L'Era Glaciale: Le avventure di Buck, parlano Simon Pegg e Justina Machado

Abbiamo intervistato i doppiatori di Buck e Zee, protagonisti del midquel de L'Era Glaciale: ecco cosa è emerso sul nuovo film d'animazione.

L'Era Glaciale: Le avventure di Buck, parlano Simon Pegg e Justina Machado
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L'Era Glaciale: Le Avventure di Buck, il midquel della fortunata saga di Blue Sky Studios, adesso di proprietà della Walt Disney è sbarcato su Disney+ (qui trovate la nostra recensione de L'Era Glaciale Le avventure di Buck). Torniamo a vivere le esperienze di Buck, personaggio che in originale è doppiato da Simon Pegg (in italiano è Massimo Giuliani, doppiatore di Bugs Bunny in Space Jam e da giovane di un fanciullesco Semola ne La Spada nella Roccia). Per l'occasione abbiamo avuto la possibilità di partecipare a una tavola rotonda insieme allo stesso Simon Pegg, accompagnato da Justina Machado, l'attrice protagonista della serie Six Feet Under e qui voce di Zee, la vera novità del film, e da Lori Forte, executive producer, nonché da John Donkin, regista de Le avventure di Buck.

L'esordio di Zee

Impossibile, quindi, non partire proprio dal personaggio di Zee, apprezzata new entry di questo midquel che si pone subito dopo la fine del terzo capitolo della saga e prima del quarto, così presentato da Justina Machado: "È stato entusiasmante essere una guerriera, un personaggio molto razionale, chiamato a stare accanto a un altro che invece è molto impulsivo (Buck, ndr). Aggiungermi a questo franchise è stato elettrizzante; avrebbero potuto dirmi di fare qualsiasi cosa e l'avrei fatta pur di poter partecipare. Ero molto divertita, anche nell'andare in studio a registrare, nonostante il periodo non proprio semplice: è stato divertente anche solo poter vedere di nuovo tutti i personaggi prendere vita".

Personaggi, in ogni caso, molto eterogenei, come affermato dallo stesso Simon Pegg, apparso più che soddisfatto della sua interpretazione (a proposito, avete riconosciuto Simon Pegg in The Boys: Diabolical?), oltre che felice di essere potuto tornare a vestire i panni di Buck:

"In questo nuovo film ci sono tantissimi personaggi affascinanti: viviamo l'era dell'animazione e direi che lo stiamo facendo al meglio. Non è bello solo ritrovare Buck, ma anche conoscere Zee per la prima volta, oltre a riscoprire l'intero gruppo che compone il cast sin dal primo episodio della saga". A intervenire subito dopo è Lori Forte, Executive Producer, persona che conosce bene la saga, avendo lavorato al franchise sin da subito: affiancata da John Donkin, regista de Le avventure di Buck, il duo si è preoccupato di fornire qualche elemento in più su come si è decisi di arrivare a realizzare questo midquel e cosa racconta nel suo sottotesto. "Questa per noi è l'estensione di un ottimo franchise, che permette a tutti noi di dare maggior respiro a dei personaggi che non ne avevano avuto abbastanza nei precedenti cinque capitoli - esordisce Forte -. Avevamo presentato Buck già nel terzo film e ovviamente era riuscito a conquistare tutti, sia per il suo essere particolarmente dedito all'avventura, sia per il suo essere gioviale, felice e così via. Ci siamo domandati se potevamo trovare un modo per riportarlo in auge e nel cercare di capire come muoverci abbiamo deciso di procedere verso una nuova storia, qualcosa che potesse metterlo al centro di tutto. D'altronde è amato da chiunque: non potevamo sbagliare".

Il ritorno della famiglia e al Mondo Perduto

A tal proposito, Donkin ha un occhio più attento a Zee, che è stata la vera prova di questo nuovo film, trattandosi dell'unico protagonista che esordisce nel franchise per la prima volta: "Il suo arrivo ci ha permesso di creare una backstory importante per Buck, così da poter espandere l'universo di tutta L'Era Glaciale.

Abbiamo voluto aggiungere qualcosa in più da raccontare, degli elementi nuovi e interessanti, così da poter rendere più completa l'operazione e non preoccuparci solo di riportare in vita un personaggio amato da tutti. Zee ha rappresentato per noi un'ottima aggiunta a Buck, dimostrandosi un personaggio utile anche per creare un vero e proprio contrasto tra i due". "Un altro aspetto che abbiamo voluto recuperare - ha poi continuato Forte - è stato il viaggio nel Mondo Perduto: quando abbiamo fatto ricerca per i film precedenti, così da poterlo riprodurre nel miglior modo possibile, era stato necessario confrontarsi con molti esperti, consulenti che arrivavano dal Museo di Storia Naturale. Avevamo trovato l'escamotage del congelare alcuni dinosauri per farli restare in vita dopo il meteorite che ne ha causato l'estinzione e questa idea ci ha affascinato moltissimo: sapete, magari non si sono estinti in un colpo solo, ma sono rimasti sottoterra congelati per un po', proprio nel Mondo Perduto".

