10050 Cielo Drive, la recensione dell'horror sull'omicidio di Sharon Tate

John R. Leonetti firma un controverso horror sull'eccidio di Cielo Drive, un'operazione discutibile non solo dal punto di vista etico.

recensione 10050 Cielo Drive, la recensione dell'horror sull'omicidio di Sharon Tate
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L'ucronica modifica operata da Quentin Tarantino nello strepitoso finale di C'era una volta a... Hollywood (2019) ha malinconicamente sfumato l'attenzione su quel che poteva essere e non è stato riguardo al brutale massacro compiuto dagli adepti della Manson Family nel quale perse la vita anche l'attrice Sharon Tate. Il controverso leader della setta, recentemente tornato di moda sul grande schermo come visto anche nel Charlie Says (2018) di Mary Harron, compare qui solo per brevi secondi in un filmato di repertorio a chiusura del film, ma 10500 Cielo Drive è ispirato proprio alla strage da lui ordinata nei confronti dell'allora compagna di Roman Polanski e dei suoi amici.
Dopo un breve prologo con l'irruzione nella dimora di una coppia di mezz'età, scampata a conseguenze ben peggiori, lo script ci accompagna a una sommaria introduzione delle prossime vittime, pronte a trascorrere una serata di festa in casa di Sharon - ai tempi incinta - e ignare della mattanza che avverrà da lì a poco tra quelle quattro mura.

Lupi alla porta

Conosciuto anche con il titolo originale Wolves at the Door, il film cerca di inserirsi nel filone dei moderni home invasion riprendendo una pagina di cronaca nera realmente avvenuta, con tutte le libertà del caso. Il risultato risulta deprecabile sia dal punto di vista etico, con una totale mancanza di sensibilità per quanto effettivamente accaduto in quella notte dell'agosto 1969, che per l'effettiva messa in scena, monotona e ripetitiva oltremisura nonostante l'esigua durata (70 minuti scarsi).

10500 Cielo Drive non ha alcun rispetto per le vittime, qui rese come inermi pedine sacrificali e sfruttate unicamente a fini commerciali, e la stesura dei dialoghi palesa diverse incongruenze e forzature.
Forzature che appaiono evidenti anche nelle molteplici incursioni a sfondo slasher, con una pessima gestione della limitata ambientazione e l'esitazione di osare nell'esposizione della pura violenza di genere.

Un'operazione indifendibile

Proprio per il suo comprensivo timore reverenziale, frutto di una concezione narrativa sbagliata in partenza, l'operazione si rivela debole e castrante nelle sue dinamiche horror, con i momenti più truci lasciati fuori campo e il potenziale terrore affidato esclusivamente a improvvise apparizioni a effetto e a una colonna sonora pronta a suggerire il pericolo imminente. Tra luci che si spengono, panchine che dondolano, riflessi negli schermi televisivi e improbabili soggettive dal point of view degli esecutori della carneficina, la paura è la grande assente e le reazioni poco verosimili da parte dei malcapitati protagonisti castrano sul nascere qualsiasi coinvolgimento empatico.

L'assente caratterizzazione dei killer, costantemente muti nella messa in atto della loro missione mortale, è l'ennesimo sintomo di dozzinalità, frutto di colpe comuni tra sceneggiatura e regia.
L'impressione è che John R. Leonetti, solo due anni prima dietro la macchina da presa di un grande successo di pubblico quale il primo capitolo di Annabelle (2014), si sia pentito in corsa di essersi approcciato a un progetto così controverso, una pellicola che non meritava neppure d'essere realizzata.

10050 Cielo Drive Se Quentin Tarantino aveva operato un omaggio rispettoso e quasi catartico nel suo C'era una volta a... Hollywood (2019), tre anni prima il massacro nel quale persero la vita Sharon Tate e altre quattro giovani vittime è stato invece infangato da questo timido e irrispettoso home invasion diretto da John R. Leonetti. 10500 Cielo Drive riprende il tragico fatto di sangue con diverse libertà nella gestione dei personaggi, dando vita a una mattanza horror priva di tensione e troppo contenuta nelle esplosioni di violenza, conscia su questo della scottante e controversa scelta narrativa e concettuale alla base. Il risultato è un film indifendibile sia moralmente che per l'effettiva messa in scena, da dimenticare il prima possibile. Andrà in onda stasera, domenica 31 maggio, alle 00.25 su RETE4 in prima visione tv.

3.5

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