Recensione 11-11-11

Dal regista di Saw II, III e IV, l'ennesimo horror basato su antiche profezie

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Il famoso scrittore di thriller Joseph Crone (Timothy Gibbs) è ancora scosso per la perdita della moglie e del figlio, morti durante un incendio nella loro casa. Da quel giorno l'autore è tormentato dal numero 11, che diventa, inspiegabilmente, una vera e propria costante della sua vita. Una sera riceve una chiamata dal fratello Samuel (Michael Landes), prete a capo di una piccola comunità religiosa a Barcellona, che lo informa delle gravi condizioni di salute del padre, anch'esso uomo di Chiesa, prossimo alla fine. Joseph si reca così in Spagna, proprio mentre si avvicina l'11 novembre 2011. Qui, da ateo convinto, scoprirà il mistero che aleggia intorno a lui e alla sua famiglia.

Un giorno da ricordare

Mentre in molti attendono il 12/12/2012 come possibile data della fine del mondo o portatrice di un mondo "nuovo", quasi tutti non si sono accorti che abbiamo già passato, si direbbe indenni, l'11/11/2011. Giorno anche questo ricco di risvolti profetici, collegato sia alla mitologia maya che ad altre culture, e che avrebbe dovuto svelare il codice del risveglio, una sorta di porta di comunicazione tra il nostro mondo e una realtà superiore. Poteva perciò il mezzo cinematografico, sempre pronto a prendere al volo queste "occasioni" lasciarsi sfuggire la possibilità di realizzare una pellicola a riguardo? Naturalmente no, e l'11 novembre dello scorso anno è uscito nelle sale americane 11-11-11, il nuovo film di Darren Lynn Bousman, già regista degli episodi II, III e IV della saga di Saw.

Demoni e dei

Sin da Omen - Il presagio, la cinematografia horror è intrisa di riferimenti apocalittici che prendono a piene mani da presunte profezie lasciateci dal passato. Difficile perciò, in un mercato quasi saturo di pellicole a tema, riuscire a dire qualcosa di nuovo senza scadere nella monotonia o nel ridicolo involontario. 11-11-11 sceglie perciò una via volutamente ricalcata sui classici del genere, infarcendola con effetti speciali e soluzioni visive d'ultima generazione. Se in un primo tempo la storia appassiona, nonostante diversi cliché, da metà in poi si perde lentamente il filo conduttore, arrivando a creare legami forzati e non esimendosi da alcune lacune di sceneggiatura. Ed è un peccato, perché nei momenti più pregni di tensione, la regia di Bousman riesce a creare una fascinosa inquietudine, soprattutto nel design delle creature demoniache, ricordando nella costruzione della paura il James Wan di Insidious (guarda caso autore del primo episodio di Saw) e regalando più di qualche brivido, grazie anche a una fotografia cupa e accattivante, laddove il buio fa davvero paura. Ma una caratterizzazione forzata dei personaggi, complice interpretazioni non certo memorabili (se si esclude il protagonista, un convincente Timothy Gibbs) e un finale ai limiti dell'assurdo, rendono il film un'occasione mancata, che soffoca dei buoni spunti in un abisso di nera oscurità, con dialoghi al limite del ridicolo, su tutti l'improbabile confronto, in una discussione tra i due fratelli, tra l'esistenza di Gesù e quella di George Washington...

11-11-11 Nonostante un'ottima fotografia e alcuni momenti di discreta tensione, 11-11-11 si rivela un horror col fiato corto, incapace già dopo la prima mezzora di districarsi in una sceneggiatura frammentaria e lacunosa, debordando in un epilogo delirante. Inoltre l'eterna diatribe tra ateismo e cristianesimo viene trattata con una superficialità imbarazzante, complici personaggi involontariamente macchiettistici. Le potenzialità c'erano, ma a conti fatti il risultato è assai inferiore alle aspettative. Senza contare che l'11 novembre 2011 è ormai passato da un bel pezzo...

5

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