La Bella e La Bestia: intervista a Steve Gaub, vfx producer del film

Abbiamo intervistato Steve Gaub, co-produttore de La Bella e la Bestia, nonché produttore degli effetti speciali del film.

intervista La Bella e La Bestia: intervista a Steve Gaub, vfx producer del film
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Ha superato il miliardo di dollari di incassi ed è entrato al settimo posto nella classifica dei film col miglior esordio di sempre ai botteghini americani. Ma La bella e la bestia, diretto da Bill Condon e con protagonisti Emma Watson e Dan Stevens, era un successo annunciato, forte del marchio Disney e di un nutrito fanbase devoto al film d'animazione originale del 1991. A quasi tre mesi dall'uscita nelle sale, Everyeye ha fatto una breve chiacchierata con Steve Gaub, vfx producer del film nonché co-produttore. Ha lavorato anche per Tron: Legacy, Oblivion e Terminator: Salvation, ma La Bella e la bestia è il film che lo ha messo davanti a più sfide, prima su tutte la creazione della Bestia in CGI. Vediamo cosa ci ha raccontato.


In molti criticano la tendenza Hollywoodiana di produrre continuamente remake e sequel. Tu che cosa ne pensi?
In generale sono sulla stessa lunghezza d'onda del pubblico. È meraviglioso vedere prodotti originali, cosa ormai rara di questi tempi a Hollywood, con tutti questi sequel e remake. Al tempo stesso però l'idea di un remake de La Bella e la Bestia mi ha intrigato, perché nella storia del cinema c'è una lunga tradizione di titoli che vengono aggiornati per essere al passo con i tempi. Pensiamo a un grande classico come Il libro della giungla: Jon Favreau ha fatto un gran lavoro con il suo remake, e per i ragazzini del 2016 è stato bellissimo avere un film del loro tempo. Anche con La bella e la bestia abbiamo voluto "reintegrare" un titolo per la nuova generazione. La versione originale è del 1991, parliamo di oltre 25 anni fa. I bambini di oggi reagiscono in maniera diversa ai film e ai loro protagonisti, ed è per questo che ad esempio la nostra Belle è più forte rispetto a quella del ‘91. Quindi in questo senso un remake può dare molto.

Avevate paura di deludere le aspettative dei fan? Come le avete affrontate?
Assolutamente. Ma la paura è motivatrice, spinge tutti a dare il massimo. Certo non era una semplice preoccupazione che riguardava solo alcuni della produzione: eravamo tutti terrorizzati, sentivamo sulle spalle la responsabilità di dover creare un prodotto stupefacente in tutto, dal suono alla musica, dai costumi agli effetti speciali. Volevamo un film che potesse stare da solo senza critiche.

Com'è stato trasformare un universo bidimensionale in uno reale?

È stato certamente impegnativo, perché volevamo riuscire a riprodurre alcune scene iconiche della versione originale, e ovviamente abbiamo dovuto definire tutto nella fase di pre-produzione per pianificare il green screen e altri effetti. Però non tutto è stato realizzato in post-produzione, perché abbiamo costruito vere e proprie riproduzioni di parti del castello, ad esempio, e quello ha davvero fatto la differenza.

Qual è stato l'effetto speciale più impegnativo?

Probabilmente la Bestia, per diversi fattori. È vero, ormai ci sono tantissimi personaggi CGI, ma non me ne viene in mente neanche uno che sia il romantic lead. E non solo, ma un romantic lead che deve anche fare scene d'azione, ballare e avere un assolo di canto. Insomma, c'erano davvero molti aspetti che mi spaventavano. E poi naturalmente bisognava riuscire a combinare le espressioni facciali della bestia con quelle di Dan Stevens, riprodurre i suoi movimenti... persino rendere realistici i vestiti, che sono anch'essi in CGI anche se spesso gli spettatori non se ne rendono conto. Insomma, c'erano davvero tante sfide.

E qual è stata la reazione di Dan Stevens dopo aver visto l'effetto finale?

Era davvero impressionato. All'inizio è rimasto sconvolto dal non vedersi sulla scena: lui ovviamente ricordava di essere stato lì con gli altri attori, e rivedere le scene senza lui presente è stato uno choc. Una volta abituatosi, si è detto emozionatissimo e impressionato per le espressioni facciali della bestia, perché riusciva a vedervi dentro le sue stesse espressioni. Ha detto di vedere se stesso e la sua performance nel risultato finale, e questo per tutto il team di produzione è stato importantissimo.

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