Helen Mirren a Roma per La Vedova Winchester: non chiamatelo horror

Il 22 febbraio arriva nelle nostre sale La Vedova Winchester, ghost story con protagonista Helen Mirren: ecco cosa ci ha raccontato l'attrice sul film.

intervista Helen Mirren a Roma per La Vedova Winchester: non chiamatelo horror
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Che siate appassionati o meno di armi da fuoco, avrete certamente sentito parlare - almeno una volta nella vita - dei mitici fucili Winchester. Un orgoglio tutto americano, una compagnia famosa in tutto il mondo per l'affidabilità e l'eleganza dei suoi prodotti. Fondata da Oliver Winchester nel 1850, l'azienda è poi passata nelle mani di William Wirt Winchester, scomparso prematuramente ad appena 44 anni. Una morte che ha lasciato il 51% della società nelle mani della moglie Sarah, una donna minuta, riservata, che dopo esser diventata vedova si è come reclusa nella oggi celebre Winchester House. Una struttura enorme, gigantesca, che la donna ha ingrandito negli anni in cui vi ha abitato fino alla sua morte avvenuta nel 1922. Quella che era una semplice proprietà rurale è diventata una sorta di castello a sette piani, con oltre 500 stanze di ogni forma e arredamento. Era la stessa Sarah a disegnare i progetti e le ali aggiuntive, consigliata dagli spiriti.
Già, perché secondo la leggenda la Winchester House - oggi attrazione turistica fra le più famose e inquietanti d'America - è stata costruita dai fantasmi che la vedova Winchester vedeva e percepiva costantemente. Anime dannate di persone morte violentemente proprio a causa delle armi Winchester, che tornavano così a chiedere il conto dall'aldilà. Per via delle visioni della donna, intere squadre di operai lavoravano giorno e notte alla costruzione della casa, poi parzialmente distrutta dal terremoto di San Francisco del 1906.

Una donna speciale

Una storia affascinante quanto incredibile, rigorosamente ispirata a fatti realmente accaduti e alla vita della vera Sarah Winchester, una donna solita vestire di nero che oggi rivive sul grande schermo grazie a Helen Mirren. L'attrice britannica è infatti la protagonista assoluta de La Vedova Winchester, una ghost story claustrofobica che conquisterà senza troppa fatica gli appassionati del genere (in uscita in 250 copie a partire dal 22 febbraio, anche in lingua originale). Attenzione però a definire il film un horror tout-court: "È una vera e propria Ghost Story, non un horror qualsiasi" ci ha raccontato la stessa Helen Mirren alla Casa del Cinema di Roma. "Sono due cose molto diverse, anche perché solitamente non amo i film dell'orrore. Raccontiamo una storia radicata nella tradizione americana, i fantasmi in generale fanno parte proprio della storia dell'uomo, le leggende a essi collegate esistono da migliaia di anni, il sovrannaturale fa parte dell'esperienza umana". L'attrice premio Oscar del resto, che rappresenta un assoluto valore aggiunto del film, difficilmente avrebbe accettato un ruolo all'interno di un horror di stampo classico, magari demenziale: "Ho accettato per due motivi fondamentali. Il primo riguarda appunto la storia, profondamente radicata nella realtà, Sarah Winchester è esistita davvero, la casa esiste ancora oggi e si può visitare, trovo che la leggenda attorno alla Winchester House sia incredibilmente affascinante. Poi adoro lavorare con registi giovani, hanno sempre tantissime idee, hanno moltissime energie, mi ha divertito tantissimo recitare per i fratelli Spierig".

Oltre la leggenda

Il film dunque si basa su elementi davvero esistiti, la stessa "mansion" dei Winchester è in piedi ancora oggi, parzialmente ricostruita dopo il terremoto di inizio '900: "Ho visitato la casa personalmente, è un edificio straordinario. Un labirinto vero e proprio, dopo due minuti sei già perso, non sai più dove sei e dove stai andando. All'entrata ci sono due enormi pannelli con citazioni shakespeariane, per quanto ti sforzi a capire senti sempre qualcosa di inafferrabile, è frustrante. C'è una sorta di energia. La vera signora Winchester poi era minuta, di bassa statura, sembra dunque una infinita casa delle bambole. Ho raccolto tutte le informazioni possibili sulla celebre vedova, anche se esistono pochi documenti su di lei. Dopo la morte del marito non è più uscita di casa, non c'è stata più nessuna manifestazione pubblica, trovo infatti che fosse un personaggio dai risvolti psicologici affascinanti. Di certo indossava sempre un velo nero, un personaggio incredibile".

Armi e violenza

Come ricordavamo in apertura, la signora Winchester credeva fortemente che le anime delle persone morte violentemente per via dei fucili della compagnia di famiglia vivessero nella sua dimora, il film dunque ha occasione anche di aggiungere uno sotto testo impegnato al racconto. Fra le righe si può leggere una critica all'uso smodato delle armi, tema sempre attuale soprattutto negli USA: "È facile puntare il dito contro gli Stati Uniti, in realtà molti Paesi nel mondo sono responsabili. Penso alla Francia, alla Russia, alla Cina, alla Germania, all'Italia stessa. Le armi generano moltissimi guadagni, infatti non credo che il fenomeno andrà scemando, anzi. Tutti siamo responsabili della violenza dilagante del mondo contemporaneo e dovremmo assumerci le nostre responsabilità. Noi abbiamo fatto un film con chiari scopi d'intrattenimento, poi se qualcuno vi legge anche un messaggio intellettuale non può che essere positivo."

Come del resto sarebbe stata positiva una nuova candidatura agli Oscar per la sua interpretazione in Ella & John, film americano del nostro Paolo Virzì: "Abbiamo deciso di rimandare l'uscita del film a marzo e questo ci ha ovviamente penalizzati, estromettendoci dalle nomination. Poco male comunque, probabilmente non saremmo stati chiamati in ogni caso. Ci tengo però a dire una cosa: solitamente non lavoro per vincere premi o ottenere nomination, lo faccio per il piacere di lavorare e l'esperienza con Virzì è stata eccezionale, questo conta per me".

Un tocco di follia

Helen Mirren sembra dunque una persona profondamente realista, con i piedi per terra, "non credo ai fantasmi, lo farò quando ne vedrò uno ma ancora non è successo", allo stesso tempo però pensa che una punta di follia nella vita di tutti i giorni non guasti assolutamente: "Nel film si nomina spesso la parola 'pazzia', in riferimento a ciò che vedeva la signora Winchester e non solo. Sapete cosa penso? Che la pazzia sia adorabile, quando diventa una declinazione dell'eccentricità. Amo le idee e le azioni folli, chi vive fuori dagli schemi, ho invece paura di chi è legato a doppio filo con la realtà, dei calcolatori, di quelle persone che organizzano tutto fin nel minimo dettaglio. Sto facendo una terribile generalizzazione, e odio le generalizzazioni, ma è così, adoro la pazzia. Alcune delle menti più brillanti della nostra storia erano definite pazze, mi piace davvero la follia".

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