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Intervista The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1

Nikki Reed e Jackson Rathbone a Roma per presentare Breaking Dawn.

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Come ormai da tradizione, il Festival del cinema di Roma si riserva anche quest'anno una breve anteprima dell'ultimo capitolo cinematografico della saga di Twilight. Dopo Robert Pattinson, Kristen Stewart e Taylor Lauter (susseguitisi con più o meno clamore nel corso degli anni), quest'anno è il turno di Jackson Rathbone e Nikki Reed di calcare il red carpet dell'evento romano per presentare The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte I. L'incontro con i fan è previsto per il pomeriggio, eppure schiere di fan si intravedono già dalla prima mattina: magliette di New Moon che passeggiano sotto i portici, voluminosi tomi di Breaking Dawn poggiati sui tavolini del bar, cartelloni appoggiati stancamente a delle colonne e, ovviamente, loro, le instancabili fan che hanno già preso il loro sudato (e si, perché qui al festival fa anche caldo come se fosse primavera!) posto contro il parapetto del red carpet. Nessuna scena di isteria... per ora!

Non siamo Rosalie e Jasper

Prima che il panico si scateni in auditorium (per dovere di cronaca ci riserviamo di seguire anche quello, non si sa mai cosa può succedere), abbiamo incontrato i due attori in conferenza stampa, per sapere dalla loro voce (un po' straniata dalla stanchezza del viaggio) cosa si prova a far parte di un blockbuster dalle dimensioni epocali.

In questo quarto capitolo della saga si affrontano per la prima volta argomenti più maturi, come la famiglia, il matrimonio, il parto. Come sono cresciuti i personaggi?
JR
: Si tratta di un'evoluzione che ormai va avanti da tre anni. Alla base della storia c'è sempre stato il rapporto tra Edward e Bella, ma ora finalmente il loro amore è diventato maturo e ha assunto tonalità più dark.
NR: In questo film diventa ovvio quanto siamo uniti come famiglia, finalmente non ci sono più divisioni interne. Per me è stato bello interpretare l'unica persona su cui Bella possa contare in questo particolare momento della sua vita.

È difficile per voi lavorare ogni volta con un regista diverso? Come avete fatto a mantenere una linea che unisse tra loro i vari film?
JR:
A dire il vero è molto divertente e istruttivo. Ognuno di loro porta la propria visione personale del film e le esperienze lavorative passare. Possiamo imparare moltissimo dal confronto con loro e crescere.
NR: Ovviamente avevamo una bozza da seguire, ma poi ogni regista porta le proprie idee.
JR: Soprattutto in Breaking Dawn, di cui ne è anche produttrice, Stephenie Meyer è stata sempre molto presente e disponibile fin dal primo giorno.

I vari registi sono venuti da voi a chiedere indicazioni sui personaggi o hanno proceduto indipendentemente?
JR:
In realtà sono stati tutti fantastici, perché hanno collaborato con noi, nonostante ogni regista abbia la sua idea del personaggio. Per esempio io e Bill Condon abbiamo riflettuto parecchio sulle divisioni interne della famiglia e sul lato dal quale si sarebbe schierato Jasper. Io gli ho detto che lui fa parte di quella famiglia a causa di Alice e che è lei che seguirà sempre.
NR: Io non ho avuto lo stesso tipo di esperienza di Jackson. I registi non mi hanno mai fatto molte domande, forse perché io correvo costantemente a farne a loro in cerca di risposte e non gli davo quindi modo di porsi dubbi. In realtà ero molto confusa sul ruolo di Rosalie in questo film, perché lei è sempre stata molto coerente come personaggio e avevo paura che la sua transizione potesse dare un'idea sbagliata.

Nikki tu sei un'artista molto completa: hai scritto delle sceneggiature (Nikki aveva lavorato con Catherine Hardwicke a Thirteen, come attrice e co-sceneggiatrice, ndr), prodotto un film e diretto qualcosa. Hai in programma di scrivere altre sceneggiature?
NR:
Veramente ho già scritto altro materiale, ma evidentemente non era abbastanza buono come Thirteen. Però non smetto di scrivere, lo faccio non appena ho un momento libero. Il solo fatto di scrivere sul mio blog mi da una soddisfazione maggiore di quella che mi offre la recitazione. Ho anche diretto due videoclip, cose molto piccole, ma comunque mie e prodotto un film. Credo che la mia carriera futura viaggi più verso questa direzione...

