800 Eroi: la recensione del war-movie cinese di Guan Hu

Al Far East Festival è stato presentato in anteprima il kolossal cinese 800 Eroi, in uscita nelle sale italiane grazie a Notorious Pictures.

800 Eroi: la recensione del war-movie cinese di Guan Hu
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Il Far East Festival 2021 inizia con l'anteprima di 800 Eroi di Guan Hu, dramma bellico che si è già guadagnato una distribuzione nelle sale italiane grazie a Notorious Pictures. Kolossal campione d'incassi in patria, scritto e diretto da un autore appartenente alla sesta generazione del cinema cinese, racconta con un gran senso dello spettacolo un famoso episodio della guerra di resistenza contro l'invasione giapponese, quando, nel 1937 a Shanghai, un battaglione di soldati resistette all'assedio delle forze nemiche sulle sponde del Fiume Azzurro.
Se Hollywood in tempi recenti ha iniziato a rileggere le coordinate del war-movie post-spielberghiano, passando prima dal concettuale e sperimentale Dunkirk di Christopher Nolan e poi da 1917 di Sam Mendes, il film di Guan Hu si propone invece come un classico e altisonante inno campanilistico - ai limiti della propaganda - ragionando al tempo stesso sul significato dello spettacolo come messa in scena e intrattenimento, da guardare prima e al quale partecipare poi.
Solo epidermicamente paragonabile a 300 di Zack Snyder (al di là del titolo, moltiplicato, la storia narrata presenta molti parallelismi con quella di Leonida e i suoi spartani), 800 Eroi ragiona sullo sdoppiamento dei punti di vista e sulla confusione narrativa, più che sull'estetizzazione statuaria dell'immagine, ricreando un campo di battaglia eternamente in movimento.

Storia di due città

Siamo alla fine degli Anni Trenta del Novecento, più precisamente nel 1937: la Repubblica cinese e l'Impero giapponese si preparano a quella che passerà alla storia come Battaglia di Shanghai nel bel mezzo del più grande conflitto asiatico del XX secolo, la seconda guerra sino-giapponese.
La guerra infuria già da tre mesi e a causa delle ingenti e gravi perdite subite nelle ultime settimane, e per evitare di finire circondato dai giapponesi l'esercito cinese è costretto a ritirarsi retrocedendo fino a Shanghai. A quel punto, guidati dal colonnello Xie Jinyuan (Chun Du), 452 soldati cinesi del battaglione dell'88a Divisione si posizionano in un magazzino di Sihang, sulla riva settentrionale del fiume Suzhou, per difendere quello che è considerato non solo un prezioso deposito di risorse ma anche il confine ultimo della linea nazionale: al di qua del fiume, infatti, la Shanghai "bene" assiste col fiato sospeso in attesa dell'esito dello scontro. Mentendo sul numero di uomini schierati e aumentando il conteggio a 800, i soldati cinesi si preparano allo scontro mentre il mondo intero li guarda.

È così che il film, dall'ampio respiro (150 minuti), si pone come la storia di due città, una dilaniata dalla guerra (quella al di là del fiume) e l'altra (fatta di neon e modernismi, quasi occidentalizzata, di "sangue misto", come verrà detto) che invece osserva quasi impassibile (piazzando scommesse addirittura) lo svolgersi dei drammatici eventi.
Come se il fiume a separarle fosse lo schermo cinematografico che divide i personaggi dal loro pubblico, Guan Hu (anche autore della sceneggiatura) allestisce e proietta un coacervo di storie e situazioni ellittiche e frenetiche più interessato a esaltare il senso della spettacolarizzazione che a seguire un ritmo calcolato e canonico.
Con dosi di violenza inusitate per gli standard del pudico blockbuster hollywoodiano, 800 Eroi vanta una presenza scenica maestosa pensata, secondo un perfetto spirito orientale, per esaltare non tanto l'individuo quanto la collettività.
Gli archi narrativi dei singoli contano pochissimo nel marasma di volti, personaggi, storie, azioni, è la storia di un popolo, la resistenza di due città che in realtà sono una cosa sola (come ogni pubblico, anche quello della Shanghai bene sarà chiamato a un certo punto a "partecipare" attivamente all'opera cui sta assistendo). Sconsigliato a chi mal sopporta i patetismi patriottici, ma dotato di tutte le caratteristiche del grande spettacolo.

800 eroi Da un canale di Shanghai Guan Hu racconta la storia di due città, la prima dilaniata dalla guerra e simbolo dell'orgoglio patriottico e l'altra, più moderna, globalizzata e piena di occidentali, che si fa allegoria di "un mondo che guarda", che osserva quasi impassibile, che piazza scommesse, che - come un pubblico seduto in sala - ammira lo svolgersi dei drammatici (ma epici) eventi in un'altalena di emozioni che da intrattenimento passivo si trasformeranno presto in partecipazione attiva. 800 Eroi è un coacervo di storie e situazioni con più senso della spettacolarizzazione che del ritmo, da sconsigliare a chi mal sopporta i patetismi patriottici ma adatto ai cultori dello spettacolo ad ampio respiro.

7

Quanto attendi: 800 eroi

Hype
Hype totali: 5
66%
nd