Sausage Party: il regista Conrad Vernon, 'cambio il destino dell'animazione'

Al View Conference di Torino abbiamo incontrato Conrad Vernon, regista dell'esilarante Sausage Party. Ecco cosa ci ha rivelato sul film.

Sausage Party: il regista Conrad Vernon, 'cambio il destino dell'animazione'
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Segnatevi il suo nome: Conrad Vernon. Regista, doppiatore e animatore, ha realizzato uno dei film più innovativi degli ultimi decenni. Si intitola Sausage Party e uscirà nelle sale italiane il 31 ottobre prossimo. Per farvi un'idea del prodotto, immaginatevi un film Pixar (L'ultimo Alla ricerca di Dory, ad esempio), toglietegli la raffinata poetica malinconica e metteteci una montagna di parolacce, sesso orgiastico, droga e Rock n' Roll. Il risultato? Contro ogni pronostico, negli Stati Uniti è piaciuto tantissimo: costato 19 milioni di dollari, ne ha incassati 135, battendo nel weekend d'esordio la Disney e il suo Drago Invisibile. Segno che "il genere si sta evolvendo", afferma sicuro Conrad Vernon e "Sausage Party è solo il primo di una nuova generazione di lungometraggi per adulti". Il merito non è tutto suo: dietro l'operazione c'è lo zampino di Seth Rogen e Evan Goldberg, coppia di mascalzoni che sta rivoluzionando Hollywood a colpi di provocazioni e R-Rating. Mr. Vernon è passato da Torino, per parlare del film alla platea del View Conference, quest'anno giunto alla 17esima edizione. Ai giornalisti ha raccontato la travagliata odissea produttiva, che ha portato - dopo diversi anni - la realizzazione di Sausage Party.


"Un titolo che in italiano non rende" gli fa notare un giornalista, perché in inglese "Sausage Party" è un'espressione idiomatica intraducibile, che indica una festa tra soli uomini.
E' stato Evan Goldberg a imporlo, anche se c'erano altre alternative più universali. È anche vero che è difficile trovare un solo titolo che sia efficace in tutti i Paesi, nelle varie traduzioni possibili. Quindi va bene così.
Visto il successo che il film ha avuto in patria, state pensando di girare un sequel?
Lo escludo. Mentre realizzavamo Sausage Party ci siamo chiesti se valesse la pena di fare un sequel. Anche perché - sotto sotto - sapevamo che sarebbe piaciuto al grande pubblico. Ma sempre Goldberg un giorno viene da me e mi dice che è meglio di no, perché i seguiti sono quasi sempre peggiori dei film originali. Ecco, se proprio avessimo un'idea geniale tra le mani, potremmo pensare di svilupparla, altrimenti preferiremmo concentrarci su altri progetti.
Quanto Sausage Party cambierà il destino dell'animazione?
Ho sempre desiderato espandere i confini del cinema d'animazione. Fino ad ora è stato impossibile perché il genere è stato esclusiva di un pubblico di minori. Dunque non ho mai sorpassato certi limiti e questo per anni mi ha fatto soffrire. Sausage Party è stata la grande occasione per farlo e l'ho colta al volo. Non che sia stato semplice: ci sono voluti tre anni di presentazioni ai pitching, prima di incontrare i finanziatori. La risposta era più o meno sempre la stessa: "ahaha, divertente! Ma no, grazie." Io spero che il successo riscosso dal film serva da apripista per tutti gli altri come me. Non ho davvero nulla contro le pellicole per bambini, ma mi auguro che in futuro l'animazione digitale si possa utilizzare per tutti i generi: drammi, commedie, film romanici, per adulti...
Questo però succede già, ma nella serialità televisiva. Al cinema invece c'è meno coraggio.
Beh, noi avevamo le idee chiare fin dallo script. Volevamo trattare temi scottanti, come la religione, la politica e il sesso, frullati in una commedia per adulti. A un certo punto ci hanno anche chiesto di limitare i contenuti espliciti, per ottenere un divieto ai minori di 13 anni (invece dei 17, con il quale il film è uscito negli USA) ma noi siamo andati avanti per la nostra strada. Abbiamo shoccato il pubblico da multisala? Bene, ne sono orgoglioso, perché era il nostro intento a partire dal trailer. Se vi ricordate parte come un film Pixar e si trasforma da un momento all'altro in un horror. Non so cosa sia meglio tra tv e cinema, ma ho capito che sul grande schermo questo format funziona perfettamente. È vero che noi ci siamo spinti molto in là, ma non è necessario arrivare a tanto. Penso che vada bene anche una via di mezzo, tra il nostro film - che contiene una lunga orgia - e Biancaneve.
Come ha conosciuto Seth Rogen e Evan Goldberg e tutti gli altri?
Ho conosciuto Rogen sul set di Mostri contro Alieni perché doppiava BOB. Siamo diventati subito amici, poi un giorno mi chiama per parlarmi di una loro idea. Mi invita a casa sua, mi passa una canna e comincia a raccontarmela. Avevano una serie di attori già disponibili a lavorarci e che io avrei dovuto occuparmi solo dell'animazione. Mi hanno convinto subito, così ho chiamato il mio amico Greg Tiernan e assieme abbiamo portato avanti il tutto.
I suoi prossimi progetti?
C'è un film sugli emoticons, prodotto da Sony, al quale sto lavorando proprio ora. Poi c'è una serie animata per la tv, intitolata Amberville e che sarà una sorta di Soprano ma animato. Ci sono animali antropomorfi che delinquono e fanno cose da gangster. Infine sto pensando di rimettere mano su un classico firmato Troma. È The Toxic Avenger, vero cult degli anni '80. Non me la sento di toccare l'originale, perché sarebbe un sacrilegio, ma mi piacerebbe riprendere l'idea, per creare qualcosa di nuovo. Ripartendo da zero.


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