Anche tu non ti limiti certo solo al fare l'attore.
JR:
No e, come artista, ringrazio ogni giorno di poter fare quello che voglio. Quando prendo in mano la chitarra (Jackson è frontman della band 100 Monkeys, ndr) e salgo sul palco c'è una reciprocità che non senti in altri modi. È una sensazione bellissima. Onestamente mi sento più a mio agio come artista che come persona. In ogni caso recitare è un processo quotidiano in cui metto passione... credo la passione sia la cosa fondamentale in tutto quello che fai.

La saga di Twilight è fondamentalmente incentrata sul rapporto tra Edward e Bella. Oggi Robert Pattinson e Kristen Stewart sono praticamente delle celebrità mondiali. Che rapporto avete con loro sul set?
JR:
Tutta la serie è incentrata sul loro amore, è una sorta di Romeo e Giulietta senza Montecchi e Capuleti. Abbiamo cominciato a lavorare insieme: siamo cresciuti insieme e siamo tutti parte di questo fenomeno. Nonostante siano delle star e capiti spesso di vederli sulle copertine dei giornali, io li considero solo degli esseri umani. Devo ammettere però che adoro la possibilità di fare questo tour con Nikki, che trovo una persona adorabile (qua e là Jackson lancia qualche ‘I love you' saltuario alla sua collega, riempiendola di affetto e complimenti come tra vecchi amici, ndr). La prima volta che ci siamo conosciuti eravamo in aeroporto e io stavo discutendo con una hostess che non voleva farmi salire a bordo con la mia chitarra, nonostante fosse in una custodia morbida. Non posso separarmi da lei, anche se non devo suonarla. E Nikki si è subito schierata dalla mia parte, cercando di convincerla a farmi imbarcare la chitarra sull'aereo.
NR: In realtà le cose sono molto cambiate. Quella che vi ha dato Jackson è una risposta ideale. Quando abbiamo iniziato a lavorare a Twilight eravamo tutti degli attori piuttosto sconosciuti: uscivamo spesso insieme a cena o per andare a sentire musica live. La fama ha cambiato molto le cose: sul set sono comparse delle guardie del corpo e alcuni di noi non hanno più potuto muoversi liberamente. Si è cominciata a sentire una certa tensione che ha reso la vita più difficile per tutti noi. Non sto dicendo che i rapporti siano peggiorati, sono solo diversi.

Attorno a Twilight ci sono spesso fenomeni di isteria da parte dei fan, che vi amano follemente identificandovi più che altro con i vostri personaggi. Voi riuscite a dividere voi stessi dal personaggio o, dopo tutti questi anni, anche voi vi riconoscete in loro? E quali sono i vostri idoli del presente o del passato?
NR:
La separazione tra noi stessi e i nostri personaggi è fondamentale. In un'epoca come questa, in cui grazie a Internet le persone diventano famose dalla mattina alla sera bisogna stare molto attenti e diventa importante ricordarsi sempre chi sei. Quando ero piccola mi piacevano, perché piacevano anche a mio fratello, le Spice Girls. All'epoca non c'era Twitter e non potevi seguire le persone costantemente alla ricerca dell'ultima notizia sul loro cibo preferito. Andavi a comprare il CD e la prima cosa che facevi era sfogliare il booklet e leggere i testi delle canzoni: all'epoca cercavi di capire la musica dei tuoi idoli. Poi ho passato la fase Leonardo DiCaprio. Credo di aver visto Titanic al cinema circa 43 volte e mezzo.
JR: Bisogna separare i due aspetti della vita. Se vedessi i Rolling Stones sicuramente perderei la testa. Ho avuto la fortuna di incontrare alcuni miei idoli nel corso della vita, ma li ho sempre trattati come se fossero degli amici dei miei genitori, chiacchierando normalmente con loro. Siamo persone di spettacolo e se quello che facciamo arriva a toccare le persone va benissimo, soprattutto perché noi abbiamo cercato di portare in questi personaggi tutta la nostra passione. Siamo noi stessi degli appassionati, ma sono solo dei personaggi e sono molto diversi da noi. Mio padre mi diceva sempre: dai amore per ottenere amore e dai rispetto per ottenere rispetto. Ed è una linea che seguo sia con i fan che con i miei idoli.