Ovviamente l'intero capitolo gira intorno a quello che è l'argomento cardine de L'Era Glaciale, ossia la famiglia. Un elemento che non può mancare e che lancia anche un appello a quelle famiglie eterogenee, qui non a caso composte da una tigre, un bradipo e un mammut. Con un racconto che va ad aumentare il senso di affetto nei confronti di Ellie e i suoi due fratelli opossum, in un altro agglomerato familiare atipico, era impossibile non concentrarsi su quello che è il naturale avvicendarsi delle situazioni domestiche: la crescita e l'abbandono.

"La famiglia è sempre l'argomento principale di questo film, sin dall'inizio - ha spiegato Forte -. Sicuramente siamo dinanzi alla famiglia più strana di sempre, ma è questa l'anima di tutto il franchise. La nostra preoccupazione stavolta è stata quella di andare oltre, toccare una corda diversa: la famiglia cresce e qualcuno deve andare via, anche se per gli opossum Ellie è una sorella adottiva. Abbiamo voluto spiegare anche la condizione di Buck: per quanto sembri un solitario, in passato ha avuto una famiglia e capisce quanto sia importante, ne coglie il valore. Inizia a ripensarci nel momento in cui ritrova Zee. Ed è naturale che le cose vadano in quella direzione".

Un film formato famiglia

Curioso anche l'aneddoto raccontato da Simon Pegg, che ricollega la sua interpretazione di Buck alla famiglia: "Provo grande affetto nei confronti di questo personaggio perché ha preso vita nel momento in cui è nata mia figlia, che è cresciuta con questo franchise. Inoltre, questo film uscirà nel momento in cui mia sorella starà per partorire, circa, quindi sarà l'inizio di una nuova... era glaciale!

Buck è inevitabilmente molto vicino alla famiglia, ma mi ha anche condizionato nell'interpretazione. Ho dovuto dormire moltissimo prima di registrarlo perché è un personaggio molto energico, si lancia a capofitto in tutte le situazioni possibili e rischia di essere stancante nelle sessioni lunghe. Devi gesticolare, muoverti e bisogna essere sempre molto divertenti". La Machado ha anche qualche pensiero in più sulla sua Zee, a partire dal fatto che si trattasse di qualcosa di completamente nuovo: "Abbiamo costruito Zee insieme alla producer e al regista. È molto difficile gestire un personaggio così, ma è stato molto divertente perché sono riuscita a essere molto... come dire, cazzuta. Essendo un ruolo nuovo abbiamo dovuto capire come parlava, come si comportava, come avrebbe agito e così via: andava tutto deciso per questo titolo. E c'è il tema della famiglia anche per lei, anche in questo caso una famiglia che si sceglie. Una bella avventura, anche perché, come dicevo prima, ho accettato questo lavoro prima della pandemia e andavo in studio a registrare la voce di un personaggio molto coraggioso mentre intorno avevamo molta paura per quello che stava accadendo. È stato un periodo complesso, ma è stato davvero divertente".

Totale è l'esperienza vissuta da Simon Pegg, che con la sua voce profonda si è ritrovato nei panni di un protagonista unico e che lo ha coinvolto al meglio: "Ogni volta che interpreto Buck mi ritrovo in una situazione memorabile, perché è un'esperienza totalizzante. Ero curioso anche di scoprire questa nuova storia, vederla prendere vita e mi sono ricordato di quanto mi hanno mostrato per la prima volta Zee. Ho subito detto "ma questo è un altro Buck!", anche se è la sua controparte, il che mi ha eccitato ancora di più. Ho iniziato subito a pensare a quanto potesse essere divertente averla insieme a noi, in famiglia". La battuta di Lori Forte arriva subito, tranchant: "Anche perché non era un oggetto inanimato!" con chiaro riferimento al fatto che Buck, nel Mondo Perduto, ha oramai fatto amicizia solo con frutta e verdura, tra cui un cucciolo di zucca che tiene con sé in casa.

In chiusura, un appunto interessante lo fornisce di nuovo la Forte, che ci tiene a raccontarci come è avvenuta la costruzione in itinere di Zee: "Più andavamo avanti nella lavorazione più abbiamo imparato a conoscere Justina, capendo anche che tipo di persona era. Questo ci ha permesso di continuare a evolvere il personaggio seguendo il modo in cui stavamo capendo l'attrice, non solo quello che avevamo pensato noi. Quindi Zee alla fine è stata modellata sul modo di essere della Machado, che ci ha permesso di farsi conoscere al meglio nel corso della lavorazione".

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