I Puffi: Viaggio nella foresta segreta, intervista a Cristina D'Avena

In occasione dell'arrivo al cinema de I Puffi: Viaggio nella foresta segreta, abbiamo incontrato la cantante Cristina D'Avena, cui dobbiamo la sigla.

intervista I Puffi: Viaggio nella foresta segreta, intervista a Cristina D'Avena
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Chi, tra coloro che sono cresciuti negli anni Ottanta, non ha trascorso intere giornate in compagnia degli allegri cartoni animati che affollavano allora le programmazioni delle reti nazionali (e non solo), tra storie d'amore, ragazzine capaci di trasformarsi magicamente, peperine inventa tutto, mini pony e gnomi assortiti? Senza alcun dubbio, chi lo ha fatto ha ancora oggi nella testa le sigle di quei coloratissimi oggetti del desiderio disegnati, tra un Kiss me Licia e un Magica Emi, per non parlare de L'incantevole Creamy, dei subacquei Snorky e, ovviamente, degli immancabili omini blu, meglio conosciuti come Puffi. Tutte sigle inconfondibilmente interpretate dalla bolognese Cristina D'Avena, che, proprio a proposito dei piccoli esserini creati da Peyo, torna con un pezzo inedito all'interno della colonna sonora italiana de I Puffi: Viaggio nella foresta segreta di Kelly Asbury, in arrivo nelle sale cinematografiche il 6 Aprile 2017. Occasione che ci ha consentito di incontrare a Roma la cantante per una piacevole chiacchierata.

Puffa di qua, puffa di là!

Quanto hanno significato i Puffi nella vita di Cristina D'Avena?
Tantissimo, perché io ho iniziato col Bambino Pinocchio, negli anni Ottanta, poi, subito dopo, sono arrivati i Puffi, che hanno fatto guadagnare cinquecentomila copie alla Five Record e ci siamo meritati il Disco d'oro. Quindi, molto hanno significato per me i Puffi, sono proprio miei amici di vecchia data (ride).

Parliamo di questo personaggio che interpreti...
Quando mi hanno chiesto di doppiare questo personaggio ne I Puffi: Viaggio nella foresta segreta sono stata contentissima, perché amo il doppiaggio, ma, proprio perché mi sono concentrata sulle sigle dei cartoni animati, non ho avuto il piacere di doppiarne i personaggi. Non volevamo confondere il pubblico sul fatto che potessi doppiare un cartone e cantarne la sigla. Quindi, cantavo le sigle ma non doppiavo, e mi dispiace moltissimo perché penso di avere una voce che si presta. Però, ora che sono diventata "grande" mi chiedono anche di doppiare i cartoni, quindi, quando mi hanno proposto di farlo in questo film, ho detto subito sì, perché per me sarebbe stato meraviglioso esprimermi così. Ho doppiato il personaggio e cantato la canzone ufficiale per l'edizione italiana del film.

In questo film ci sono delle new entry...
Purtroppo, il film non l'ho ancora visto per intero, proprio perché abbiamo fatto tutto un po' in corsa, dalla canzone al doppiaggio e, oltretutto, spesso ero via per lavoro. Quel poco che ho visto, però, mi è bastato per capire che il film è molto bello, non sono di parte, secondo me è ancora più bello degli altri, molto curato e Puffetta fa bene qui a cercare qualcos'altro. La new entry che doppio io e che si aggiunge insieme ad altri personaggi è molto interessante, saggia, bisogna andare a vedere il film per capire quante cose ha da dire. Soprattutto, però, sono belle le immagini e la storia.

Nel caso in cui Cristina D'Avena dovesse perdersi in una foresta magica e segreta, quali puffi porterebbe con sé?
Sicuramente, il Grande Puffo lo porterei perché non si può mai sapere, ma anche Puffetta perché è un'amica mia. Poi il Puffo Forzuto che serve sempre, perché anche in questo caso non si può mai sapere, Quattrocchi, perché è meglio quattro che due, e Golosone, in quanto io sono a dieta ma golosa, quindi gli chiederei di andarmi a prendere qualche provvista (ride). Ma io li porterei tutti, perché sono talmente belli e teneri e fanno parte della nostra vita. Li porterei anche al mio concerto tutti i Puffi.

