Intervista Gerard Butler / Aaron Eckhart

L'ammazza-terroristi Gerard Butler a Roma con il presidente Aaron Eckhart

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Proprio nei giorni in cui la Corea del Nord sembra continuamente minacciare un attacco nucleare nei confronti degli Stati uniti d'America, giunge nelle sale cinematografiche nostrane Attacco al potere - Olympus has fallen di Antoine"Training day"Fuqua, nel quale Gerard Butler - anche produttore del lungometraggio - veste i panni di un agente della sicurezza impegnato a fronteggiare un gruppo di estremisti nord coreani insediatisi nella Casa Bianca, dove hanno preso in ostaggio il presidente.
Ed è l'Aaron Eckhart che, tra l'altro, concesse anima e corpo ad Harvey Dent alias Due Facce ne Il cavaliere oscuro a incarnare quest'ultimo, affiancato da un ricco cast comprendente, tra gli altri, la candidata all'Oscar Angela Bassett e il vincitore della statuetta Morgan Freeman.
In occasione dell'uscita italiana, Butler ed Eckhart hanno incontrato a Roma la stampa, introdotti da Roberto Proia, amministratore delegato di Notorious pictures, il quale ha precisato: "Notorious pictures nasce quest'anno e, per ora, ha distribuito soltanto due o tre film, tra cui Le avventure di Fiocco di neve e Upside down, che sono andati piuttosto bene al botteghino. Per noi, questo film è sicuramente importante, non solo a livello economico, ma anche perché è il primo che presentiamo in una conferenza stampa, quindi, oggi è un giorno emozionante. E, chiaramente, la cosa più bella è avere due attori del loro calibro a rappresentarlo qui in Italia".

Die (Ger)hard!

Sebbene il film affronti una storia moderna, al suo interno si respira pienamente l'aria del machismo reaganiano tipico del cinema d'azione risalente agli anni Ottanta...

Gerard Butler: Un delle principali ragioni per cui ho deciso di fare questo film risiede nel fatto che cercavo questo respiro da classico prodotto d'azione alla Die hard. Un film che raccontasse una storia ruvida e spigolosa, ma anche che permettesse di proporre qualcosa di nuovo sulla situazione politica e di rendere il più reale possibile questo attacco alla Casa Bianca. Anche perché, rispetto al periodo in cui vi fu Ronald Reagan, oggi le minacce di terrorismo sono molto più forti. Comunque, volevo aggiungere che fece parte proprio della scorta di Reagan uno dei principali agenti dei servizi segreti che abbiamo consultato durante la realizzazione del film.

Napoleone diceva che l'importante non è essere un generale forte, ma un generale fortunato. Vi ritenete fortunati ad aver azzeccato l'argomento del film, decisamente in linea con l'attualità?

Gerard Butler: Questa non è fortuna, poi, la crisi a cui fate riferimento non è certo iniziata in questi giorni, ma dura da un anno. Ammetto, però, che, se avessimo fatto un film con dei terroristi giamaicani, non sarebbe interessato a nessuno (ride). Penso che questa sia una pellicola che parla di minacce attuali e che mostra qualcosa che spaventa, ci colpisce e, allo stesso tempo, risulta coinvolgente ed interessante.

Aaron Eckhart: Precisiamo che si tratta soltanto di un film, di finzione, poi qui parliamo di una cellula terroristica, non del governo coreano che attacca la Casa Bianca. Comunque, si tratta di un lungometraggio che celebra coloro che sono gli eroi che si trovano dietro le quinte; come, appunto, gli agenti della sicurezza.

Come è caduta la scelta sul regista Antoine Fuqua?

Gerard Butler: Innanzitutto, dovete sapere che io e Antoine siamo ottimi amici e che abbiamo già avuto modo di collaborare in due precedenti progetti. Quando mi è arrivato questo progetto, ho pensato subito che fosse adatto a lui. Infatti, è riuscito a dare al film quell'azione credibile, reale; perché l'intenzione era quella di mostrare che l'eroismo di fondo è presente in tutti. Inoltre, c'è da aggiungere che il mio e il suo film preferito è lo stesso: Apocalypse now.

Uomini di casa... bianca!

Gerard Butler è soddisfatto dell'Aaron Eckhart presidente?

Gerard Butler: Nel momento in cui Aaron ha accettato la parte, si è potuto cominciare a girare il film. Dopo di lui, hanno accettato tutti gli altri, da Morgan Freeman ad Angela Bassett. Mi è piaciuto veramente tanto come presidente.

Aaron Eckhart si è ispirato a qualche presidente degli Stati Uniti o ad altri attori che già interpretarono ruoli analoghi?


Aaron Eckhart: A ogni ragazzino americano viene insegnato che bisogna credere di poter diventare, un giorno, presidente degli Stati Uniti. Io ho molto rispetto per il mio paese e, quando Antoine mi ha chiamato, mi ha detto che avrebbe voluto un presidente giovane ed atletico, quindi ho pensato a J.F.K. Ma abbiamo parlato anche di Obama, perché doveva essere un personaggio abbastanza forte da sopportare il sequestro.

Il presidente Obama ha visto il film? Gerard Butler: Sì, e gli è anche piaciuto. L'altro ieri lo ha visto anche Bush padre insieme alla sua consorte.

Prossimamente vedremo anche White House down di Roland Emmerich, appartenente allo stesso filone del vostro film. Come mai, al cinema, tutti vogliono far saltare in aria la Casa Bianca?

Gerard Butler: In genere, penso che al cinema funzioni in questo modo: facciamo due film sugli alieni, due su Cenerentola e due che fanno esplodere la Casa Bianca. Ma io credo che facciamo film sui tempi che viviamo. Dal punto di vista emotivo, queste storie li rendono estremamente forti ed efficaci.

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