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Mazinga Z Infinity, l'incontro con Go Nagai: Io, innovatore da sempre

In occasione dell'anteprima mondiale del nuovo Mazinga Z Infinity abbiamo incontrato a Roma il grande Maestro, padre del genere mecha.

intervista Mazinga Z Infinity, l'incontro con Go Nagai: Io, innovatore da sempre
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Ha un entourage davvero ingombrante, Go Nagai, giunto a Roma assieme ai produttori della Toei Animation per parlare del nuovo Mazinga Z Infinity. In verità il papà di robottoni giapponesi come Goldrake o Jeeg Robot ha svolto solo un piccolo lavoro di consulenza nel film sceneggiato da Takahiro Ozawa e diretto da Junji Shimizu, eppure, come ovvio, è lui a presentarlo in anteprima mondiale alla 12° Festa del Cinema nella Capitale. Ha un volto sorridente ed è il primo ad accostarsi per stringere la mano e presentarsi, ancora prima di sedersi alla roundtable. Non essendo né regista né sceneggiatore del film, le domande su Infinity dirette al Sensei vengono dirottate ai produttori, fedeli Cavalieri della Tavola Rotonda seduti a fianco di Nagai. E come tocco finale dell'incontro, in pieno stile Giapponese, un membro dell'entourage del Maestro mette proprio al centro della tavola un modellino in metallo di Mazinga Z, specificando che si tratta dell'ultimo uscito. Lo appoggia come fosse una reliquia, sintomo di un profondo rispetto per il lavoro del Maestro, che ormai da più di 40 anni continua ad appassionare vecchie e nuove generazioni di fan.

"Vorrei innovare, ma..."

Vedendo Nagai così attivo per presentare Infinity, è logico domandarsi perché dopo tanti anni non abbia ancora tentato di proporre al grande pubblico qualcosa di nuovo, ma il Sensei risponde al quesito con una dichiarazione curiosa, la cui motivazione deve ricercarsi in una profonda differenza culturale: "Caratterialmente sono un innovatore da sempre, e ancora oggi continuo ad esserlo, ma chi mi circonda continua a chiedermi cose vecchie, lavori del passato. È una mera questione contrattuale e c'è un obbligo da rispettare, anche se sono ben felice di farlo. Quindi in sostanza sì, avrei idee nuove ma mi è impossibile svilupparle come vorrei, almeno per il momento". E parlando proprio dei fasti del passato, che continuano tutt'ora, il Maestro risponde così a una domanda sulla sua influenza in molte altre produzioni simili a Mazinga: "Non mi preoccupano queste mie influenze e anzi sono d'accordo nel leggere e guardare cose derivative dal mio lavoro. Mi piacciono soprattutto alcuni concetti sviluppati in determinate storie e la vicinanza di nuovi personaggi ai miei, molto simili alle mie creazioni. E guardando al passato, in verità, anche io sono stato influenzato dal lavoro di altri, quindi influenzare a mia volta non può crearmi problemi". E continuando sui prodotti derivativi, sorge spontaneo chiedersi cosa ne possa pensare Nagai di Pacific Rim: "Per quanto riguarda il film di Guillermo del Toro, ricordo benissimo come mi assalì (lo dice ridendo n.d.a) durante un incontro al grido di 'sono un suo grandissimo fan e il suo lavoro mi ha ispirato tantissimo'. Non posso che provare rispetto per lui e ho apprezzato davvero molto il suo lavoro". Collegandosi poi a Pacific Rim, il Sensei risponde anche a una domanda sul white washing nei blockbuster americani di stampo nipponico come Ghost in the Shell o Death Note: "Personalmente non lo trovo assolutamente un problema. Se l'attore scelto è capace di rendere bene il personaggio che andrà a interpretare, allora il problema non esiste, ed è proprio per questo che sarei molto felice di lavorare a Hollywood".

Universi narrativi

In passato, Nagai aveva avuto modo di riunire insieme e far combattere Mazinga, Goldrake e Devilman, tutti personaggi partoriti dalla sua fervida immaginazione e ormai amati in tutto il mondo. Il fatto è che, al tempo, negli anni '70, gli universi narrativi condivisi non erano così all'ordine del giorno come lo sono oggi grazie ai cinecomic, e il Maestro dichiara in merito: "Credo siano una cosa positiva, specie se c'è poi desiderio di vederli da parte del pubblico. Sono assolutamente d'accordo nello sviluppo di questi universi condivisi, e poi, parliamoci chiaro: quando si scontrano tra di loro o tutti insieme, le cose si fanno molto più interessanti!". Al che, vista l'apertura di Nagai agli universi condivisi, gli viene ricordato come sia attualmente in lavorazione Devilman: Crybaby per Netflix, nuova serie anime alla quale però lui non ha partecipato neanche come consulente: "Mi è stato semplicemente chiesto cosa ne pensassi, e io ho ho detto che potevano fare quello che volevano", al che intervengono i produttori per spiegare se ci sia o meno un'idea per re-introdurre i restanti personaggi di Nagai al cinema: "Al momento no, ma si tratta solo di una questione di ispirazione, anche se sono progetti molto differenti". Il Sensei però concorda e anzi dichiara che "sarebbe bello rivederli combattere al cinema", strappando un sorriso a tutti nella stanza. E in conclusione, tornando proprio su Mazinga Z e il suo successo, viene chiesto al Maestro cos'è che rende il personaggio così popolare e così importante per molte generazioni. Questa la risposta: "Al tempo, non credevo che un personaggio simile potesse riscuotere tutto questo successo. Pensarlo come un fenomeno protratto per così lungo tempo non era neanche nelle mie più rosee aspettative, ma così è stato in tutto il mondo. E ne resto tutt'ora sorpreso, anche se la cosa mi rende felice e davvero molto orgoglioso".

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