7 minuti dopo la mezzanotte, la recensione del film di J.A. Bayona

Un ragazzino con la madre malata riceve la visita di un mostro che gli racconta tre storie in 7 minuti dopo la mezzanotte, fiaba catartica di J.A. Bayona.

recensione 7 minuti dopo la mezzanotte, la recensione del film di J.A. Bayona
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Proprio come nel similare Il labirinto del fauno (2006) anche 7 minuti dopo la mezzanotte mette al centro del racconto il dramma privato di un giovanissimo protagonista: in questo caso però il contesto è ambientato nel presente e non vi è una guerra a fare da sfondo ai sussulti fantasy della vicenda, bensì la malattia. La madre del dodicenne Conor infatti è affetta da un cancro terminale per cui pare impossibile trovare una cura e il ragazzino, vittima di bullismo tra i banchi di scuola, è incapace di accettare la situazione. Un tormento emotivo che lo porta spesso a litigare con la nonna materna e che ha il suo ennesimo sussulto al ritorno del padre, residente Oltreoceano con la sua nuova famiglia, rientrato qualche giorno in città per essere vicino al figlio. Una notte Conor riceve la visita di una creatura mostruosa simile ad un albero, venuta per raccontargli tre storie e riceverne in seguito una in cambio.

I mostri dell'anima

Una fiaba moderna che non fa sconti nei suoi avvolgenti istinti ricattatori, un percorso catartico intrapreso inconsciamente dal giovane protagonista per sfuggire al dolore e al dramma personale che sta vivendo. Ecco così che le tre storie raccontate dal mostro (doppiato nella versione originale dalla solenne voce di Liam Neeson), ambientate in contesti fantasy e dark e rappresentate tramite ispirate sequenze d'animazione, finiscono per riflettersi nella vita reale di Conor, ponendolo dinanzi alle sue più grande paure e preparandolo psicologicamente all'immediato futuro, permettendogli di conoscere meglio il proprio animo. 7 minuti dopo la mezzanotte (presentato in anteprima nazionale al Future Film Festival di Bologna e nelle sale dal 18 maggio) utilizza perciò il mezzo fantastico per dar vita ad un toccante racconto di formazione di un ragazzino vittima degli eventi ed invisibile agli occhi del mondo; proprio il suo desiderio di cambiare questa condizione, al centro della terza storia raccontata dalla creatura, pone definitivamente uno sguardo interpretativo su come la verità abbia molteplici sfaccettature a seconda delle interpretazioni, dando atto al detto "nulla è spesso come sembra". Il regista spagnolo J.A. Bayona, già autore degli interessanti The Orphanage (2007) e The Impossible (2012), adattando l'omonimo romanzo di Patrick Ness, calibra con raffinato equilibrio questo racconto dalla doppia veste metaforica, potendo contare su efficaci effetti speciali e sulle ottime performance di un cast in palla: Sigourney Weaver e Felicity Jones sono intense protagoniste dei passaggi più amari e il giovanissimo Lewis MacDougall, visto anche in Pan - Viaggio sull'isola che non c'è (2015), dimostra una maturità attoriale inusuale per la sua età.

7 minuti dopo la mezzanotte Il dramma personale di un ragazzino, vittima di bullismo a scuola e con una madre malata terminale, è il cuore pulsante di 7 minuti dopo la mezzanotte, fiaba moderna dai connotati metaforici che emoziona e fa riflettere con tenera e toccante lucidità filmica. L'arrivo del mostro, realizzato con convincenti effetti speciali, e il percorso catartico intrapreso dal giovane protagonista, avente luogo con il racconto di tre storie dai molteplici significati (e messe in scena con una raffinata animazione), avvincono con una sferzante intensità emotiva parzialmente ricattatoria ma indubbiamente efficace nel suo intento di commuovere.

7.5

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