Fra cavalieri Jedi e spade laser: intervista a Steve Aplin, animator della ILM

Il suo nome vi dirà poco e nulla, eppure è lui l'uomo dietro l'animazione digitale di Star Wars - Gli Ultimi Jedi: intervista a Steve Aplin della ILM.

intervista Fra cavalieri Jedi e spade laser: intervista a Steve Aplin, animator della ILM
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Fra i caratteri distintivi dell'industria hollywoodiana contemporanea troviamo sicuramente le storie, per la maggior parte votate all'intrattenimento, i grandi attori, talvolta dei veri e propri punti di riferimento in tutto il mondo, e gli effetti visivi. Anche se vengono sviluppati "dietro le quinte", questi ultimi hanno avuto una grande importanza nella storia del cinema, dagli impacciati esperimenti delle origini a oggi. Lo dimostrano titoli come Star Wars - Gli Ultimi Jedi, Transformers - La vendetta del caduto, lo Star Trek di J.J. Abrams e titoli in arrivo come Jurassic World - Il Regno Distrutto - di cui abbiamo visto poche ore fa il trailer finale. Quelli che sembrano titoli pescati per caso nel gran calderone del cinema contemporaneo hanno in realtà un unico comun denominatore: Steve Aplin, modeler, digital artist e animation supervisor della ILM, la Industrial Light & Magic fondata da George Lucas. Aspettando l'arrivo del nuovo Jurassic World, e in occasione dell'uscita home video de Gli Ultimi Jedi, abbiamo raggiunto al telefono - in un ufficio di Burbank, Contea di Los Angeles - proprio Mr. Aplin, che ci ha raccontato cosa significa lavorare oggi alla ILM e che impatto hanno i VFX sul cinema contemporaneo.

In una galassia lontana lontana

Partiamo proprio da Star Wars, non soltanto da Gli Ultimi Jedi, proprio dalla tanto discussa trilogia prequel per la quale Mr. Aplin è stato animatore e modeler per la ILM: dal 1999 al 2017 sono passati ben 18 anni, com'è cambiato il mondo dei VFX in tutto questo tempo? "Essenzialmente non è cambiato molto, abbiamo computer più veloci certo, ma tecnicamente le differenze sono minime. Abbiamo numerosi tool che velocizzano il lavoro, è aumentato il dettaglio, ma il processo è pressoché identico a 18 anni fa."
Lei ha conosciuto e ha lavorato sia con George Lucas che con Rian Johnson, due generazioni differenti di filmmaker, due registi che si approcciano in modo diverso al cinema, secondo lei quali sono le maggiori differenze fra i due? Com'è stato lavorare con entrambi? "Ho vissuto due esperienze diverse, con la trilogia prequel ho lavorato da modeler, ne Gli Ultimi Jedi invece ho fatto l'animator, ho supervisionato l'intero processo di animazione e sono stato molto più vicino al regista, ho passato molto tempo con Rian, è stata una collaborazione serrata. Si tratta di due registi molto diversi, ognuno con un proprio stile, ognuno capace di raccontare in modo differente il medesimo universo di base. Certo si tratta sempre di Star Wars, sia Johnson che Abrams hanno cercato di onorare il mondo creato da Lucas e non si sono discostati in maniera particolare. Il processo di creazione de Gli Ultimi Jedi dunque è stato abbastanza simile alla trilogia prequel."

Un exploit chiamato Avatar

Gli effetti visivi sono cambiati molto nel tempo, oggi si riescono a fare cose molto diverse rispetto agli anni '70 e '80. C'è un film in particolare che dopo l'anno 2000 ha cambiato in modo sensibile il settore dei VFX? "Sicuramente Avatar di James Cameron. È stato un lavoro incredibile, il reparto VFX ha fatto cose spettacolari. Con la sua uscita si è andati oltre rispetto a tutto ciò che era stato fatto fino a quel momento, si è alzata l'asticella del possibile ancora più in alto. Da spettatori, noi che non abbiamo lavorato direttamente a quel progetto abbiamo cercato di assorbire tutto come spugne, applicando ogni insegnamento ai film che avremmo fatto successivamente e portandoli a un livello superiore."
Il mondo dell'intrattenimento sta cambiando a una velocità spropositata, lo streaming sta seriamente minacciando il grande schermo e la realtà virtuale potrebbe essere il colpo di grazia per il cinema così come lo conosciamo. Da "tecnico", pensa che il futuro dell'intrattenimento sia destinato a diventare unicamente "da salotto" oppure il grande schermo ha ancora speranza? "Magari è solo il mio punto di vista, un mio desiderio, ma penso proprio che il cinema avrà sempre uno spazio nel mondo dell'intrattenimento. Sicuramente lo streaming sta portando agli utenti molti più contenuti, molta più scelta, ma l'esperienza che si vive in sala, insieme ad altre persone, è irripetibile, nessun salotto è in grado di replicarla in maniera perfetta. Neppure la realtà virtuale può farcela, che al momento si trova in una fase ancora sperimentale. Personalmente quando voglio godermi un film alla sua massima qualità vado al cinema, con il buio, lo schermo gigante, l'impianto sonoro immersivo e il pubblico. È il miglior modo di guardare un film."

In attesa sul binario 9 e 3/4

Il suo nome, Mr. Aplin, figura anche in alcuni capitoli della saga di Harry Potter, in particolare La Pietra Filosofale, La Camera dei Segreti, Il Calice di Fuoco e L'Ordine della Fenice, per i quali ha lavorato come animator. Che impatto ha avuto sull'industria dei VFX il magico mondo creato da J.K. Rowling? "Ogni grande franchise lascia un segno indelebile nel settore, penso anche a Il Signore degli Anelli, alla stessa saga di Star Wars. Questo succede perché con queste grandi produzioni si può spingere oltre il confine conosciuto e tentare cose nuove, ogni film diventa una sfida, i VFX diventano indispensabili per raccontare storie fantastiche. Con Harry Potter abbiamo potuto sperimentare diverse idee applicate alla magia, alle creature magiche, realizzando cose molto difficili dal punto di vista pratico. Gli ultimi 15 anni sono stati davvero elettrizzanti."
Agli ultimi Oscar Roger Deakins ha vinto una statuetta per l'eccezionale lavoro svolto con la fotografia di Blade Runner 2049, un film perlopiù fatto dagli effetti visivi, non a caso si sono sollevate numerose polemiche a riguardo. Proviamo a sfatare un "mito" una volta per tutte: esiste una linea di demarcazione netta fra la fotografia e i VFX? Dove finisce il lavoro del DoP e dove inizia quello degli effetti visivi? "Non penso ci sia un confine netto fra le due cose, un film come Blade Runner 2049 è frutto di un'assoluta collaborazione fra i due reparti. È vero, molte scene vengono ricostruite in digitale, ma queste devono incastrarsi alla perfezione con le riprese in live action costruite dal direttore della fotografia. Il risultato finale può esistere solo grazie a una stretta collaborazione, anche Star Wars - Gli Ultimi Jedi è frutto del lavoro del DoP insieme a quello di Stephen Aplin e così per ogni altro progetto."

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