Recensione 10 Cose di Noi

Morgan Freeman nei panni di se stesso in una commedia dolceamara

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E' merito del Festival di Torino se giunge sul suolo italico, ben due anni dopo l'arrivo nelle sale a stelle e strisce, questo piccolo film, voluto fortemente da Morgan Freeman, che oltre a esserne attore (ma in maniera inquanto insolita, interpreta infatti se stesso alla deriva artistica) risulta anche tra i produttori esecutivi. Accolto inizialmente in sordina in terra americana, ha ottenuto un grande guadagno rispetto agli esigui costi di produzione. Un progetto molto particolare, che, pur non risultando perfetto e durando poco più di settanta minuti, ha comunque un discreto fascino. Diretto da Brad Silberling (Lemony Snicket - Una Serie di Sfortunati Eventi, City of Angels) il quale ha dichiarato: "volevo solo mandare gli attori davanti alla telecamera e fare ciò che si doveva fare". Affiancando al grande attore settantenne, la giovane, ma già sulla cresta dell'onda, latino americana Paz Vega, spalla ideale per il canuto protagonista.

Morgan Freeman è un attore in crisi, e da ben quattro anni non interpreta un film di successo. Gli arriva una nuova occasione con un piccolo film indipendente, per il quale dovrà interpretare la parte di un direttore di supermercato. Per entrare meglio nel ruolo, decide di trascorrere del tempo all'interno del luogo delle riprese, studiando mosse e abitudini del vero direttore. Durante questa sua scorribanda artistica, incontrerà la giovane cassiera Scarlet (Paz Vega), in crisi con il marito che ha una relazione con la sua collega, e insicura sul suo futuro. Freeman allora deciderà di aiutare la ragazza a ritrovare il proprio scopo nella vita, poichè rivede in lei se stesso alla sua età. Le darà la forza e il coraggio per recarsi a un colloquio di lavoro che potrebbe cambiare il suo destino, in cambio di un semplice passaggio a casa con la macchina di Scarlet. Tra risate e lacrime, i due si confesseranno le 10 cose che odiano e amano di più nelle loro vite.

Una freschezza nuova colpisce subito lo spettatore, un sapore delizioso e che fonde le sue radici in un'attinenza alla realtà quasi maniacale. Si capisce il perchè Morgan Freeman abbia speso tutte queste energie per la realizzazione del film: diventa centro e fulcro del mondo intero, e offre una delle prove più riuscite della sua carriera, senza dubbio la più genuina. Non è mai facile diventare interpreti di se stessi, si rischia più volte di scadere nel forzato o nel macchiettistico, trappola in cui l'attore afroamericano non cade, anzi. Si diverte dall'inizio alla fine, e offre un'interpretazione veramente lodevole, sostenendo che in essa vi sia più di lui, che quanto nella vita reale. In questo "esperimento di personalità" è ben accompagnato dalla brava e sensuale Paz Vega, di cui purtroppo lo spanglish (una sorta di ibrido inglese - spagnolo) originale è andato perso nel doppiaggio italiano, fin troppo esasperato a tratti. La regia è sobria, e pur seguendo da vicino, vicinissimo i due attori, non sembra mai assilarli, rendendoli sì protagonisti ma non primedonne, impresa non semplice in una pellicola che si basa quasi interamente sui loro duetti verbali. I viaggi di Freeman all'interno dei supermercati o grandi centri commerciali sono di una naturalezza incredibile, e per quanto le reazioni della gente comune appaiano a volte un po' esagerate (ma è la realtà stessa ad esserlo), vedere la Star vagare normalmente in cerca di abiti da pochi dollari o un curioso mocio per signore, provoca più di un sorriso.Tutto perfetto, allora? Non proprio. Se infatti alcuni sketch sono senza dubbio riusciti, altri finiscono per portare ben presto alla noia, o per eccessive lungaggini (la canzone in auto, forse godibile nella versione americana, è in lingua italica veramente deleteria) o per un uso fin troppo esasperato del volto di Freeman quale catalizzatore comico, che non sempre funziona. Certo, lo scopo del film non è quello di provocare risate a crepapelle, questo va messo in chiaro fin da subito, ed è sicuramente un bene: solo che la tenera dolcezza che ne vuole trasparire, non sempre è esposta nel migliore dei modi. La trama è eccessivamente forzata, soprattutto nella prima parte: perchè il famoso attore vuole aiutare a tutti i costi la giovane appena conosciuta? Sostenendo addirittura di essersi dimenticato il numero di casa? Un senso di surrealismo che non convince pienamente, visto il contorno. La breve durata inoltre penalizza un po' l'introspezione psicologica che si comincia ad avvertire verso la parte finale, e si vorrebbe saperne di più del destino dei protagonisti.Il titolo originale, 10 items or less, deriva proprio da quelle casse dei supermercati per un massimo di dieci pezzi, alle quali lavora Scarlet. E da qui poi si instaura la diatriba sulle 10 cose nella vita da salvare e da buttare. C'è anche spazio per un rapidissimo cameo di Danny DeVito, anche lui nei panni di se stesso. Non sarà senza dubbio da annoverare tra i 10 film migliori degli ultimi tempi, alternando pregi e difetti circa in egual misura, ma, dato anche il relativamente breve minutaggio, è un prodotto spensierato la cui visione di certo non guasta, e non risulta indigesto. E, al giorno d'oggi, già non è poco.

10 cose di noi 10 Cose di Noi è un piccolo film che mette in risalto tutta la bravura e la simpatia di Morgan Freeman, vera colonna portante della pellicola, accompagnata degnamente dalla giovane e sensuale Paz Vega. Si alterna tra alti e bassi, ma comunque regala qualche piacevole sorriso, rivelandosi come un film per tutti, sempre in bilico tra una vena più drammatico - esistenziale e una prettamente comica. Non è perfetto, ma comunque piacevole.

6

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