Intervista Guglielmo 'Willwoosh' Scilla

Il nostro incontro con l'amatissimo Willwoosh, al secolo Guglielmo Scilla, protagonista della nuova commedia di Cristiano Bortone, 10 regole per fare innamorare, e idolo dei giovanissimi.

Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Provate per un attimo a non pensare a Willwoosh e alle sue parrucche nei video/parodie di You Tube e a prendere sul serio Guglielmo Scilla. Lui è il primo a fare autoironia ma in questo caso non sta affatto scherzando perché è testimonial di un’iniziativa AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro) presentata al 42° Giffoni Film Festival. Lo scopo è sensibilizzare il pubblico ad un decalogo di corretta alimentazione per prevenire i tumori e i testimonial d’eccezione sono proprio alcuni tra i youtubers più famosi d’Italia. Guglielmo, nella sua t-shirt rossa di Angry Birds, è stato accolto come una superstar, eppure dopo un libro, un film, una trasmissione radiofonica e milioni di click ancora si stupisce di una simile accoglienza e quando una ragazza gli confessa nel backstage del palco che lo segue da quando faceva la quinta elementare diventa persino più paonazzo della maglietta e non può fare a meno di sorridere e abbracciarla. A tutti, dal bodyguard alla cameriera del bar, stringe la mano e si presenta con un’umiltà che speriamo conservi ancora molto, molto a lungo.

You Tube è stato il tuo trampolino di lancio. Lo consigli anche agli altri aspiranti attori, registi o cantanti?
Assolutamente sì perché internet offre grandi opportunità. A me l’idea di postare video è nata proprio vedendo quelli degli altri. Ho sempre parlato di quello che mi piaceva, senza provare a copiare quelli che funzionavano. Inizialmente ho tentato di coinvolgere i miei amici nelle riprese ma erano un “gruppo di sfigati” e non mi hanno mai assecondato. Forse se lo avessero fatto non sarebbe stato così divertente e non mi sarei messo alla prova.

I video sono improvvisati o pensati?
Se interpreti un personaggio non serve fare le prove: è una maschera, quindi non c’è bisogno che tu ti metta in gioco personalmente. Nasce da ispirazioni quotidiane, prendo spunto da quello che dice mia madre o mio fratello o da quello che succede per strada. Se qualcosa mi colpisce me la segno subito e poi la trasformo in video.

Cosa ti piace del web?
Ti permette una reale possibilità di cambiare le cose in gruppo. La forza dei social network sta nello scambiarsi idee: non ti senti mai solo. Basti pensare ai flash mob: nascono in rete e poi riempiono le piazze.

Giffoni quest’anno ha proposto il tema della felicità. Quali note te la ricordano? E, secondo te, è un rimedio contro la crisi?
La felicità secondo me ci sarebbe come conseguenza di un periodo senza crisi, ciononostante si può essere contenti anche senza spendere soldi, andando, ad esempio, in una spiaggia libera... se invece dovessi scegliere una canzone direi Everybody’s changing di Keane, ma non provate a farmela cantare perché sono davvero stonato.

A cosa è dovuto questo ritorno al Festival?
Innanzitutto qui mi sento come se fossi in un villaggio turistico perché è un momento stupendo. Hai presente quando un genitore prova a fare qualcosa per far divertire un figlio? Non ha la minima idea di come fare, qui invece il festival è pensato dai ragazzi e per questo funziona. La mia seconda partecipazione è legata ad un progetto a cui tengo molto con l’AIRC. Esistono tante cause per cui combattere, ma non le puoi seguire tutte, io ho scelto questa perché cinque anni fa ho perduto mio zio per un tumore ai polmoni. Ha lasciato quattro figli. Come faccio a non parlare di una malattia del genere? Per questo sono stato invitato in un laboratorio e ho fatto una cosa seria pur divertendomi. Mi hanno fatto mettere il camice e mi sentivo come il Dottor House.

Quali regole hai seguito del decalogo di una vita sana proposto da AIRC?
Ho smesso di bere quasi del tutto bibite gasate e di alcolici ne facevo un uso minimo anche prima.

Quali sono i prossimi progetti?
Innanzitutto sono contentissimo di tornare a Radio Deejay perché Linus è stato il primo a pensare che potessi funzionare anche fuori dal web e non gliene sarò mai abbastanza grato. E poi sono tornato sul set della webseries “Freaks 2”. È stato un esperimento vincente: abbiamo lavorato gratis per far vedere che i giovani possono far sentire la loro voce senza vincoli di denaro. Oggi ci sta ripagando perché ci permette di lavorarci in modo più professionale. Ci sentiamo più maturi e abbiamo già accolto persone nuove nel team.

Nel film “10 regole per fare innamorare” di Medusa c’è un decalogo sentimentale. Almeno tre di questi consigli funzionano?
Numero uno: devi essere sicuro dei tuoi sentimenti prima d’imbarcarti in un corteggiamento, capire se l’attaccamento è serio. Numero due: gli 883 avevano ragione perché la regola dell’amico non sbaglia mai. Numero tre: non dare mai per scontata la persona che hai conquistato, altrimenti la perdi subito.

Quali errori nelle relazioni sono da evitare?
Questa domanda presuppone che io abbia avuto relazioni durature: quanto ottimismo! Il fatto è che mi reputo più rock di quello che sono e quindi c’è il rischio all’inizio di annientarsi per rendersi più interessante agli occhi della ragazza. Ho capito che non funziona.

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