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A casa con i suoi, la recensione del film con Matthew McConaughey

Matthew McConaughey e Sarah Jessica Parker sono protagonisti di una commedia romantica poco ispirata, remake di un film francese.

recensione A casa con i suoi, la recensione del film con Matthew McConaughey
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C'era un tempo, non molto lontano, in cui Matthew McConaughey mai avrebbe immaginato, e con lui il pubblico, di aggiudicarsi un premio Oscar come miglior attore protagonista, come poi avvenuto nel 2013 per il toccante ruolo in Dallas Buyers Club. Fino al termine dello scorso decennio infatti l'interprete texano era finito impelagato in una carriera con più bassi che alti, caratterizzata da frequenti partecipazioni a commedie romantiche frivole e destinate prevalentemente a un pubblico femminile.
A questa lista appartiene anche A casa con i suoi, titolo del 2006 nel quale il Nostro divide il set con un'altra "eroina" del filone come Sarah Jessica Parker, allora sulla cresta dell'onda dopo la conclusione della popolare serie televisiva Sex & the City.

La trama del film, rifacimento hollywoodiano del francese Tanguy (2001), prende spunto dal fenomeno dei cosiddetti "bamboccioni", ossia uomini adulti che non si prendono responsabilità e rimangono a vivere con i genitori, situazione sempre più diffusa viste anche le difficoltà economiche dei tempi moderni. Tripp è un trentacinquenne di successo nonché noto sciupafemmine grazie al suo fascino da bellimbusto; uno degli ostacoli che gli impedisce di avere una relazione seria è quello di condividere le quattro mura domestiche con mamma e papà.
Questi ultimi, esasperati dal comportamento del figlio, decidono su consiglio di amici di assumere Paula, una donna specializzata nel rendere indipendenti i single mammoni, che ritiene tale comportamento derivante da una bassa considerazione di se stessi. Il profilo di Tripp lascia però spiazzata la ragazza, non rientrando in nessuno dei casi che lei aveva affrontato in carriera, e con il passare dei giorni questa cede al suo charme e finisce per innamorarsene, con tutte le complicazioni del caso...

Il solito tran-tran

Che l'era di Ernst Lubitsch e Billy Wilder sia passata da un bel pezzo è indubbiamente vero, ma il nuovo millennio ha comunque regalato commedie romantiche degne di nota, capaci di unire a una trama semplice e lineare un buon numero di gag e situazioni divertenti. Non si può dire lo stesso di A casa con i suoi, incapace di offrire qualcosa di realmente nuovo e adagiato stancamente su un'ininterrotta sequela di sketch conditi da sussulti di improvviso moralismo.
Se l'originale transalpino, pur senza far gridare al miracolo, portava un po' di freschezza e irriverente spavalderia a tema, la copia a stelle e strisce (che trovate disponibile anche nel catalogo di Netflix) ne è un clone smunto e svuotato, mai a fuoco nelle cose da dire e alla ricerca di un puerile divertimento a prova di grande pubblico (che, non a caso, ha apprezzato in pieno, garantendo un incasso worldwide pari a 130 milioni di dollari).

Tom Dey, già regista del godibile Pallottole Cinesi (2000), si ferma a una stanca reiterazione di stereotipi, strizzando l'occhio in più occasioni a cult del cinema demenziale soprattutto nell'utilizzo in scena di creature animali: due sequenze su tutte, una con co-protagonista uno scoiattolo e l'altra un volatile, emulano in maniera a dir poco improbabile quella canina di Tutti pazzi per Mary (1998).
Se il lieto fine è già scritto in partenza, l'unica via d'uscita è affidarsi a sviluppi sempre più forzati per complicare la love-story tra Tripp e Paula, fino a una "resa dei conti" finale che risulta più imbarazzante che emozionante.

McConaughey e la Parker sono qui al minimo sindacale, tra sorrisi smaglianti e dolci sguardi reciproci, e allora il meglio bisogna cercarlo nelle performance di contorno, con un cast secondario delle grandi occasioni. Da Kathy Bates a un Bradley Cooper ancora lontano dal successivo successo, fino a una deliziosa Zooey Deschanel (la migliore del lotto), sono proprio le figure "spalla" a imprimere un po' di verve a una narrazione base poco coinvolgente.

A casa con i suoi Un affascinante "bamboccione" nel pieno dei trent'anni, ancora domiciliato a casa dei genitori, conosce una donna che potrebbe mettergli la testa a posto. Peccato solo che questa sia stata ingaggiata proprio da mamma e papà per farlo diventare indipendente... Una trama semplice e lineare che, in altre mani, aveva dato risultati ben migliori, come dimostrato dall'originale francese Tanguy (2001) di cui questo A casa con i suoi è il remake in salsa hollywoodiana. Un Matthew McConaughey lontano dai fasti dell'attuale decennio e una Sarah Jessica Parker alle prese con l'ennesimo personaggio fotocopia della sua carriera sono al centro di questa commedia romantica senza arte né parte, che tenta di divertire ed emozionare in egual misura fallendo forse su entrambi i fronti, con solo l'ispirato cast secondario a tappare qua e là gli evidenti buchi concettuali e narrativi. Il film andrà in onda domenica 10 novembre alle 21.10 su PARAMOUNT NETWORK.

5

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