina da presa a cinque anni di distanza dal distopico The Giver - Il mondo di Jonas (2014) e si approccia in quest'occasione a una storia drammaticamente reale, senza però inquadrare le potenzialità in essa contenuta nella giusta ottica.
L'ossessione crescente di Susan e la stupidità di Mark sono frutto di una mal calibrata gestione dei caratteri e le forzature si sprecano, così come le scene di gratuita violenza della quale è vittima la giovane protagonista.
Protagonista interpretata dalla star di Game of Thrones Emilia Clarke, alle prese con una performance altalenante: convincente nelle fasi più soft del racconto, l'attrice si lascia andare a un irritante over-acting nelle diverse scene madri, rischiando di caricaturizzare una figura che avrebbe forse meritato un maggior approfondimento e scavo psicologico.

La controparte maschile di Jack Huston è invece talmente anonima che si può immaginare chiunque altro nel ruolo e lo stesso cast di contorno - tra gli altri vi sono Thora Birch e Johnny Knoxville - non brilla per incisività.
Above Suspicion si rivela un'occasione sprecata, incapace di portare su pellicola le atmosfere morbose e tragiche di un episodio che, dietro ai suoi crudi e amari risvolti, era ricco di notevoli spunti narrativi.

Above Suspicion Il voice-over iniziale e la tetra ambientazione di periferia, con una cittadina del Kentucky dove il classico american dream è soltanto un lontanissimo miraggio, non facevano presagire nulla di buono per il destino dei protagonisti, ma il peggio doveva ancora venire. Perché se nella sua strisciante narrazione Above Suspicion si ispira a un drammatico caso di cronaca nera, nell'effettiva messa in scena non riesce a trovare il giusto equilibrio tra personaggi ed eventi. La suggerita atmosfera da neo-noir di provincia lascia ben presto il campo a un sordido e morboso gioco passionale, privo di tensione e sussulti erotici di sorta, e a pagarne dazio è anche il lato emozionale, troppo scialbo e anonimo per lasciare impressa una così tragica vicenda nel cuore dello spettatore. Il cast capitanato da Emilia Clarke e Jack Huston non migliora le cose e il regista Philipp Noyce ha girato in carriera lavori ben più ispirati, limitandosi qui a un debole compitino senza arte né parte.

5

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