Ascolteremo questa canzone nei prossimi concerti?
Come no, appena esce il film il 6 Aprile la canteremo tutti. Io la trovo molto divertente, nuova, con sonorità che ai bambini di oggi piacciono. Abbiamo preso "Noi Puffi siam così, noi siamo Puffi blu", parte della prima sigla, e l'abbiamo inserito in questa nuova "storia" con sonorità che sono un po' un misto tra gli anni Novanta e poi il "tum tum tum" delle canzoni di oggi perché tanto, alla fine, i bambini cantano e ballano anche quelle. Sono curiosa anche di leggere le critiche e le opinioni dei fan, ma anche di chi mi scopre solo ora. Quando sono costruttive, le critiche a noi servono molto. Ai miei concerti mi diverto perché le canzoni le riarrangiamo anche in chiave rock, più moderna, ma anche perché i cartoni animati sono colore, fantasia, gioco, ci devono portare indietro nel tempo e, attraverso i concerti, i film e i cartoon, abbiamo ogni tanto la possibilità di entrare in questo mondo colorato. Secondo me, ci fa bene, perché il mondo ultimamente è un po' strano, quindi è meglio colorarlo. Quando inizio i miei concerti, io dico sempre ai ragazzi di mettere da parte tutti i problemi e di entrare con me in questo mondo per divertirci, cantare e scherzare.

A quale delle sigle è più affezionata Cristina D'Avena?
In primis, io amo Licia, perché la sono stata anche nel cartone e nel telefilm. Però mi piacciono tantissimo le sigle di Sailor Moon, Rossana, Lady Oscar, che è anche un personaggio che adoro, e, ultimamente, ho scoperto David Gnomo. Sono tutti personaggi che, soprattutto nei primissimi anni, quando la televisione dava veramente spazio ai cartoni animati e ai programmi per ragazzi, ci mettevamo tutti lì a guardarli, me compresa. Quelli di quegli anni sono cartoni fantastici, se io ora canto una nota di quelle sigle, qui voi cominciate a cantarla tutti insieme (ride). Chi non conosce Mila e Shiro, Rossana, Jem, David Gnomo, Memole e Alvin?

Ora i cartoni animati in tv non si vedono più, bisogna andare al cinema...
A me questa cosa dispiace molto, perché, secondo me, oggi più che mai i bambini avrebbero bisogno della loro televisione. È vero che ci sono tantissimi canali e tantissimi cartoni sparsi qua e là, oltre a internet per vedere su YouTube tanti filmati, ma, secondo me, la televisione dovrebbe anche colorarsi con dei cartoni animati. Io mi auguro che Mediaset e RAI, prima o poi, capiscano che i bambini di oggi sono il futuro di domani. Noi abbiamo fatto una televisione pulita e programmi puliti con telefilm divertenti e tanta musica. Magari, qualcuno potrebbe dire che erano altri tempi, ma i bambini sono sempre quelli. I bambini che oggi nascono erano quelli che nascevano allora. Nascono sicuramente in un'altra epoca e società, ma sono sempre frugoletti che, quando cominciano a guardare la TV, sono come centomila anni fa. Quindi, se gli fai vedere una televisione pulita, cresceranno con quella, ma, se cominciano a spaziare da soli senza avere tanti programmi, si possono imbattere in alcuni che non vanno bene per loro. Si parlava recentemente di questo rapper (Fabio Ravazzi, nda), di Andiamo a Lavorare (Andiamo a Comandare in realtà ndr); per carità, sono tutte canzoni carine, simpatiche, me l'hanno anche dedicata e io stessa, nei miei concerti, faccio una gag con questa canzone. Però, durante i miei spettacoli, un gruppo di bambini mi ha cantato sul palco Andiamo a Lavorare. Ad un certo punto, ho chiesto loro se conoscevano Doraemon e me l'hanno cantata. In quel momento, ho visto un bambino che subiva una metamorfosi tra la maniera in cui cantava Andiamo a Lavorare e il modo in cui si muoveva e cantava Doraemon. Non c'è niente da fare, sono cambiati i tempi. Ogni tanto, cantiamocela una canzoncina, anche perché, quando diventi grande, si fa fatica a tornare bambino. Oggi i bambini fanno tanto sport, ma anche tanti videogiochi e cose che, secondo me, andrebbero alternate ad altre.

Quando è che Cristina D'Avena diventa cattiva?
Cattiva mai, nervosa tanto. Quando credo tanto in una cosa mi arrabbio molto. Sono così in amore, nelle amicizie nei rapporti e, soprattutto quando mi deludono tanto, perché sono una persona vera nel bene e nel male: dolcissima, ma sono anche dall'altra parte, nel senso che sono sincera e, se qualcuno non lo è con me, mi arrabbio tantissimo. Purtroppo, sono buona, credo troppo nelle persone e do fiducia, poi, però, si rischia di rimanere delusi. Forse, in questa società ho imparato che devo dare meno fiducia. Per me l'amicizia è fondamentale, come l'amore. Ho amici d'infanzia che non abbandono perché fanno parte di me, un po' come i Puffi. È bello poter crescere con un'amica d'infanzia.

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