Yoshiki presenta a Roma We Are X: Una terapia contro il dolore

Il leader della rock band giapponese X Japan arriva nella capitale in occasione dell'uscita del documentario che lo vede protagonista.

intervista Yoshiki presenta a Roma We Are X: Una terapia contro il dolore
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É stato presentato a Firenze, nella cornice della 58ma edizione del Festival dei Popoli, We Are X, l'atteso documentario diretto da Stephen Kijak che ripercorre la storia della rock band giapponese X Japan fino ai preparativi dell'indimenticabile concerto reunion al Madison Square Garden del 2014. Batterista, pianista, compositore e leader assoluto del gruppo, Yoshiki ha incontrato ieri la stampa italiana (e noi c'eravamo, ovviamente): abito nero, occhiali sugli occhi e la solita aura che solo le grandi leggende della musica si portano dietro, con un tono di voce rilassato ma deciso risponde alle domande dei giornalisti sul film, prodotto dai vincitori dell'oscar di Searching for Sugar Man e atteso da tutti i fan dispersi nel mondo. "Un risultato di cui vado particolarmente fiero e che mi rende soddisfatto" ci ha confessato Yoshiki, "Stephen, il regista, e il suo team hanno fatto un lavoro straordinario, riuscendo a condensare la moltitudine di drammi che gli X Japan si portano dietro in novanta minuti. Cosa non facile".

We Are X

Premiato quest'anno al Sundance Film Festival, We Are X è il ritratto intimo della band più famosa del Giappone, pioniera della Visual Kei (particolare genere musicale che si è sviluppato intorno alla metà degli anni Ottanta e di cui Yoshiki e colleghi sono fieri rappresentanti) ma di cui tanti ignorano l'importanza culturale e l'influenza che gli X Japan hanno avuto su personalità di spicco del rock come George Martin e i KISS. "Non penso mai al nostro status di culto al di fuori dei nostri confini. Sono grato per l'affetto dei fan e per il successo, ma mi piace ritenermi soltanto un ragazzo a cui piace fare del rock'n'roll".

Argomento di discussione della chiacchierata sono i temi che emergono dalla loro musica e dai testi pregni di sofferenza e al tempo stesso di celebrazione della vita. È proprio Yoshiki a spiegare che "Le nostre canzoni parlano sia d'amore che di morte, è ovvio: tutti quanti, un giorno o l'altro, moriremo e non vivremo per sempre, e questa idea si ripercuote in ogni testo. Ciò non toglie che dobbiamo vivere nella costante paura della morte, al contrario, vorrei che il messaggio della mia musica arrivasse come un invito a vivere la propria vita al massimo delle possibilità. So che è un concetto complicato, ma è quello di cui è fatta la musica degli X Japan".

"Girare il film è stato come entrare in terapia"

Il dolore incanalato dalle liriche classiche e le melodie rock trova sfogo anche nel documentario, descritto da Yoshiki come "un lungo e inaspettato processo terapeutico" attraverso la memoria di chi non c'è più (il padre e l'amico, nonché chitarrista della band Hideto Matsumoto, si sono infatti suicidati) e che il regista Kijak ha ripreso grazie a interminabili interviste frontali con il musicista. "Girare questo film è stata una terapia mentale. All'inizio ne ero completamente spaventato, tutte quelle domande mi mettevano a disagio; poi però, in maniera naturale, abbiamo toccato diversi argomenti personali come la morte di mio padre, e sono arrivate le lacrime. Più andavo a fondo a quel dolore, più le ferite sembravano rimarginarsi e in me cresceva la voglia di guardare al futuro. Credo che fosse davvero necessario per me realizzare questo film".

We Are X uscirà nelle sale italiane il prossimo 30 ottobre distribuito da Drafthouse. Il 14 ottobre invece è avvenuta l'anteprima nazionale a Firenze in presenza di Yoshiki, che ha incontrato il pubblico al Festival dei Popoli.

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