The Last Duel: dietro le quinte del grande film di Scott

Abbiamo intervistato la costumista, il compositore e il direttore della fotografia di The Last Duel per regalarvi uno sguardo esclusivo sul film di Scott.

The Last Duel: dietro le quinte del grande film di Scott
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L'uscita di The Last Duel ha riportato in auge la narrazione di un periodo storico che da sempre affascina e genera capolavori sul grande schermo: il Medioevo. E se l'ultima opera di Ridley Scott entra di diritto tra i 10 migliori film sul Medioevo, non è certo - o solo - per la straordinaria sceneggiatura che stravolge gli stilemi e pone l'attenzione sulla figura della donna, rivelando echi quanto mai attuali che vi abbiamo descritto nella nostra recensione di The Last Duel, ma anche per una messinscena sontuosa, merito del lavoro di alcuni dei più importanti esponenti del settore.

Noi di Everyeye abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con alcuni di loro, per approfondire alcuni aspetti della produzione della pellicola. Quindi vi lasciamo senza indugi alla nostra intervista a tre storici collaboratori di Ridley Scott: Janty Yates, costumista già vincitrice dell'Oscar per Il Gladiatore (qui le aspettative e i dubbi su Il Gladiatore 2), Harry Gregson-Williams, compositore della colonna sonora, e Dariusz Wolski, direttore della fotografia.

Una produzione travagliata

Everyeye.it: Ciao a tutti, quali sono state le sfide più importanti dal punto di vista produttivo durante la realizzazione di The Last Duel?
Janty Yates: Il Covid!
Dariusz Wolski: Proprio così.
Janty Yates: Ci ha infastidito più di ogni cosa; ha fermato la riprese per tre mesi e non sapevamo che fare.
Harry Gregson-Williams: Per voi ragazzi dev'essere stato davvero frustrante perché dovevate ancora concludere lo shooting, dopotutto io vivo più la post-produzione successiva, ma in quei mesi di stop Ridley è venuto da me. Aveva messo insieme il film con il materiale a disposizione e completato le parti mancanti con una serie di card descrittive. "Bene, facciamo questa colonna sonora", mi disse, ed io ero scioccato: "Ma come Ridley, manca un terzo del film!". E lui, tranquillo: "Sì, ma ne abbiamo comunque i due terzi...".
Dariusz Wolski: È vero, è sempre positivo.
Janty Yates: Ridley lavora costantemente.

Everyeye.it: Dariusz, ci puoi dire quali location sono state scelte per il film e perché?
Dariusz Wolski: I primi location scouting sono stati fatti mentre lavoravo ad un film di Paul Greengrass (Notizie dal Mondo, NdR), ma la scelta è limitata quando scegli veri castelli del XIV secolo che siano nella giusta condizione di poter ospitare delle riprese. La sfida è stata l'illuminazione, dato che queste fortezze sono in una posizione tale che non puoi permetterti di mettere luci alle finestre, per questo alcune scene sono state ricreate in studio, per dare maggiore flessibilità a noi e agli attori, ma molto è stato girato anche in location reali.

Gli elementi del successo

Everyeye.it: Janty, The Last Duel è un film storico e, in quanto tale, i costumi rappresentano una parte importante del lavoro. Come ti sei documentata per replicare gli abiti e le armature presenti nel film?
Janty Yates: Il design delle armature è frutto di una vera e propria opera collettiva tra me, Ridley, Terry English (un bravissimo armaiolo che ha costruito tutte le armature per Excalibur) e un secondo armaiolo. Abbiamo realizzato le armature in poliuretano dipinto in maniera superba. Ne avevamo due set, uno solo per i duelli. E abbiamo preso molta ispirazione dalle effigi, le statue dei morti presenti in migliaia di chiese inglesi. Quindi dobbiamo molto anche a lord, baroni e gente defunta, in generale.
Dariusz Wolski: Non dovevi rivelare i tuoi segreti, dovevi mentire e dire che era tutto metallo!

Everyeye.it: Un'altra domanda per Dariusz, la cosa più interessante è che hai dovuto girare tre diverse versioni dello stesso film da tre differenti prospettive. Hai seguito delle regole particolari o una certa routine durante le riprese?
Dariusz Wolski: No, non direi, credo però che lo sforzo maggiore sia stato nell'ultima parte, quella relativa a Marguerite, più orientata alla soggettiva e all'utilizzo di una singola camera. Tutti sul set ne erano al corrente, ma non è che ci fosse un vero e proprio concetto teorico alla base.

Everyeye.it: Henry, la musica gioca un ruolo fondamentale nel costruire la giusta atmosfera. Qual è stato il tuo approccio alla composizione di questa colonna sonora? Ci sono state particolari ispirazioni per The Last Duel?
Harry Gregson-Williams: Quando mi sono seduto con Ridley a parlare della musica per questa pellicola, volevamo entrambi inserire un elemento vocale, ma non un vero e proprio coro, bensì delle voci soliste che intervenissero in modi inaspettati. Per far sì che tutto ciò fosse calato nella realtà storica del film ho utilizzato strumenti musicali particolari, come flauti etnici e un organo da chiesa, ma Ridley era sempre aperto all'idea di inserire anche suoni che non appartenessero al contesto di The Last Duel (come avevo già sperimentato in Prometheus e in Exodus, quando mi chiese una mano per aprire le acque del Mar Rosso!).

Everyeye.it: Chiudiamo con Janty; qual è stato il costume che più hai adorato realizzare e perché?
Janty Yates: Credo che la parte più simpatica sia stata lavorare con Ben Affleck, perché è così dandy! Ho amato costruire il suo abito aggiungendo gioielli e dettagli, le sue scarpe poi sono nere ed oro, non le vedete mai, ma... è stato divertente.

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