Intervista Intervista a Tom Felton

Quattro chiacchiere col protagonista de L'alba del pianeta delle scimmie ed Harry Potter

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Nonostante sia ancora molto giovane, il biondissimo Tom ha già fatto parecchia strada, partecipando non solo all'intera saga di Harry Potter, ma anche a diversi altri film, fin dall'età di nemmeno dieci anni. Ora si prepara al grande salto, distaccandosi definitivamente dal personaggio che l'ha reso celebre (l'infido ma in fondo insicuro Draco Malfoy, rivale dell'arcinoto maghetto occhialuto) per continuare la sua strada hollywoodiana, stavolta in una produzione fantascientifica di prima grandezza come L'alba del pianeta delle scimmie, l'ottimo reboot della storica saga ad opera di Rupert Wyatt. Qui Felton interpreta il perfido carceriere Dodge Landon, incaricato di sorvegliare le scimmie del laboratorio del padre.
FOX ci ha invitato ad intervistarlo e noi, volentieri, abbiamo accettato. E vi possiamo assicurare che, anche se nei film interpreta spesso il ragazzo viziato e prepotente, nella vita reale Tom è simpaticissimo e assai gentile: ci ha quasi stranito che 'Draco' si sia scusato per il ritardo con cui ci ha potuto concedere l'intervista!
Ma lasciamo la parola al nostro botta e risposta.

Ciao Tom, come stai?

Amico mio, io sto benone! E tu? Senti, mi dispiace davvero tanto se abbiamo tardato un po', purtroppo sono rimasto bloccato nel traffico!

Figurati, è un piacere averti qui con noi, ad ogni modo. Partiamo con la prima domanda?

Prego!

Hai cominciato a recitare molto giovane, ne I rubacchiotti, e successivamente in Anna and the King. Hai dei bei ricordi di quel periodo?

Sì, ho molti bei ricordi di allora. Ero davvero giovane, ovviamente! (ride) Ed era davvero entusiasmante lavorare con tanta gente meravigliosa, quindi posso proprio dire che ho ottimi ricordi delle mie prime esperienze sul set da ragazzino.

Attori talentuosi come Jodie Foster o Hugh Laurie ti hanno dato qualche consiglio, in quelle occasioni?

Consigli veri e propri no, non ne ho mai chiesti, ma mi hanno fatto vedere come si preparavano, come lavoravano ai personaggi, e naturalmente mi hanno influenzato nel profondo. Sono stato molto fortunato: già all'inizio della mia carriera ho potuto imparare da simili professionisti!

Poi è arrivato il 'ciclone' Harry Potter.

(ride)

Ti saresti mai immaginato le proporzioni di quello che stavate scatenando?

No, decisamente non era prevista o prevedibile una cosa simile. Io ero lì fin dall'inizio, ma non potevo avere idea di dove potesse andare a finire il tutto, di che direzione avremmo preso, anche solo quanti libri sarebbero stati scritti. Il mio primo contratto per il franchise riguardava un solo film, e per quanto bizzarro, non avrei mai immaginato che il tutto sarebbe stato portato avanti per dieci anni.

È difficile crescere, studiare, e portare avanti una promettente carriera di attore tutto allo stesso tempo? Qual è la parte più difficile in tutto questo?

È più che altro una questione di bilanciamento, almeno per me: crescere e al contempo non dover rinunciare a nulla. Sono stato fortunato a non aver mai dovuto abbandonare gli studi e una vita normale, ma al contempo poter girare i film. E' stata una sfida, in un certo qual modo, ma è stato un impegno piacevole, se guardo indietro al passato.

Il migliore, il peggiore o anche il più divertente ricordo di questi dieci anni all'insegna di Harry Potter.

Oh, wow, da dove comincio?! Ce ne sono così tanti...uno fra questi potrebbe essere quando, mentre giravamo una scena del secondo o terzo film, non riuscivo a ricordarmi una battuta; o meglio, la sapevo alla perfezione, ma non riuscivo a pronunciarla. Per qualche motivo avevo un blocco che mi è durato tutta la giornata, ed è stato terribile bloccarsi per una sola, semplice battuta. E' stata davvero una brutta sensazione! Il momento più divertente, invece... sicuramente posso annoverare almeno un paio di ricordi con Alan Rickman: è un uomo straordinario e divertentissimo, in grado di recitare parti diversissime fra loro, e con un talento eccezionale per le battute di spirito.

