Ralph Spacca Internet, incontro con i registi e i doppiatori italiani

Abbiamo incontrato a Roma i registi e i doppiatori italiani di Ralph Spacca Internet, nuovo film d'animazione firmato Disney in arrivo l'1 gennaio 2019.

intervista Ralph Spacca Internet, incontro con i registi e i doppiatori italiani
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Il prossimo anno cinematografico inizierà nel segno della Disney, l'1 gennaio 2019 infatti arriverà nelle sale italiane l'atteso Ralph Spacca Internet, opera animata che continua le avventure di Ralph Spaccatutto (Wreck-It Ralph), villain del videogioco Felix Aggiustatutto, e della sua piccola amica Vanellope von Schweetz, pilota in un zuccheroso gioco di corse.
I due personaggi saranno questa volta costretti a uscire dalla loro amata sala giochi, per tuffarsi in un'avventura sterminata ambientata nel vasto mondo di internet. A gestire il progetto Phil Johnston e Rich Moore, registi premi Oscar per Zootropolis nel 2017, che abbiamo incontrato a Roma insieme ad alcune voci italiane del film, ovvero Serena Rossi, Nicoletta Romanoff, Francesca Michielin (che canta "Il mio posto a Slaughter Race"), Mélusine Ruspoli, Salvatore Aranzulla, LaSabriGamer e Favij - scelti dalla produzione poiché figli di quell'internet raccontata nel film, fatta di video in streaming, motori di ricerca, pop-up, banner (fraudolenti e non) e videogiochi online. Prima di sentire cosa ci hanno detto i doppiatori, però, conosciamo qualcosa di più sulla creazione del film.

Storia di un'amicizia particolare

Ralph Spacca Internet si presenta come un colorato ed emozionante contenitore di simboli del nostro tempo, che fanno ormai parte della nostra quotidianità online, un'operazione che può assomigliare alla lontana a Ready Player One, è dal film di Steven Spielberg che arriva parte dell'ispirazione? "In realtà non è così, abbiamo appositamente evitato di vedere Ready Player One per non essere condizionati" ci hanno raccontato i due registi, "ciò che interessava a noi era fare un discorso su com'è e cos'è internet nel 2018, ma non solo, vista la sua capacità di cambiare continuamente. Ci piaceva anche trattare la storia universale di un'amicizia in crisi, che per forza di cose attraversa un periodo difficile e rischia di sgretolarsi per sempre. È un film per famiglie in cui si vede l'amicizia da un punto di vista 'diverso', nel momento in cui rischia di distruggersi e i diretti interessati fanno di tutto per rimetterla insieme, pezzo per pezzo."
"Per unire la rappresentazione di internet alla trama pura e semplice abbiamo costruito il film come una torta: il Pan di Spagna che regge tutto è formato dalla storia e dai protagonisti, che parlano in modo universale, mentre la panna esterna e le decorazioni sono formate da tutti gli elementi che compongono internet, le abbiamo aggiunte alla fine per essere il più possibile al passo coi tempi. Questo permette al progetto di avere delle fondamenta solide, senza paura di invecchiare troppo presto."

Luci e ombre

Di internet viene raccontato davvero "tutto", non solo la parte sana, ludica, giocosa, che possono essere i video dei gattini, gli arcobaleni, i quiz sui social network e le condivisioni di momenti felici con gli amici, c'è anche la parte più oscura del "deep web", i malware e i virus, lo spam e la pubblicità ingannevole. "Con Zootropolis abbiamo imparato a trattare argomenti seri e profondi insieme a parti più divertenti del discorso. Internet si può rappresentare soltanto in questo modo, presentando tutti i suoi aspetti, poiché si tratta di un mondo pieno di sfumature, non c'è solo il bianco o il nero."
"I bambini e i ragazzi di oggi, che passano molto tempo al giorno sul web, devono capire che ci sono anche cose sbagliate sulla rete, dal pop-up fraudolento all'hater che insulta gli altri senza motivo su un social network. I nostri personaggi prima vengono separati da internet, poi è la stessa rete che li unisce, abbiamo provato a raccontare sia il lato buono che cattivo del web."

