31, Halloween visto da Rob Zombie

Cinque amici diventano prede di un diabolico gioco nella notte di Halloween in 31, avvincente slasher scritto e diretto da Rob Zombie.

recensione 31, Halloween visto da Rob Zombie
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31 ottobre 1976. Charly, Venus, Panda, Levon e Roscoe sono in viaggio per gli States sul loro pulmino, tra alcool, droghe e sesso occasionale. Durante la loro ultima tappa il gruppo si ferma in una stazione di benzina per fare carburante e poco dopo essere ripartito trova la strada bloccata da ciò che appaiono come manichini realizzati in occasione della Festa di Halloween. Scesi dal mezzo per liberare il percorso i cinque vengono aggrediti da degli individui mascherati da clown per poi risvegliarsi imprigionati in un misterioso edificio. Qui Sister Dragon, Sister Serpent e Father Napoleon, i leader di quest'improvvisato gruppo di pagliacci, li mettono al corrente della loro attuale condizione: i Nostri infatti avranno dodici ore di tempo per cercare di sopravvivere ad un folle gioco conosciuto come 31, nel quale orde di psicopatici diversamente armati e travestiti cercheranno di far loro la pelle.

Fight to survive

Finanziato tramite crowfunding, 31 è l'ultimo film scritto, diretto e prodotto da Rob Zombie che, imperterrito, continua con esplosiva energia ad addentrarsi nell'horror e nei suoi sottogeneri. In quest'occasione, come per altro già ripreso nel recente passato anche con il dittico remake di Halloween, è lo slasher ad essere rivisitato dal popolare rocker americano, con un titolo che è pervaso da un contagioso e adrenalinico dinamismo. Come in diverse delle sue produzioni precedenti, la prima parte (seguente il monologo iniziale dell'inquietante Doom-Head, rivolto in camera e pronunciante parole minacciose solo apparentemente verso il pubblico) è atta ad introdurci alla caratterizzazione dei cinque protagonisti, ognuno delineato con una certa attenzione nei primi minuti. Ma è la classica calma che precede la tempesta e già allo scoccare della mezzora (sui cento minuti totali) la narrazione ci trasporta nell'inferno che avrà presto luogo, senza sosta, fino all'epilogo (volutamente ed efficacemente non risolutore), tra spietati serial killer delle più svariate tipologie. Dal nano nazista armato di coltelli alla coppia di clown armati di motosega, dagli amanti sadomaso sino al già citato, folle e brutale, Doom-Head (uno straordinario Richard Brake, che ricalca e non poco il suo personaggio sui moderni Joker), la varietà di nemici garantisce un certo interesse e la disperata battaglia per la sopravvivenza dei prigionieri è sempre ricca di sorprese. La violenza è sana e sanguigna, mai gratuita ma necessaria e parzialmente addolcita per questioni di rating (con una versione uncut annunciata per l'edizione home-video), e supporta una tensione secca e palpabile nella quale si intravedono, con le dovute proporzioni, influenze del Cinema di Walter Hill e John Carpenter, con tanto di risvolto pre-finale che porta alla memoria la recente trilogia di The Purge - La notte del giudizio. Con un ottimo cast che, oltre all'habitué Sheri Moon (moglie del regista) rispolvera altri interpreti feticcio di Zombie come Jeff Daniel Phillips, vecchie glorie di genere quali Meg Foster (Essi vivono) e guest star del calibro di Malcolm McDowell e Judy Gleeson, e una colonna sonora di classici del rock, la visione scorre che è un piacere regalando quello che promette con una forza istintiva e genuina al punto giusto.

31 Con 31 Rob Zombie dirige uno dei titoli più genuini e al contempo equilibrati della sua carriera, consegnandoci uno slasher d'alta scuola che sfrutta l'ambientazione da film trappola per mettere in scena cento minuti di pura ed esaltante adrenalina emoglobinica, vibrante lotta per la sopravvivenza da parte dei cinque personaggi protagonisti, tutti ottimamente caratterizzati. Si respira un istinto ottantiano che ci regala un gran divertimento di genere, tra diabolici clown e nani impazziti, psicopatici proto-Joker e quant'altro in una varietà di situazioni che mantiene sempre viva la tensione emotiva di una vicenda semplice ma ben congegnata, capace di guardare a modelli alti con un dinamismo istintivo e accattivante che intrattiene senza momenti di noia, avvantaggiato da un cast in palla e da una colonna sonora ad hoc, per un potenziale nuovo cult del filone.

7.5

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