Cosa si prova a vincere il premio per Best Villain (Miglior Cattivo, agli MTV Movie Awards, NdR) non una, ma ben due volte?

(ride) È una cosa che certamente ti adula. Sono sempre stupito dal supporto e dall'affetto che i fan della serie di Harry Potter ci hanno dimostrato in tutti questi dieci anni, è straordinario, una di quelle cose che ti rendono nervoso per la responsabilità che comporta, ma anche fiero del tuo mestiere di attore.

Ora sei tra i protagonisti de L'alba del pianeta delle scimmie. Un altro blockbuster, un altro importante franchise, ma con un appeal sul pubblico decisamente diverso: si passa dalle atmosfere magiche a quelle fantascientifiche. Che ci dici in proposito?

Be', è sicuramente un tipo completamente diverso di fiction, ma anche un progetto molto interessante a cui prendere parte: ci hanno messo davvero poco a convincermi a partecipare al film. Poi è stato divertente interpretare un californiano! Mi sono divertito molto, anche se l'idea di lavorare con una troupe completamente diversa dalla solita mi preoccupava un po'. Fortunatamente era tutta gente che sapeva il fatto suo.

Dicci qualcosa di più sul tuo personaggio, Dodge Landon. Vi assomigliate, in qualche cosa?

Sì, decisamente! Anche se lui è molto più cattivello di me. Nel film possiamo vedere come certi personaggi non siano cattivi, ma solo la conseguenza dell'ambiente in cui crescono e vivono. Lui forse un po' cattivello lo è nato, perché gode a vedere gli animali soffrire, ma è soprattutto una cattiveria indotta.

Conoscevi la serie originale de Il pianeta delle scimmie, o il remake di Tim Burton?

Oh sì, certamente! Mio padre è un grandissimo fan della saga originale, e io sono cresciuto vedendo, tra gli altri, anche i film della serie, più e più volte.

Qual è il messaggio più interessante che L'alba del pianeta delle scimmie ha in serbo per il suo pubblico?

È una domanda interessante. Il Pianeta delle Scimmie lancia un messaggio molto, molto forte al suo pubblico, e spero che quanta più gente possibile lo coglierà: non dovremmo manipolare la natura solo per il nostro personale tornaconto, anche se in buona fede. Metti ad esempio il personaggio interpretato da James Franco, Will: lui ha le migliori intenzioni, vuole solo trovare una cura per la malattia del padre. Eppure, questo costerà caro all'intera razza umana. Dovrebbe farci capire che l'uomo è parte della natura, non al di sopra di essa, e non può sfruttarla a piacimento senza curarsi delle conseguenze.

Sei abituato a recitare col green screen o rapportarti con gli eventuali effetti visivi aggiunti in post-produzione. È più difficile o più divertente interagire con qualcosa che in realtà sul set non esiste?

Sì, è un aspetto davvero interessante, soprattutto in questo caso: le scimmie, difatti, non sono vere, ma in realtà 'umane'. Andy Serkis ha ricreato alla perfezione la scimmia Cesare. Quando recitava, era al 100% uno scimpanzé, e ciò che ne veniva fuori era sicuramente divertente, se non esaltante, a vedere come un'ottima interpretazione diventava, poi, incredibilmente realistica una volta aggiunta la computer grafica.

Per concludere, ci permetti una domanda un po' buffa?

Spara!

Sei già iscritto a Pottermore?

(Ride di gusto) Ancora non mi hanno risposto alla domanda di accettazione, purtroppo! Comunque, attenzione: ci sono diversi rumor in rete che dicono che mi hanno ammesso, ma assegnato alla casa di Tassorosso, il che non è assolutamente vero!

E se il Cappello Parlante ti smistasse in Grifondoro o Tassorosso per davvero, come la prenderesti?

Oh, no, ci rimarrei malissimo! (ride) Voglio essere un Serpeverde, assolutamente!

Abbiamo finito, Tom. Ti ringraziamo infinitamente per la disponibilità e la simpatia. Vorresti dire qualcosa ai tuoi fan italiani? Quando verrai a trovarci in Italia?

Sicuramente! L'Italia è uno dei miei paesi preferiti! E poi i fan italiani sono stupendi. Spero davvero di venire a trovarvi presto.

Grazie ancora, Tom, a presto e congratulazioni per la tua carriera!

Grazie a voi! Bye!

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