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10x10, la recensione del thriller con Luke Evans disponibile su Netflix

L'infermiera Cathy all'uscita dalla palestra viene rapita dal misterioso Lewis, un uomo che ha con lei un conto da saldare.

recensione 10x10, la recensione del thriller con Luke Evans disponibile su Netflix
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Cathy, infermiera dell'ospedale locale, si reca al ristorante preferito e al consueto corso di yoga ma è ignara di essere spiata e pedinata da un uomo, Lewis, che sembra covare per lei un'attenzione morbosa. Proprio all'uscita della palestra la donna viene aggredita dal presunto stalker, che dopo averla imbavagliata la carica nel bagagliaio della propria auto e la conduce nella sua tecnologica villetta.
In 10x10 Lewis ha preparato da tempo una stanza segreta e insonorizzata dove rinchiudere la vittima che, nonostante ogni tentativo di reagire o fuggire dall'inaspettata prigione, si trova alle mercé del suo rapitore. L'uomo ha intenzione di estirparle una confessione e dubita che il suo vero nome sia Cathy, tentando in tutti i modi di scoprire la verità su un fatto che lo riguarda molto da vicino.

Gatti e topi

I kidnap movie giocano molte delle loro carte su una narrazione a prova di verosimiglianza, visto che la credibilità di quanto sta accadendo su schermo può consolidare o meno l'affezione empatica dello spettatore nei confronti della vittima sequestrata. Quando le forzature dominano la vicenda il risultato è spesso monco, privo della necessaria forza drammatica per suscitare un reale coinvolgimento drammatico, e 10x10 (disponibile su Netflix) ne è purtroppo zeppo all'interno dei suoi ottanta minuti di visione, destinati fin dalle fasi iniziali a condurre all'agognata rivelazione che darà un nuovo senso a quanto visto in precedenza.
Dopo un prologo che si concentra sulle riprese aeree di scorci paesaggistici, atti a creare un forte senso di contrasto con le atmosfere parzialmente claustrofobiche da lì a venire, l'operazione procede su una sceneggiatura totalmente incentrata sul confronto tra rapita e rapitore, alle prese con una sfida di verità e bugie che scade presto nella monotonia.

Una storia poco credibile

La regista e sceneggiatrice Suzi Ewing, al suo esordio assoluto nel lungometraggio dopo aver diretto una manciata di corti, si adagia sui cliché del relativo sottofilone e l'infinita resa dei conti tra i due protagonisti (le figure secondarie, di cui una fondamentale, compaiono giusto nel concitato epilogo) ha luogo in un gioco delle parti in cui i ruoli si ribaltano in continuazione, sia dal punto di vista fisico che da quello morale, anche se la tensione non raggiunge mai gli idonei picchi emotivi. Che il background dietro all'intera vicenda venga poi raccontato attraverso i filmati dei telegiornali o dei filmini casalinghi si dimostra l'ennesima scappatoia narrativa per risolvere nella maniera più gratuita i relativi vuoti, elemento che smorza ulteriormente la già scarsa dose di suspense.
Un peccato che le buone performance di Luke Evans e Kelly Reilly (che aveva già affrontato situazioni ben più estreme nel cult horror Eden Lake del 2008) si perdano così nel marasma generale.

10x10 Un uomo, una donna, una stanza di reclusione. Quando lui rapisce lei il gioco delle parti sembra netto e chiaro ma, col passare dei minuti, i ruoli si ribaltano continuamente preparando il campo a inaspettate verità e relativi colpi di scena. 10x10 tenta di sorprendere lo spettatore in più occasioni ma le evidenti forzature narrative, unite a una messa in scena deficitaria della necessaria carica tensiva, portano ben presto a un noioso senso di monotonia e neanche le buone performance dei protagonisti Luke Evans e Kelly Relly riescono a risollevare l'operazione dall'anonimato.

5

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