Roma 2014

Intervista #ScrivimiAncora: Lily Collins, Sam Clafin, Christian Ditter

Sam Claflin e Lily Collins sono perfetti insieme, proprio come Rosie e Alex... ne abbiamo le prove!

intervista #ScrivimiAncora: Lily Collins, Sam Clafin, Christian Ditter
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#ScrivimiAncora è stato l'evento teen del festival e, a confermarlo, tantissime sono le persone che già dalla mattina si sono piazzate ai bordi del red carpet per avere l'occasione di vedere (e magari abbracciare, farsi fare un autografo, scattare un selfie e lanciare biglietti con il proprio numero di telefono) i due attori protagonisti del film. Sam Claflin ormai è diventato uno di casa e, già dalla sua prima visita romana, è riuscito a farsi amare da chiunque, anche da quelli che non sapevano nemmeno chi fosse (Ma come? Non lo avete visto Hunger Games - La Ragazza di Fuoco?): esuberante, simpatico, assolutamente naturale e gentilissimo con chiunque, Sam è diventato l'amicone con cui tutti vorremmo uscire e che, visto sul grande schermo, ci fa già sentire un po' più a nostro agio. Sì, anche quando il suo personaggio non è dei più amorevoli (Posh vi dice qualcosa?). Ad addolcire l'entusiasmo febbrile del giovane attore, ci ha pensato Lily Collins: il suo modo di vedere ogni cosa con ottimismo fa subito venire a tutti voglia di sorridere e riflettere sullo stress che spesso ci causiamo da soli, ci rende un po' più zen... e assolutamente invidiosi di come ogni tipo di look le doni benissimo. E Christian Ditter? Considerato il modo in cui guardava adorante tutto quello che lo circondava, con un sorriso enorme da guancia a guancia e gli occhi sempre un po' lucidi, abbiamo iniziato a pensare che si trovasse nello stesso stato di assoluta e divertita adorazione dei fan presenti in sala.
Quello che pensano di #ScrivimiAncora è appassionante ed entusiasmante e il trio subito riesce a trasmetterci l'amore nei confronti di questo progetto, semplice ma, allo stesso tempo, capace di inserirsi a modo suo nella storia di ognuno di noi. Ce lo raccontano con il sorriso, le battute e un calore che non può fare a meno di farti sentire, anche se solo per qualche minuto, parte del loro gruppo di lavoro.

Questione di scelte

Avete mai vissuto una situazione come quella che caratterizza questo film?
CD:
Si! E lui vi racconterà il resto...
SC: Sulla tua storia? Bene, quando io e Christian ci siamo innamorati... Comunque si, ho vissuto una situazione simile, credo che tutti l'abbiano fatto. Certo io non ho un matrimonio e un divorzio alle spalle, ma ci sono degli elementi della storia con i quali tutti si possono identificare. Ed è questo che la rende speciale.
LC: Io non ho una bambina, non sono sposata, niente di tutto questo. Però mi sono trovata coinvolta in alcune situazioni che, all'apparenza, potevano essere considerate negative. Ma io cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose, anche perché credo fermamente che tutto succeda per una ragione e che magari, anche se in quel momento pensi che sia la fine del mondo, questo qualcosa ti sta capitando per un motivo più grande.

Si potrebbe dire che #ScrivimiAncora sia un film sulle scelte, giuste o sbagliate che siano.
LC: Non credo esistano scelte giuste e scelte sbagliate. Vengono prese in un determinato momento in cui le cose, magari, non vanno proprio come speriamo. E per noi in quel momento quella scelta è giusta. Quello che conta, dopotutto, è il viaggio e le decisioni sono solo dei catalizzatori che permettono di avviare questo viaggio.
SC: Il film parla di tempismo. Tutti noi abbiamo bisogno di tempo per esplorare e fare esperienza. Se Alex avesse voluto evitare tutto questo struggimento, sicuramente avrebbe potuto farlo. C'è sempre un motivo per cui accadono certe cose in determinati momenti.
CD: Ci sono scelte che un consulente ci direbbe subito che sono sbagliate. Ma in quel momento sembrano giuste. Questo è il messaggio nascosto nel film, anche se di certo non l'ho fatto per mandare un messaggio. Fai quello che ritieni giusto, anche se gli altri potrebbero considerarlo come un errore. Alla fine otterrai quello che meriti e questo è quello che conta.

C'è stato un momento di tempismo perfetto nelle vostre vite?
SC:
Il mio è piuttosto semplice ed è quando ho incontrato mia moglie. Ci siamo incrociati il primo giorno per un'audizione e il secondo giorno io sono stato fuori tutta la notte a festeggiare, quindi la mattina dopo sono andato a prendere il primo treno della metropolitana per tornare a casa e, appena le porte si sono aperte alla mia stazione, con tutte le carrozze in cui lei sarebbe potuta essere ferma davanti alla porta, lei era lì, ferma ad aspettarmi. Come in un film. Quello è stato un tempismo perfetto, sono grato di essere stato davvero davvero ubriaco e di essere rimasto fuori tutta la notte.
LC: Io non ho una storia come questa. Non si può davvero competere. Recentemente dovevo fare un film per il quale ero davvero eccitata e mi stavo già preparando. Contemporaneamente c'era un altro progetto che mi piaceva molto, ma per il quale, ovviamente, non potevo essere disponibile. E poi quel primo film non si è più fatto ed io ero devastata, ma questo mi ha dato la possibilità di essere di nuovo libera per quest'altro progetto. E mi ha insegnato così tanto sull'arte di recitare e sono maturata tantissimo nei termini di quello che ho imparato su questo mondo dell'intrattenimento. Se avessi fatto l'altro film, avrei amato quell'esperienza, ma non avrei imparato così tanto. Nel nostro lavoro il tempismo è tutto. Noi ci saremmo dovuti incontrare tantissime volte e invece non lo abbiamo fatto e poi Christian ci ha messi insieme e ora siamo qui.
SC: Il destino...!

