Pirati dei Caraibi 5: intervista allo stunt coordinator Tom Harper

Qual è il segreto per diventare uno stuntman di successo? Com'è stato lavorare con Johnny Depp? Le risposte di Tom Harper.

intervista Pirati dei Caraibi 5: intervista allo stunt coordinator Tom Harper
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I Guardiani della Galassia 1 e 2, Iron Man 1 e 2, Captain America - The Winter Soldier sono solo alcuni dei film in cui Tom Harper ha lavorato come stunt coordinator. Nel 2017 ha lavorato anche a Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar, ultimo capitolo della fortunata saga Disney con Johnny Depp nei panni del pirata Jack Sparrow. Nel film, ora disponibile in Blu-ray e DVD, Jack si ritroverà ad affrontare un vecchio nemico, il Capitano Salazar (Xavier Bardem), deciso a vendicarsi di un affronto subito anni prima. Tra rocambolesche rapine in banca e battaglie sul mare, il film ci ha regalato parecchie scene d'azione. Ne abbiamo parlato con Tom Harper: ecco cosa ci ha risposto.

Com'è stato lavorare con Joachim Rønning ed Espen Sandberg? Quanta libertà ti hanno dato per coordinare le scene di azione?
Dipende: in alcuni casi mi hanno chiesto delle cose specifiche, in altri invece mi hanno chiesto come volessi fare io quella determinata scena, e a quel punto mi davano il via libera per filmare qualcosa e sottoporlo alla loro attenzione. In linea di massima dicevano sempre di sì quando gli proponevo qualcosa. Ad esempio, la scena di combattimento coi cannoni è stata interamente coreografata dal mio team, e i registi hanno detto che la adoravano. Non hanno cambiato niente di quello che abbiamo creato noi.

Motore, azione!

Qual è stata la scena d'azione che hai preferito girare ne La Vendetta di Salazar?
Direi la battaglia coi cannoni o la sequenza della banca.

Come ti assicuri che una scena non sia troppo rischiosa per uno stunt?
Diciamo che dipende soprattutto dalla mia esperienza, perché con gli anni ho imparato come rendere le scene più sicure. E poi ormai non c'è più niente che non possiamo fare, perché molto viene affidato agli effetti speciali: quindi noi possiamo fermarci se la cosa diventa troppo pericolosa, e a quel punto poi ci pensano quelli degli effetti speciali. È tutta una collaborazione tra stunt e visual effects.

Com'è stato lavorare con Johnny Depp in questo film?
Noi siamo buoni amici [hanno lavorato insieme anche in The Lone Ranger, ndr], lui si affidava a me affinché le sequenze d'azione non fossero troppo pericolose... e perché venisse bene nelle scene! [ride] È una persona davvero divertente, mi è piaciuto molto lavorare con lui. E porta tantissimo rispetto per il nostro lavoro, noi lo rispettiamo per questo.

La chiave del successo

Come sei diventato uno stuntman e qual è il segreto per avere successo in questo lavoro?
Ho iniziato da ragazzo con le corse in moto, poi quando ho capito che non sarei riuscito ad avere una carriera nel motociclismo ho deciso di diventare uno stunt. Oggi devi essere bravo in molte cose diverse, dal saper combattere al guidare bene. È molto difficile riuscire a basare una carriera su una sola abilità, che siano le corse in moto, i combattimenti o le cadute dall'alto. Devi essere eclettico e saperti muovere bene in diversi contesti, così gli stunt coordinator come me ti noteranno. Quindi sì, devi saper fare molte cose ma non devi mai dire che sai fare qualcosa che invece ancora non sai fare. Rischi di veder finire la tua carriera prima ancora di vederla iniziare davvero.

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