Recensione A Blast

Syllas Tzoumerkas porta in scena un film sulla 'crisi' (non solo economica) che ha travolto tante famiglie greche, ritrovatesi in pochi anni a fare i conti con un presente dai risvolti sottovalutati.

recensione A Blast
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La vita di Maria (Angeliki Papoulia) scorre in maniera relativamente ordinaria: ancora giovane e piacente, ha un marito (con cui la passione è ancora ad altissimi livelli) spesso assente per lavoro, tre figli piccoli a cui badare e il negozio di famiglia da portare avanti, nonostante dei genitori stanchi, malati e noncuranti e una sorella un po' tonta a cui però vuole molto bene, al di là dei continui battibecchi. Un giorno, però, la donna abbandona tutto, prendendo una decisione disperata, pericolosa e illegale pur di salvare la propria famiglia dal fallimento: ma a cosa è dovuto questo atto drastico? Ce lo racconta Syllas Tzoumerkas in A Blast, sua opera seconda dopo Hora Proelefsis, del 2010. Proprio come nel precedente film, si indaga sulle conseguenze dell'attuale situazione greca all'interno delle famiglie medie, in cui basta un piccolo -ma significativo- cambiamento nello status quo per portare un nucleo coeso alla rovina.

I nuovi poveri

"Maria inizia la sua vita da adulta con le migliori intenzioni. Dieci anni dopo, da qualsiasi punto di vista lo si osservi, il suo mondo sta crollando. Non volendo più avere niente a che fare con una vita di attenzioni non corrisposte, una dignità persa e la mancanza di voglia di vivere, lei attacca se stessa, il suo passato, le persone che ama, la sua patria e la percezione del sesso in una battaglia senza sosta per trovare la verità, dentro se stessa e intorno a lei". Queste le parole di Tzoumerkas a proposito della sua protagonista: una donna frustrata dalla vita, a cui ha dato sempre tutto con grinta e strafottenza, ma che scopre che, a volte, nonostante tutto, 'shit happens' come dicono gli americani. A Blast è ricco di analogie e metafore, tra le condizioni del singolo, quelle della famiglia e quelle dell'intero popolo greco, da ormai troppi anni morso in una stretta da cui sembra non ci sia via d'uscita. Quello del regista greco appare un atto di accusa, sia verso le istituzioni -colpevoli di essere fin troppo distanti dalle necessità di un popolo che ha disperatamente bisogno di una luce guida, più che di burocrazia inutile- che verso gli stessi greci, che hanno continuato a vivere le proprie vite con fin troppa noncuranza del domani, senza pensare all'eventuale conto da pagare nel vicino futuro. Il problema, però, è che il film, come opera cinematografica, non funziona, nonostante l'impegno degli interpreti (a volte fin troppo zelanti nelle loro performance drammatiche) e la buona idea di fondo.

A Blast Crisi dei valori, crisi personali, crisi economica: A Blast è indubbiamente un film “sulla crisi”. Quella di Syllas Tzoumerkas, tuttavia, è anche una pellicola “in” crisi, dato che l'assunto iniziale viene dipanato tramite lunghi e confusionari flashback spesso insistiti e ripetitivi (soprattutto nelle numerose scene di sesso) che forniscono una visione frammentaria del tutto: e anche a ricomporre il puzzle, ci si rende conto che il quadro che esce fuori poteva essere composto da molti meno tasselli... all'interno di un corto graffiante e incisivo, ad esempio. Quello che resta, dopo la (piuttosto snervante) visione, è un senso di vuoto difficile da colmare.

4.5

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