Intervista Guardiani della Galassia: Zoe Saldana

La star di Avatar, Star Trek e ora new entry tra i protagonisti dell'Universo Marvel ci parla della sua esperienza sul set

intervista Guardiani della Galassia: Zoe Saldana
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Americana di nascita ma con palesi discendenze sudamericane, la bella Zoë Saldaña ne ha fatta di strada nel corso della sua carriera, iniziata 15 anni fa in tv con Law & Order, arrivando a partecipare ad alcuni dei più grandi franchise della storia del cinema: Pirati dei Caraibi, Avatar, Star Trek e ora il Marvel Cinematic Universe con Guardiani della Galassia, nel quale interpreta l'implacabile Gamora. L'abbiamo incontrata a Londra in occasione della première europea del film, simpaticissima e affabile, ci ha raccontato la sua esperienza sul set di James Gunn e del nuovo film Marvel Studios.

Ciao Zoë. Partiamo dal grande lavoro che è stato fatto sul trucco per il personaggio di Gamora.
Ogni giorno dovevo sottopormi a diverse ore di trucco. E trovare la tonalità giusta non è stato facile! Inoltre, avendo un'epidermide piuttosto delicata, per me era un problema, avevo costantemente bisogno del reparto di trucco per ritocchi e per avere la pelle costantemente idratata, o altrimenti la sera ne soffrivo.

L'importanza del trucco&parrucco!

Qual è il tuo colore preferito? Blu o verde?
(ride) Forse il blu. In questo momento il verde, ma in generale il blu, ma solo per una questione di praticità! Non sono mai stata “davvero” blu in Avatar, lo ero solo in post-produzione. Ero piena di 'puntini' per il motion capture e recitavo connessa al sistema di MC di James [Cameron, NdR]. Nel caso di Guardiani della Galassia, invece, il colore era vero (ride) e ogni giorno dovevo sottopormi al trucco. È stato più difficile, ma la soddisfazione è stata la stessa. Inoltre è stato fatto un grandissimo lavoro, molto attento, sul colore, a partire dalle luci sul set, per valorizzare i colori e i contrasti.

Dave Bautista ci ha raccontato che ha avuto qualche difficoltà nella scena del vostro combattimento perché doveva strozzarti ma aveva paura di farti male, e invece tu lo incitavi ad essere il più realistico possibile...
Oh sì, continuavo a ripetergli di non preoccuparsi e di darci dentro! (ride) All'inizio vedendomelo correre alla carica verso di me ho avuto un moto di insicurezza e ho pensato di fare tipo il Gatto con gli stivali quando fa il faccino adorabile (ride) ma poi mi sono resa conto invece che è una persona dolcissima che non approfitta della sua stazza e non farebbe male a una mosca. Anzi, grazie alla sua esperienza nel combattimento mi ha aiutato e ha evitato che mi potessi fare male in alcun modo.

E il calcio che rifili a Chris Pratt, invece? Sembra molto realistico...
(ride) È tutto vero! Ora Chris non mi parla più per questo. (ride) Eravamo ancora all'inizio delle riprese e io, con tutta l'esperienza che posso avere, sono sempre timorosa in queste scene perché puoi rompere una vertebra o far male davvero a qualcuno per un nulla, basta che non ci si posizioni bene, nonostante le prove e tutto. Dopo tipo 34 ciak eravamo ancora lì, e l'ho preso in pieno! Subito dopo gli ho chiesto se stava bene e lui, senza fiato: “Sì... sì... ètuttoapposto... sto... bene...!”. Purtroppo gli incidenti capitano, e bisogna stare sempre super attenti.

I franchise più grandi

James Gunn ha detto che adora i Guardiani perché, anche se sono cinque farabutti, hanno un lato umano che li caratterizza. Cosa ti piace di più del tuo personaggio? Cosa hai in comune con lei?
Il senso morale e il senso della giustizia. Anche se è stata istruita per essere spietata, sa bene cosa ha passato e cosa ha perso, e questo la obbliga a stare dalla parte del giusto, a un certo punto, e a stare insieme a persone che come lei vivono questo modo d'essere . Sentivamo questa sensazione di “appartenenza” al gruppo anche già sul set, ad esempio nella scena in cui Groot crea le luci... è meravigliosa.

Ti spaventa in qualche modo essere in tre franchise di fantascienza dalla fan base così grande? (Marvel, Avatar e Star Trek, NdR) Sostenere le aspettative dei fan, che conoscono ogni dettaglio etc.? Ti “studi” in qualche modo questi universi per essere alla pari con loro e non deluderli?
Non proprio. Cioè, per dire, sono una delle più grandi “esperte” di Avatar perché ho partecipato al progetto fin dal suo concepimento, essendo stata tra l'altro il primo membro del cast a essere scritturato. Ho visto nascere l'idea, i personaggi, la cultura Na'vi... so tutto quello che ho imparato sul set e nelle riunioni con lo staff, etc. Però non entro nel concetto di dover per forza leggere tutti i fumetti o conoscere gli spin-off etc.: io lavoro su quello che devo fare al meglio che posso fare. Però non dobbiamo restare per forza sullo stesso piano dell'opera originale, in molti casi: a noi viene chiesto di prendere quanto necessitiamo dalle indicazioni base ma poi prendere il volo e raggiungere altre vette, spiccare il volo. Penso che il fatto che il fumetto dei Guardiani sia poco conosciuto rispetto a tanti altri Marvel ci abbia dato una possibilità in più di poter far qualcosa di nuovo e di buono con il materiale di partenza, creando la nostra piattaforma. L'importante è rispettare la visione iniziale, ma poi si può spaziare. James ha creato un universo così bello e funzionale che anche se non dovesse essere lui il regista del secondo episodio sappiamo già che la piattaforma di base è solidissima, per dire.

Il rapporto coi colleghi

Com'è stato lavorare con James Gunn?
All'inizio ero un po' titubante, ma il suo entusiasmo mi ha contagiato! Come dirige, come scrive, le sue idee, il suo lavoro, sono dinamici e intelligenti. Sapevo che se gli avessi dato la possibilità di spiegarmi il progetto, mi avrebbe convinto, e infatti...

E il rapporto coi colleghi di set, invece?
È andata benissimo. Anche perché io amo lavorare con attori che sono ancora un po' bambini, diciamo. Ad esempio Johnny Depp. Solo quando ho lavorato con lui in La maledizione della prima luna ho capito che aveva un vero e proprio dono: come persona è tranquilla, timida, riservata, non ti accorgi nemmeno che è nella stessa stanza con te... ma una volta che parte il ciak diventa un'altra persona, lo vedi nello sguardo, diventa, per dire, Jack Sparrow, ed è l'essenza della recitazione. La cosa bella è che ho ritrovato in Dave [Bautista, NdR] questo stesso talento, senza che lui stesso ne sia consapevole. È gentilissimo, ma quando sul set è diventato Drax, al momento del ciak, il suo sguardo è cambiato ed è diventato quello del Distruttore.

Che voto dai a: Guardiani della Galassia

Media Voto Utenti
Voti totali: 50
8.7
nd