Secondo voi come mai Twilight è diventato un così grande fenomeno di massa?
NR:
A volte credo che le donne siano un target davvero molto facile da colpire. Quella di Twilight è una favola epica, di quelle ideali. Quello che facciamo nel nostro lavoro è prendere quegli elementi che fanno parte della vita di ogni persona e portarli a un livello superiore. Quello tra Edward e Bella è un amore fuori dalla realtà ed è per questo che è così attraente. È un amore ingenuo e non corrotto da tutto quello che invece la realtà ci insegna su di esso. Il bello è che, proprio per questo, può fare effetto su una donna di qualsiasi età: c'è chi ci rivedrà il suo primo amore passato, chi la propria esperienza, chi un desiderio del futuro. Hai spesso espresso questo tuo spassionato amore per la musica, tanto da non separarti mai dalla tua chitarra.

Per partecipare a Twilight hai dovuto accantonare un po' la tua carriera musicale. Adesso che è tutto finito, manderai avanti la tua band?
JR:
Il cinema e la musica sono due cose molto diverse, eppure amo entrambe moltissimo. Sul palco, che sia a teatro o durante un concerto, si crea questo legame istantaneo con il pubblico, mentre al cinema crei una realtà che però viene fuori solo parecchi mesi dopo. Sono due tipi di sensazione molto belli ma differenti. Mi sono innamorato del cinema quando avevo 14 anni e rimanevo in sala fino alla fine dei titoli di coda per vedere i nomi di tutte queste tantissime persone che avevano partecipato alla creazione del film. L'ho fatto anche con Avatar... sono rimasto lì per circa 15 minuti. Recito, canto, ho prodotto un film e provato a dirigere qualcosa e nel futuro mi vedo in ognuna di queste cose. Mi piace molto apprendere il più possibile dalle persone attorno a me e fare mio il loro mestiere.

Nel corso della saga la relazione tra Rosalie e Bella è sempre stata molto complicata...
NR:
Io credo che Rosalie volesse sentirsi necessaria... o forse ero solo io che come attrice non sentivo di fare abbastanza. In questo film lei diventa tutto per Bella, perché è l'unica che le sta accanto e che si schiera dalla sua parte. Io non ho ancora visto il film, quindi non so come sia diventato poi nella versione finale, ma durante le riprese sono stati girati molti momenti tranquilli tra me e Kristen che raccontano l'evoluzione del nostro rapporto. Ed è bello non sentirsi solo un attrezzo di scena, messo sullo sfondo ma tenuto a dire solo una battuta ogni tanto.

Ultimamente sono molto diffusi libri che seguono lo stesso genere di Twilight. Siete degli appassionati del genere? Partecipereste mai a un altro progetto simile?
JR:
Si tratta di un'atmosfera sociale molto interessante, stanno lavorando a un film su The Hunger Game e so che stanno girando un secondo Percy Jackson. Sono libri dedicati a quelli che vengono chiamati giovani adulti che sono poi effettivamente il nostro futuro, anche artistico. Mi piace molto come ambiente: ho anche prodotto una serie web su questo genere, distribuita poi dalla Warner Bross. Stiamo cercando di raggiungere un pubblico nuovo e accetterei di certo un altro progetto di questo tipo.
NR: Se si trattasse di qualcosa che mi appassiona, sicuramente lo farei. Probabilmente se non ragionassi in questo modo e accettassi tutto quello che può diventare un successo, avrei molto più successo. Ma credo si debba sempre seguire quello che si vuole fare veramente.

I vostri nomi sono ormai legati indissolubilmente a quelli della saga. Non avete paura che tutto questo successo vi chiuda delle porte a Hollywood?
NR:
Mi sento fortunata perché non somiglio per niente a Rosalie e quindi posso essere me. Spero che questa esperienza non mi noccia. È vero, Twilight ha avuto molto successo e se al di fuori non si riesce a vederci per nient'altro che per questo, credo sia il prezzo che dobbiamo pagare.
JR: La popolarità di questa serie viene fuori soprattutto in situazioni staccate da Twilight, come quando per esempio mi esibisco con la mia band. Tra il pubblico vedi delle ragazze e ragazzi che sono stati trascinati al concerto solo perché suona quell'attore di Twilight. Sono molto diverso da Jasper, ma preferisco sempre interpretare cose molto diverse da me... e se questo dovesse far male alle nostre carriere, lo accetteremo. È come la filosofia dello yin e dello yang.

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