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I The Jackal alla conquista dello spazio fra alieni, comicità e lavoro precario

I The Jackal sono volati nello spazio per il loro debutto cinematografico, fra alieni intelligenti, Gigi D'Alessio un lavoro sempre più precario.

intervista I The Jackal alla conquista dello spazio fra alieni, comicità e lavoro precario
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Siamo sicuri che a sentire parole come Gli Effetti di Gomorra la Serie sulla gente, Gay Ingenui, Il Trono di Spoiler o Lost In Google pensate subito a loro, i The Jackal. Su YouTube si descrivono scherzosamente come persone che "hanno la barba e fanno video", in realtà da ormai 11 anni sono un punto di riferimento fisso "sul tubo", un fondo di comicità che negli ultimi tempi ha conquistato anche la TV e la pubblicità. I The Jackal però pensano in grande, lo hanno sempre fatto, consapevoli dei loro limiti e del loro talento geniale, e solo grazie alla loro determinazione sono riusciti ad arrivare su grande schermo. Un debutto, quello del 9 novembre prossimo, che ha un sapore storico per loro, non un punto di arrivo però, bensì di partenza. La loro opera prima è Addio Fottuti Musi Verdi, che abbiamo visto e recensito in anteprima alla Festa del Cinema di Roma grazie ad Alice nella Città, un film che fa della fantascienza il suo punto di forza ma non solo. Alla base del progetto non ci sono solo gli alieni e il cinema d'intrattenimento degli anni '90, c'è la voglia di dire ai ventenni e trentenni italiani di avere fiducia nelle proprie idee, di combattere per esse e non darsi per vinti mai.

Independence Day

"Abbiamo scherzato sul fatto che è più facile trovare lavoro nello spazio che a Napoli, abbiamo sfruttato un tema purtroppo sempre attuale come il precariato per raccontare la nostra storia. Noi in qualche modo ce l'abbiamo fatta, abbiamo fondato una società di produzione a Napoli e pian piano siamo riusciti a ritagliarci uno spazio sul web e non solo. La ricerca del lavoro oggi è una cosa difficile, al sud come altrove, noi però ci teniamo a dire ai più giovani che devono inventarsi qualcosa, credere in un progetto e lottare per realizzarlo. Ci vuole anche del sano coraggio, potevamo andare sul sicuro e fare un film sugli effetti di Gomorra sulla gente, come del resto i fan ci chiedono da tempo, ma abbiamo voluto provare qualcosa di diverso e - secondo noi - siamo riusciti nel nostro intento." Un intento che parte da lontano, dal mitico Independence Day del 1996: "È stato il primo film che abbiamo visto da soli nel cinema del nostro paese, si pagava 5.000 lire allora, ci è rimasto davvero impresso e da quel momento si è insidiato in noi. Oggi è incredibile sapere che in quello stesso cinema minuscolo in cui siamo cresciuti arriverà il nostro film, anche se si pagherà sempre 5.000 lire, non è cambiato niente."

Una risata vi seppellirà

Scherzano dunque i The Jackal, sempre e comunque, appena possono, tranne quando si parla di lavoro, come confermano i produttori: "Sono delle persone serissime sul lavoro, perfino noiose. Puntigliose all'estremo, hanno massacrato i ragazzi degli effetti visivi per far venire il film come volevano loro. Abbiamo lavorato in una città che offriva ogni tipo di divertimento, dal mare alla movida notturna, non si sono mai scomposti, hanno lavorato in modo impeccabile". Effettivamente anche i The Jackal confermano questa loro tendenza alla serietà, su cui mai nessuno avrebbe scommesso: "Cosa ci fa ridere? Niente, non ridiamo mai" dicono invece ridendo. "Ci piace la comicità fisica, fatta di silenzi, corporea. Ci fa ridere Gigi D'Alessio" aggiunge Fabio Balsamo parlando per conto del personaggio che interpreta nel film. Già, perché Addio Fottuti Musi Verdi riserva un cameo quantomai divertente: "È stato molto strano andare a casa di Gigi, noi che lo abbiamo preso in giro per anni. Appena ci ha visti ce lo ha detto subito, 'Ah siete voi, potete anche uscire da dove siete entrati', in napoletano e scherzando. La cosa più difficile è stata raccontargli cosa avrebbe dovuto fare nel film. Abbiamo fatto un respiro, abbiamo vuotato il sacco e lui ha ascoltato. Poi si è fermato un attimo a pensare, in silenzio per almeno venti secondi, mentre la nostra paura saliva, finché non ha detto 'Facciamolo', è stato un grande. Sul set è stato formidabile, sembrava un vero attore di Hollywood, voleva sempre rivedere le scene e migliorarle."


Un punto di partenza

Di scene in effetti ne sono state girate parecchie, ci sono volute sette settimane di riprese e innumerevoli revisioni del copione: "Almeno 20-25 revisioni, lo abbiamo scritto e riscritto più volte. Appena abbiamo avuto fra le mani le scene pronte abbiamo montato il film fra di noi alla buona, aggiungendo suoni e musiche con la bocca, facendo versi disumani, giusto per capire che effetto avrebbe fatto. È stato fantastico, abbiamo un audio con tutto il film montato in modo artigianale, se ci pensiamo ancora ci emozioniamo." E fanno bene i The Jackal a emozionarsi, perché non sempre le opere prime possono vantare così tanta fiducia da parte dei produttori e un budget che supera abbondantemente i 2 milioni di euro: "Effettivamente è tanto per un'opera prima" hanno confermato i produttori, "pensiamo però che realizzando un buon primo film si abbiano possibilità migliori di farne un secondo". Ci sarà dunque un sequel, come del resto l'epilogo di Addio Fottuti Musi Verdi ci fa intendere? "In realtà non lo sappiamo ma probabilmente no. Magari fra vent'anni faremo il film celebrativo, per ora però vogliamo fare altro, dedicarci ad altri progetti che non siano sullo spazio". Eppure sarà difficile, vista la loro felicità, far scendere i The Jackal dal settimo cielo, almeno per un po'.

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