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365 giorni Adesso Recensione: il sequel erotico dei record su Netflix

Sesso e malavita sono ancora gli elementi dicotomici del secondo episodio della saga tratta dai romanzi di Blanka Lipińska, successo in streaming.

365 giorni Adesso Recensione: il sequel erotico dei record su Netflix
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Era prevedibile, data la scabrosità del tema e i gusti di un grande pubblico che appena "annusa" qualcosa di osé si getta a capofitto nella fruizione. Il successo dietro 365 giorni, produzione polacca dove era proprio il sesso a farla da padrone, si rifà a quello che solo pochi anni prima aveva garantito vendite milionarie alla saga letteraria di 50 Sfumature e altrettanti biglietti strappati ai botteghini nelle relative trasposizioni cinematografiche.

Anche in questo caso ci troviamo davanti a una trilogia nata su carta e, dopo l'exploit del primo capitolo, diventato tra i film più visti di sempre del catalogo Netflix - scoprite qui le uscite Netflix di maggio 2022 - , la messa in cantiere dei due sequel era più che scontata. E, come il suo predecessore, anche 365 giorni: Adesso ha finito per ottenere eguale responso: al suo debutto ha esordito in cima alla classifica dei più visti, ma 365 Giorni Adesso ha anche ottenuto 0 su Rotten Tomatoes; un disprezzo pressoché unanime da parte della critica mondiale. E come leggerete nelle prossime righe, anche noi ci aggiungiamo alla lunga lista di recensioni negative.

365 giorni - Adesso: dove eravamo rimasti...

La storia riprende i due protagonisti dove li avevamo lasciati. Ora Laura e Massimo, reduci da una relazione a dir poco contrastata che aveva insospettabili legami nel comune passato, si sono sposati. Lei ha perso un figlio alla fine della precedente pellicola, ma aveva nascosto al futuro marito di essere incinta, temendo la sua reazione in seguito alla mancata nascita del bambino. La sua confidente e migliore amica Olga ha intrapreso una relazione con Domenico, il braccio destro di Massimo, e tutto sembra scorrere per il meglio.

Ma una sera, durante una festa, Laura scopre il compagno a letto con un'altra e in preda alla disperazione fugge dall'evento, accettando un passaggio da Nacho, l'aitante giardiniere alle dipendenze del marito. Che ovviamente si mette sulle tracce della moglie scomparsa, finita al centro di un triangolo sempre più pericoloso...

Il fondo dell'abisso

È proprio vero che non c'è mai limite al peggio e 365 giorni: Adesso ne è l'esempio più palese. Se già l'originale (potete leggere qui la recensione di 365 giorni), evidenziava limiti più che evidenti, questo sequel, se possibile, risulta ancora inferiore, con una comicità involontaria che scava a più riprese nel puro trash e in volgarità assortite, siano queste giocate sui luoghi comuni o sull'erotismo gratuito che sfocia in sequenze torride e brutali.

Perché qui l'eros è ben lontano dal fascino classico, ma improntato su una sorta di violenza passionale e morbosa che lascia poco spazio all'immaginazione: pur senza esibizioni integrali di parte intime, infatti, niente è lasciato all'immaginazione e ben presto il gioco stufa. Assistiamo ad una meccanica reiterazione di amplessi tra loro identici, con muscoli scolpiti e nudità femminili che dominano gran parte della visione.

La trama sarebbe teoricamente accessoria se non fosse che, soprattutto nella parte finale, si scade nel ridicolo, con un paio di colpi di scena che lasciano esterrefatti per le forzature narrative richieste, tra gemelli e boss mafiosi che spuntano senza un reale motivo, se non quello di sparigliare le carte all'interno di un racconto altrimenti inerme.

Gelosie e tradimenti all'ombra del Bel Paese, giacché l'ambientazione siciliana in cui ha luogo la storia emerge a più riprese coi suoi suggestivi paesaggi balneari e costieri, con le zone nel siracusano e nel catanese a farla da padrone. Molti dei dialoghi stessi sono recitati anche nella versione originale proprio nel nostro idioma, con un effetto involontariamente comico per la dizione di alcuni membri del cast. Cast che vede naturalmente il ritorno dei due principali protagonisti, Anna Maria Sieklucka e Michele Morrone, pronti ad amarsi e detestarsi nuovamente in questa fiera degli orrori, ideologicamente irricevibile e cinematograficamente nulla.

365 giorni: Adesso Tra "autocitazioni" che riscavano nel torbido, colpi di scena improbabili, per non dire assurdi, e il volgare sesso che di eros ha poco o nulla, 365 giorni: Adesso, se possibile, si rivela ancora peggiore del predecessore. Ma tant'è, ad attirare in questo caso è soprattutto la nudità esibita senza riserbo, che si diluisce in una sorta di pornografia censurata ad uso e consumo di un pubblico guardone. Impossibile trovare altri spunti all'interno di una narrazione lenta e dilatata, scossa da rivelazioni che sguazzano volontariamente nel trash senza la consapevolezza che anche il ridicolo ha bisogno di una sua dignità per risultare divertente. Lo scopo è stato nuovamente raggiunto, con visualizzazioni che hanno fatto schizzare il film in vetta alle classifiche di Netflix, con buona pace del buon gusto e del buon cinema.

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