Dimentichiamo per un attimo tutto ciò che c'è di oscuro su internet e parliamo di un momento del film destinato a diventare storia del cinema: come anticipato da alcune foto ufficiali, ci sarà una scena che mette insieme tutte le principesse Disney, in cui si scherza sui loro caratteri e talenti. Come si è arrivati a una soluzione simile, tanto difficile quanto epica?

"Era la nostra grande occasione, solo con la 'scusa' di internet potevamo mettere insieme in un solo film tutte le principesse Disney, la compagnia non lo avrebbe permesso in nessun altro progetto. All'inizio molti son rimasti sorpresi, la gente non credeva che potessimo farlo sul serio, noi invece eravamo convinti che tutto fosse possibile. Siamo così partiti dai quiz che si possono fare sui social per fare incontrare le principesse con Vanellope, a suo modo una di loro."
"Abbiamo cercato di rendere questi personaggi il più contemporanei possibili, pur conservando ogni loro tratto caratteristico, è stato divertente. Ci abbiamo lavorato due anni e mezzo su quella scena, si è evoluta insieme a Vanellope, l'abbiamo fatta vedere ad amici e colleghi finché non siamo arrivati alla versione finale. Inoltre siamo riusciti a richiamare undici delle doppiatrici originali, quando sono venute in studio per registrare i disegnatori e gli animatori non facevano altro che parlare con loro."
"Quasi tutti erano cresciuti con le loro voci e i cartoni animati di riferimento, tanti sono diventati quello che sono grazie a quei personaggi iconici, anche per questo è diventata una sequenza più profonda di quanto dovesse essere. Se la Disney ce lo permette, siamo già pronti per uno spin-off sulle principesse, immediatamente".


Cantanti, attori, youtuber

Dalle voci originali, passiamo alle nostrane, con Favij e LaSabriGamer inglobati in un progetto che racconta un po' il loro mondo: "Pensiamo sia un film davvero ben fatto, parla come noi, conosce il nostro linguaggio, dentro c'è la nostra vita". Che rapporto hanno invece con il web Serena Rossi e Nicoletta Romanoff? "Uso moltissimo lo smartphone, faccio tanto shopping online, non amo particolarmente i social invece, ci tengo alla mia privacy e a quella della mia famiglia. Forse per questo non ho hater, sto attenta a quello che scrivo, pubblico sempre cose positive" ci ha detto Serena.
"Tutti usiamo internet, personalmente cerco di prendere il meglio che possa offrirmi, faccio shopping, cosa che può essere utile quando si ha una famiglia. I social network invece li usavo più quando erano una novità, ora mi hanno un po' stancato, rimpiango il primo Instagram dove c'erano soltanto fotografie, oggi si trova un po' di tutto e mi piace meno" ha invece raccontato Nicoletta. "Per me internet invece è fondamentale", chi poteva dirlo se non Salvatore Aranzulla, un uomo che grazie alle sue guide online ha costruito un impero milionario.


"Ogni giorno raggiungo 700.000 italiani che hanno bisogno di aiuto per qualcosa che riguarda il loro computer o lo stesso web, una delle mie pagine più viste spiega come cercare le cose su Google... e magari molta gente c'è finita proprio cercando sul motore di ricerca. Fino a poco tempo fa usavo pochissimo i social, oggi invece cerco di prendermi un po' in giro con le persone che mi seguono. Come reagisco con gli hater? Li censuro, molto semplice."
Oltre al web, in Ralph Spacca Internet si parla molto anche di videogiochi, spesso demonizzati dalla stampa generalista o dai politici, su questo meglio lasciar parlare Favij: "Ci sono molti miti sbagliati attorno ai videogiochi, solitamente ce la si prende con il povero GTA, qualcuno ha detto che è un gioco in cui bisogna uccidere per ottenere punti... punti, capite? Molti sono fermi al videogioco degli anni '80, invece siamo andati molto oltre. Alcuni titoli sono persino considerati Sport, possono aggregare e arricchire le persone. Ho provato in passato a far ragionare alcuni detrattori, però ho capito che è impossibile, sono fermi sulle loro posizioni e non ti danno ascolto. Bisognerebbe invece unirsi e cambiare la visione d'insieme."
Oppure aspettare il ricambio generazionale, potremmo aggiungere, ma questa è un'altra storia, Ralph Spaccatutto ha altri problemi da risolvere adesso, chissà che non se ne parli in un terzo capitolo. (Foto incontro: Aurelio Vindigni Ricca)

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