E insieme, dobbiamo ammetterlo, state benissimo. Il vostro rapporto all'interno del film è assolutamente credibile. Come avete ricreato questo senso di intimità?
LC: La prima volta che io e Sam ci siamo incontrati per il film, Christian ci ha fatti sedere vicini e ci ha chiesto di dirci a vicenda cosa pensavamo dell'altro, motivando il motivo della nostra opinione. Questo ci ha costretti ad abbattere qualsiasi confini e, ammettiamolo, è stato anche imbarazzante. Insomma, io non lo conoscevo nemmeno! Ma ha creato una base tra di noi e all'improvviso mi è sembrato di conoscere Sam da anni.
SC: Poi abbiamo iniziato a fare colazione insieme, andare agli eventi e frequentarci in diversi contesti sociali e abbiamo scoperto che il nostro senso dell'umorismo era simile, che a entrambi piaceva divertirsi. Senza rendercene conto abbiamo imparato a conoscerci, senza farci domande. Anche durante il film siamo sempre stati uno accanto all'altro e questo rapporto tra di noi è nato in modo molto naturale. Quando vedevo Rosie piangere io, come Alex, piangevo... ed è una cosa che non si può mettere nella sceneggiatura.

La vita in un film

Prima di iniziare a girare il film, avevate letto il libro?
LC:
In realtà no. Lavoro a molti progetti tratti da libri e diventa davvero complicato leggerli tutti. Passare continuamente dal libro alla sceneggiatura, poi, può essere complesso. Ma avere l'autrice sul set penso sia stato molto più importante e rende tutto perfetto. Mi sono identificata subito con Rosie e mi sono ritrovata naturalmente nel mio personaggio, era così simile a me che era come vivere in prima persona la sceneggiatura.
SC: Io invece i compiti li avevo fatti! No, non è vero. Ho letto il libro solo dopo aver letto la sceneggiatura, ma è stata una scelta. Nella mia interpretazione non volevo sentire l'esigenza di aggiungere o escludere delle caratteristiche dell'Alex del libro. Non posso però dire di essermi sentito come lui, io ero Alex. Davvero! Non nel metodo e in quello che gli succede, ma io avrei fatto esattamente le sue stesse scelte, giuste o sbagliate. È facile affrontare una sceneggiatura in questo modo, ma è anche importante ricordare che tutti interiorizzeranno il personaggio in modo diverso. Finnick, per esempio, è così diverso da me... eppure insieme stiamo benissimo.

Devono pensarla allo stesso modo i vostri fan, che vi seguono ovunque e aspettano ore pur di vedervi per pochi minuti.
SC:
Mi piace pensare che sia perché mi amano!
LC: Per noi è un onore. È entusiasmante e allo stesso tempo ti fa sentire piccolo piccolo. Nulla di quello che stiamo facendo è davvero normale, ma non voglio che un giorno lo diventi. Voglio che sia sempre così strano e appassionante. Però è davvero strano che la gente si accampi per vedere me!

Hai lavorato soprattutto con giovani talenti. C'è un motivo specifico? E come si lavora con loro?
CD:
Quando scelgo un film, la mia prima domanda non è su quanto siano giovani o vecchi i talenti che ci lavorano. È la storia quella che mi interessa.
SC: O... è un talento?
CD: Forse perché io stesso non mi sento ancora così vecchio e sono attratto da storie attorno alle quali si muovono giovani talenti. Ho una sola regola: fare film che io stesso, da spettatore, andrei a vedere al cinema. Faccio film che mi piacerebbe vedere e questo è il motivo per cui ho fatto #ScrivimiAncora.

Quindi ti piace andare al cinema a vedere le commedie romantiche!
CD:
Certo, mi piacciono moltissimo le commedie e ho pensato di provare a dirigerne una. Ho appena finito di lavorare a un film d'avventura, un film per ragazzi girato in 3D, e trovavo interessante sposarmi su un progetto in cui lavorare solo sui personaggi e i loro sentimenti. Un film che fosse per tutti, non solo per gli adolescenti. E #ScrivimiAncora è la storia perfetta!

Com'è stato interpretare una mamma e dover recitare con un bambino?
LC:
In realtà è stato davvero divertente. Sono molto unita a mia mamma, quindi ho fatto molto riferimento alla mia esperienza personale. E poi sai, alla fine della giornata dovevi ridare indietro il bambino, quindi non ho dovuto provare il vero lavoro di una mamma. Ma la ragazzina che interpreta mia figlia è così carina, dolce, intelligente e bellissima che, sperimentando le cose con lei, vederla affrontare determinate cose per la prima volta sullo schermo, mi sono sentita molto fiera di lei. Mi ha ricordato quella che ero io ed è stata davvero una bella esperienza. E questo mi ha spinta a desiderare una famiglia più di prima. Si, certo, la sensazione di avere una pancia nella quale ti tirano i calci è strana, ma non mi ha fatto per niente paura. È stata una cosa bella.

Sappiamo che si sta pensando a una serie tv ispirata a Shadowhunters. Ti piacerebbe riprendere il ruolo di Clary in questo show?
LC:
Oh, in realtà non mi è ancora stato chiesto niente. Ho appena scoperto che ne faranno una serie televisiva. Così come lo avete saputo voi, l'ho saputo io!

Ti piacerebbe interpretare la parte di una cattiva ragazza in un film?
LC:
Oh, mi piacerebbe molto. Mi piace andare contro quello che la gente pensa di me...
SC: Lei è cattiva! (ride)

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