Intervista Guardiani della Galassia: Karen Gillan

Da Doctor Who al Marvel Cinematic Universe: l'interprete di Nebula ci racconta la sua esperienza

intervista Guardiani della Galassia: Karen Gillan
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Incontriamo la bella Karen Gillan a Londra, durante gli incontri con la stampa per la presentazione europea di Guardiani della Galassia, il nuovo film Marvel Studios che uscirà in Italia il prossimo 20 ottobre. Nella pellicola Karen interpreta l'implacabile Nebula, che darà non poco filo da torcere ai nostri eroi e soprattutto alla sorellastra Gamora...
Ma prima di vederla nel nuovo blockbuster Marvel abbiamo avuto modo di conoscere questa raffinata e sbarazzina attrice britannica sia al cinema che in tv: recentemente è stata protagonista dell'horror Oculus, mentre gli amanti dei serial la ricordano principalmente per essere stata la companion del Dottore interpretato da Matt Smith nella quinta stagione del nuovo corso di Doctor Who, nei panni della rossa Amy Pond.

Ciao Karen. La maglietta che indossi non promette nulla di buono, se posso permettermi...
“Leave me alone”? Ah, no, è solo una t-shirt spiritosa che ho indossato per comodità, non volevo mandare un messaggio a voi della stampa! (ride)

Cambiamenti

Meglio così! Come ti sembra l'atmosfera di questa première?
È incredibile e mi sto divertendo un mondo. Non avevo mai presenziato a una première di queste dimensioni, e da protagonista, poi! Mi ha lasciato di stucco.

Quindi ti piace essere presente agli incontri con stampa e fan? Tanti tuoi colleghi dicono di sentirsi a disagio con folle del genere ad attenderli.
Sì, mi piace presenziare a questi eventi con pubblico e stampa, non mi sento a disagio. Magari quegli attori che dici hanno fatto molti più junket di me! (ride) Quindi per ora sono ancora molto entusiasta.

Cosa ti ha spinto ad accettare il ruolo di Nebula?
L'idea mi è piaciuta molto soprattutto perché mi dava l'opportunità di trasformarmi totalmente per una volta. Una cosa radicale, dato che dovevo anche rasarmi a zero. Ma non mi ha dato alcun problema durante le riprese. Magari dopo, quando ho dovuto affrontare la ricrescita... i capelli crescevano ribelli e trovare uno stile è stato difficile!

E qual è stata la difficoltà più grande nell'affrontare la parte?
Be', probabilmente la parte fisica del tutto. Ho dovuto allenarmi quattro volte a settimana, comprensive anche di lezioni di arti marziali, coreografie che dovevo imparare per le sequenze d'azione etc. e non avevo mai affrontato una cosa del genere. E in più mi toccava “combattere” con Zoe Saldana, che invece di esperienza in merito ne ha parecchia!

Hai avuto problemi a lavorare con il green screen e gli effetti speciali in digitale?
Alla fine la CGI mi ha coinvolto solo relativamente, dato che gran parte del tutto per me era prostetica e trucco... effetti speciali “dal vivo” anche se chiaramente l'ambiente intorno era in buona parte in green screen... però non ho incontrato difficoltà per questo.

Ci dici qualcosa in più riguardo al lungo processo di trucco a cui hai dovuto sottoporti ogni giorno?
Tra le quattro e le cinque ore di trucco intensivo, ma non è stato stressante, no... mi mettevo lì con l'iPad e mi guardavo Pulp Fiction a ripetizione (ride) e a vedere il risultato nel film ne è valsa la pena. Poi sappiate che sono stati tanto carini da regalarmi una vera parrucca da utilizzare fuori dal set mentre dovevo tenere i capelli rasati!

James Gunn ha detto che il tuo provino è stato il suo preferito, anche se non è stato facile...
Sì, ho fatto diversi provini, direi tre, prima di arrivare allo screen test tutta dipinta di blu e con una pelata finta in testa (ride) e mi sono emozionata parecchio, sono arrivata addirittura a piangere alla fine! Ho dato tanto ma non pensavo che James mi avrebbe scelta. E invece...

It's good to be bad

Com'è fare la parte della cattiva?
Oh, sì! È molto più divertente che recitare la parte della brava persona, che è molto noioso (ride)

Cosa ti piace di più del film?
Penso sia il tono, che è così specifico, fresco, nuovo per un film Marvel, e ha sicuramente attirato la mia attenzione.

Di Nebula si nota molto una cosa: è determinata ma ha perennemente gli occhi tristi. È una cosa intenzionale?
Assolutamente sì. Lei è perennemente triste, e ne ha tutte le motivazioni, se vai a vedere la sua storia personale: ha perso la sua famiglia, è stata costretta a servire un despota, e ha anche un complesso di inferiorità rispetto a Gamora. E ho cercato di far trapelare questo, anche attraverso le lenti a contatto.

I film Marvel hanno una fan base enorme, ma del resto provieni da Doctor Who, che ha anch'esso una marea di fan...
Eh sì, entrambi i franchise hanno dei tantissimi fan davvero molto, molto appassionati... ma è una cosa fantastica, perché sono davvero partecipi e ci tengono davvero che tutto vada per il verso giusto.

Personalmente, qual è il cinema che preferisci?
Guardo tanti generi diversi: dalle commedie alla Friends, ai drammi indipendenti... il mio regista preferito è Michael Haneke, per dire. Adoro La pianista, per me lui è un genio. Poi credo che mi piaccia molto l'elemento evasivo e di intrattenimento del cinema. Se mi annoio, guardo un film e subito sono in un altro mondo.

Che differenze trovi nel lavorare in tv e a Hollywood?
Ho lavorato in tv in Inghilterra ed è stato molto divertente, ma anche lavorare per Hollywood lo è... alla fine il lavoro è lo stesso e non trovo tante differenze... a parte l'accento delle persone! (ride)

Stai sperimentando ruoli in tanti generi, sia in tv che al cinema...
Sì, è una cosa molto entusiasmante variare i generi. So che Flanagan mi ha voluta per Oculus, che è stata una parentesi molto interessante, proprio perché è un fan di Doctor Who.

Cosa c'è nel tuo futuro immediato?
Tra un paio di settimane comincerò una sit-com, Selfie, ambientata in America che parla di una ragazza... che si fa tante foto! (ride) Anche se nella vita reale non è mia abitudine perché penso di fare delle facce strane quando ci provo (ride)

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