Intervista La Casa: Fede Alvarez

Intervista al regista del remake del classico di Sam Raimi

intervista La Casa: Fede Alvarez
Articolo a cura di

Uscirà il prossimo 9 maggio La Casa, remake del grande classico omonimo di Sam Raimi.
“Quando avevo 12 anni, era il film più pauroso che io avessi mai visto” commenta Federico Alvarez, regista della nuova versione “sono andato a noleggiare un video ed ho chiesto la cosa più paurosa che avessero... il commesso, dopo aver cercato un po’, mi ha suggerito questo film”.
Dopo che Alvarez è stato scelto per girare questo film è stato colto da un attimo di sconforto, così ha chiesto a Sam Raimi se poteva anche scrivere il copione. Raimi ha risposto “Certo! Tanto, se non dovesse andare, lo faremo fare a qualcun altro”.
“All’inizio non era esattamente quello che voleva” ammette Alvarez, “il tono era giusto, ma la trama era cambiata, sembrava più un sequel, così Sam ha detto ‘noi vogliamo fare un remake’.”
Alvarez ha un bellissimo ricordo di quest’esperienza. “Abbiamo fatto qualche modifica e l’hanno adorato. Ne abbiamo fatto una prima versione, poi una seconda, ed è piaciuto moltissimo. Sam è un produttore fantastico perché essendo lui stesso un regista, riesce a dare sempre il giusto supporto”.

Alvarez ammette che ha lavorato a questo copione per più di un anno per realizzare un film migliore: “Alcuni film sono soggetti a limiti di tempo e vengono elaborati in corso d’opera. Credo che questa soluzione sia un po’ infantile, e non è assolutamente l'esempio de La Casa”.
Quindi come ha gestito Alvarez la questione del remake? “Ci sono così tanti modi di vedere questo film; La Casa è così tante cose e così tante persone. Non ho mai cercato di riprodurre quegli elementi ormai cult che sarebbero stati impossibili da ricreare” spiega. “Ad esempio, abbiamo deciso di non inserire Ash [il protagonista del primo film, interpretato da Bruce Campbell, ndr]: non abbiamo voluto mettere un attore in questa difficile posizione. È proprio in questo che Sam [Raimi], Bruce [Campbell] ed io ci siamo trovati così d’accordo. Per noi La Casa è stato più violento, cruento e fantastico di qualsiasi altro film horror”.
“L’approccio che abbiamo deciso di adottare è abbastanza realistico” commenta Alvarez quando gli chiediamo del tono del film. “Gli elementi soprannaturali non appaiono proprio dall’inizio del film. Nella prima metà della pellicola vediamo solo il gruppo di ragazzi alle prese con cose reali, come ritirare del denaro; sono persone reali in situazioni reali.” Alvarez spiega che è solo quando appare il Libro dei Morti che il tono del film si modifica: “A quel punto è impossibile mantenere il tono del film ad un livello realistico. Tutto diventa completamente folle; questi ragazzi si ritrovano a dover affrontare demoni provenienti da un’altra dimensione”. Questo tipo di dinamiche lo affascinano particolarmente e ci dice che “è veramente interessante vedere persone reali trovarsi in situazioni di questo genere”.

Alvarez comprende perfettamente la resistenza che hanno avuto alcuni fan. “Se avessi letto di qualcuno che voleva fare un remake de La Casa avrei pensato ‘guarda questa cavolo di Hollywood’ anch'io. Ma io che ci lavoro, e so come funziona: questa non è l’immensa macchina di Hollywood che cerca di fare soldi, è ad un livello molto più personale di così”.
Per convincerci ulteriormente che il remake è in buone mani, Alvarez sottolinea che La Casa è un prodotto unico. “Questo è uno di quei rari e strani casi in cui il film è un grande cult dell’horror ma è di proprietà di Rob Tapert, Sam Raimi e Bruce Campbell. In questo caso abbiamo il grosso studio che ci copre le spalle, ma dal punto di vista della creatività, dipende tutto da questi ragazzi”. Ma ad ogni modo “La versione originale rimarrà sempre, non scomparirà certo perché ne facciamo una nuova”.
Quindi qual è stato l’aspetto più stimolante, per il giovane regista, nel riportare sul grande schermo La Casa? “Non prendere scorciatoie. Questo è stato l’aspetto più difficile. In questo film ogni elemento è lì per una ragione, e non solo perché c’era nella versione originale”.
Ma in qualche modo, Bruce Campbell sarà anche nel film? “C'è una scena apposta per lui”, ci conferma Alvarez, che ci racconta anche che Campbell gli disse di chiamarlo se mai fosse andato a Miami. “Sono rimasto a casa sua durante tutta la settimana in cui girava il suo show Burn Notice” dice Alvarez. “Una sera, dopo le riprese, abbiamo bevuto una cosa insieme. La mattina dopo, a colazione, mi ha detto ‘Mi pare che tu mi abbia offerto un ruolo nel tuo film, ieri sera’. Ed io ho risposto ‘Sì. Mi pare di sì!’. Così, quel giorno, ho scritto la scena che trovate ora nel copione.”

Che voto dai a: La Casa

Media Voto Utenti
Voti: 16
6.2
nd