ROMA 2015

Intervista Fantozzi: Incontro con Paolo Villaggio e Anna Mazzamauro

A quarant'anni dall'uscita di Fantozzi, i protagonisti Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro e Plinio Fernando hanno incontrato la stampa presso la Festa del Cinema di Roma, in occasione del ritorno della pellicola in sala.

Intervista Fantozzi: Incontro con Paolo Villaggio e Anna Mazzamauro
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Quale spettatore italiano non conosce Ugo Fantozzi, il ragioniere perseguitato dalla sfortuna che, protagonista di una saga cinematografica di dieci lungometraggi comici, ha regalat la fortuna del suo interprete ed ideatore Paolo Villaggio, capace di incarnare perfettamente l'italiano medio e di anticipare tematiche attuali come il mobbing, la crisi economica, il divario sociale e l'ignavia politica?
A quarant'anni di distanza da quel Fantozzi diretto da Luciano Salce come pure il primo sequel Il secondo tragico Fantozzi, le due pellicole tornano in sala - tra la fine di Ottobre e l'inizio di Novembre 2015 - restaurate in 2K grazie ad una collaborazione tra Premium Cinema ed Eagle Pictures, il cui direttore divisione theatrical Roberto Proia ha specificato presso la Festa del Film di Roma: "Questo film ha rappresentato una pietra miliare per me e per le successive generazioni, tanto che molti lo definiscono un capolavoro. Adesso, grazie al restauro in 2K è immortale anche dal punto di vista tecnico".
Perché i due lungometraggi sono passati anche sugli schermi della kermesse, dove, oltretutto, il già citato Villaggio ha incontrato la stampa affiancato dal Plinio Fernando che veste nei film i panni dell'orrida figlia Mariangela e dalla Anna Mazzamauro che concede anima e corpo alla tanto desiderata signorina Silvani.

Tutti per Ugo!

Quante volte è nato Fantozzi?
Paolo Villaggio: Fantozzi è nato in un cabaret artigianale che facevamo io e Fabrizio De André, entrambi poveri, a Genova. Poi, una volta venne Maurizio Costanzo che disse: "Sono un giornalista di Grazia, se venite a Roma, io vi garantisco il successo". A tal proposito, mia moglie mi disse una frase che si rivelò magica: "Scegli l'incerto per certo". Perché andai a Roma in uno scantinato dove c'erano anche Marco Ferreri, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi e, tre giorni dopo quella serata, mi chiamò la segretaria di Giovanni Salvi, allora capo dello spettacolo televisivo, per dirmi che sarei dovuto andare a Milano per prendere parte alla trasmissione Quelli della domenica. Lì incontrai Renato Pozzetto, il più comico che abbia conosciuto; poi Costanzo mi disse che dovevo raddoppiare e, in tv, se hai un po' di successo diventi popolare e ricco. Ma non ero ancora amato, perché le donne dicevano ai loro uomini: "Non mi portare a vedere quello, fa tristezza".

Immaginavate che, dopo quarant'anni, Fantozzi sarebbe rimasto?
Paolo Villaggio: Nel 2015 Fantozzi c'è già, lo siete diventati un po' tutti meglio di sessant'anni fa, quando il personaggio cominciò a nascere. Allora non si era sfiorata la povertà come oggi che l'Italia è in un declino clamoroso; l'italiano medio ne parla dicendo: "Son tutti ladri", ma si tratta di una falsa critica, perché, in realtà, vorrebbero esserlo tutti, però molti non ne hanno il coraggio.
Plinio Fernando: Io facevo il mio lavoro, ma il successo viene dopo, non lo immaginavo.
Paolo Villaggio: Per il personaggio di Mariangela cercavamo una figlia brutta e abbiamo deciso di prendere un mostro travestito da bambina.
Anna Mazzamauro: Io sono stata scelta quasi per caso, lo devo a Federico Fellini che voleva farmi doppiare una signora di novantadue anni e non era soddisfatto. Mi disse; "Signorina Mezzamauro, dica che non è capace". Allora, visto che storpiò il mio nome, gli risposi: "Signor Felloni, lei ha un'attrice più brava e più anziana di me in famiglia, lo faccia fare a lei". L'assistente ricordò questa cosa e mi mandò da Luciano Salce; volevano farmi fare la moglie di Fantozzi, ma non ero abbastanza brutta, quindi mi trasformarono nella signorina Silvani, suo oggetto del desiderio. A fare la moglie presero Liù Bosisio, poi sostituita nei successivi film da Milena Vukotic, più dolce e carina; infatti, non si capisce come potesse innamorarsi di me avendo accanto lei. Quando mi presentai al trucco, Salce chiese al truccatore Gianfranco Mecacci di rendermi brutta; lui mi guardò, sospirò e fece presente a Salce che gran parte del lavoro era già fatto (ride). Comunque, come tutti, non avevo idea del successo verso cui stavamo andando. L'unico dispiacere della mia vita è il non essere stata corteggiata da Paolo Villaggio (ride).
Paolo Villaggio: Anna è un'attrice straordinaria, forse la più comica avuta in Italia. Lei si è reinventata e ha centrato in pieno quello che io e Salce volevamo.

Oggi, però, essere Fantozzi è un privilegio, perché si ha un posto fisso di lavoro...
Paolo Villaggio: I Fantozzi di ora, però non sono felici, fanno un mestiere noioso e parlano di calcio, al massimo di f**a (ride).
Anna Mazzamauro: Anche noi attori, a volte, pensiamo al posso fisso, ma i posti fissi ammazzano la voglia di fare, massacrano il desiderio di libertà e di sognare.
Paolo Villaggio: La televisione ha appiattito le abitudini e, rispetto ad una volta, si producono molti meno film e conta quanto incassano, non la loro qualità. La gente non esce più la sera, dopo i quarant'anni si mette davanti alla tv a fare zapping. E le donne sono ancora schiave, fanno da mangiare, si occupano dei servizi di casa, hanno dieci figli.
Anna Mazzamauro: Però, a volte questa è una loro scelta.
Paolo Villaggio: Comunque, sono convinto che questo evento sia la prova generale del mio funerale. Io non credo in Dio e questo Papa, come anche quelli che lo hanno preceduto, sa che non esiste affatto l'aldilà promesso ai cattolici, altrimenti non avrebbe paura di morire. Se ci fate caso, nessuno sa dirvi come è fatto il paradiso cattolico.

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