Intervista L'Evocazione - The Conjuring: James Wan

Il regista di Saw - L'Enigmista e Insidious ci racconta della sua ultima 'creatura' cinematografica

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All’inizio c’era Amityville, poi Harrisville. L’Evocazione - The Conjuring narra la vera storia di Ed e Lorraine Warren (interpretati nel film da Patrick Wilson e Vera Farmiga), investigatori del paranormale di fama mondiale, chiamati ad aiutare una famiglia terrorizzata da una presenza oscura in una fattoria isolata. Costretti ad affrontare una potente entità demoniaca, i Warren si trovano coinvolti nel caso più terrificante della loro vita.
Diretto da James Wan, la mente dietro a pellicole come Saw - L'Enigmista e Insidious, L’Evocazione - The Conjuring promette di essere per davvero il film più spaventoso del 2013. Anche perché, una volta tanto, la dicitura "tratto da una storia vera" non è una ingannevole tagline ma corrisponde a verità, dato che il film è basato sulle esperienze e le memorie dei conuigi Warren.
In questa intervista in due parti (la seconda verrà pubblicata prossimamente) al regista malese scopriamo qualcosa di più sul progetto e su come si sono svolte le riprese.

Cosa l’ha attratta di questa storia e l’ha convinta a dirigere The Conjuring?
Seguo la storia della vita di Ed e Lorraine Warren da qualche tempo. Le loro vite mi hanno sempre affascinato; pensavo che avrebbe potuto diventare una bella storia la loro. Era da tanto quindi che cercavo di comprare i diritti sulla loro biografia e, alla fine, il progetto è arrivato all’attenzione della New Line. E quando la New Line è venuta da me, ero già preparato su come avrebbe potuto essere il film. Quindi ho preso la palla al balzo.

Com’è stato per lei incontrare Lorraine Warren e che tipo di suggerimenti le ha dato per affrontare la storia?
Dunque, prima di tutto, incontrarla è stata un’esperienza davvero incredibile. E’ un personaggio affascinante e quando la incontri di persona ti rendi conto che è veramente fantastica. La prima cosa che tutti abbiamo notato è che è molto dolce. E’ una donna gentilissima. Ti ricorda una zia o una nonna. E quando parla del sovrannaturale e del paranormale si trasforma in una persona diversa. E’ davvero fantastica.
Lei è tutto quello che mi aspettavo e molto di più, non sapevo quanto fosse gentile e dolce. E’ stato davvero bello scoprirlo, e sentire le storie di come aiutava le persone e le loro famiglie. Conoscendola, si capisce perfettamente che tipo di persona sia. E sai che quando aiuta la gente dona tutta se stessa. Le persone che aiuta vengono prima di qualsiasi altra cosa. E’ stato questo che mi ha colpito di più.

Può raccontarci qualcosa della storia? Qual è secondo lei la sua originalità e cosa la rende spaventosa?
Ricordo di aver chiesto agli sceneggiatori (Chad e Carey Hayes, Ndr) perché avessero scelto questa particolare storia, mi dissero che erano andati a cercare alla fonte principale. Avevano chiesto a Lorraine quale, tra tutte le migliaia di casi su cui aveva investigato, l‘avesse maggiormente spaventata. E lei gli raccontò questa storia, che poi è diventata The Conjuring.
Molte delle sue storie sono davvero spaventose, ma credo che questa qui in particolare nascondesse delle ragioni emozionali e personali. Credo che questa vicenda l’abbia particolarmente colpita perché c’era di mezzo una famiglia che aveva delle figlie della stessa età della sua. E credo che qualsiasi cosa ci fosse in quella casa, poi abbia fatto visita anche in casa sua. Perciò era una storia personale. Ad ogni modo, credo sia stata la migliore da cui iniziare.

Assolutamente si. E poiché le persone di cui parlate sono reali, sentivate una particolare responsabilità nell’affrontare questo argomento o verso di loro?
Certamente. E’ stato proprio questo che mi ha attratto del progetto. Credo di aver fatto tanti film horror, ormai. Sono molto famoso nell’ambito di questo particolare genere, ma sentivo che l’unica area che non avevo ancora mai esplorato era quella dei film basati su dei personaggi reali. E ho pensato, ‘Chi meglio di me potrebbe fare un film sui Warren?’
Quindi, considerando chi sono e quello che hanno passato, volevo davvero rendere onore alle persone di cui parla il film. Non solo i Warren. Ma anche i Perron. Ovviamente c’erano delle cose che sapevo di dover modificare per adattarle al contesto del nostro film, ma volevo rimanere fedele all’essenza della loro natura, delle loro vicissitudini, degli incubi che hanno dovuto subire.
Era questo che volevo ottenere. Ho sempre detto che il mio scopo non era l’obbiettività nel caso di questo film. Volevo fare un film soggettivo. Volevo raccontare il film attraverso il loro punto di vista, i loro occhi — cosa hanno passato crescendo in quella casa, e quello che hanno fatto i Warren per aiutarli. Sono queste gli elementi su cui mi sono concentrato.

Riguardo al cast, aveva già lavorato assieme a Patrick Wilson in passato. Qual è il contributo di Patrick e Vera Farmiga al film e ai personaggi di Ed e Lorraine?
Credo che Patrick e Vera portino un grande contributo al film. Ritengo che conferiscano una solidità che è esattamente quello che cercavo per l’interpretazione di questi due personaggi. Ed e Lorraine sono davvero dei personaggi incredibili, e volevo fortemente dei buoni attori per far sì che tutto funzionasse alla perfezione. E Patrick e Vera sono due dei più stupefacenti attori con cui abbia mai lavorato.
Loro la pensavano esattamente come me riguardo al progetto. Volevano davvero rendere onore a Lorraine e a Ed; hanno fatto lunghe ricerche e hanno studiato molto. Sono anche andati a casa di Lorraine. Patrick è rimasto molto affascinato dal "museo degli spettri" che ha. Credo che Vera, invece, fosse nervosa. Vera aveva più paura perché è una persona molto spirituale e crede molto in queste cose. Quindi non voleva riportarsi dietro ‘qualcosa’. [Ride]
Ricordo che mi chiesero se volevo andare assieme a loro. Gli dissi, ‘Diavolo non ci penso nemmeno!’ [Ride] e poi, ‘No, non è necessario. Gli sceneggiatori hanno fatto le loro ricerche. Così come tutti gli altri attori. Io ho parlato con Lorraine. Non credo di dover anche andare in quella casa.’ [Ride]

Divertente. Preferisce mantenere i suoi incubi strettamente nel campo del cinema?
Assolutamente si. Preferisco tenere questo genere di cose nel cinema. Dico sempre che sono molto fifone. [Ride]
Uso sempre l’esempio che Spielberg ha fatto un grande film su uno squalo, ma non ne ha mai incontrato uno. Ha fatto dei grandi film sugli alieni, ma non ne ha mai incontrati.
Credo sia tutta questione d’immaginazione ed io ho un’immaginazione davvero folle. La gente mi chiede, ‘Come fai a fare dei film così spaventosi? Cos’è che sai ? Quali sono i trucchi che usi per instaurare un legame così forte con il pubblico?’ E io rispondo: Cerco di calarmi in quelle situazioni. Se mi trovo in una situazione che mi terrorizza sono piuttosto convinto che anche altri saranno terrorizzati allo stesso modo.

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