Intervista Drive - Intervista al regista

Il nostro incontro con il giovane regista danese Nicolas Winding Refn, recentemente premiato a Cannes e in Italia per presentare l'appassionante film noir Drive, che vede come protagonista Ryan Gosling.

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Quello del danese Nicolas Winding Refn è un nome che, sicuramente, non diceva niente a nessuno fino alla metà del 2011, prima della quale i suoi film - soprattutto la trilogia malavitosa Pusher - hanno avuto dalle nostre parti difficile circolazione (il Nuovo Cinema Aquila di Roma è stato tra i pochi a concedergli l'onore di essere proiettati in una sala tricolore), nonostante il culto creatosi attorno a loro grazie ai passaggi nei vari festival. Soltanto dopo essersi conquistato il premio per la miglior regia presso il Festival di Cannes grazie al duro Drive, sua prima regia americana, il cineasta classe 1970 originario di Copenhagen sembra aver cominciato a godere della fama che lo ha portato anche all'attenzione dei distributori nostrani, decisisi, una volta tanto, a non relegare soltanto tra le uscite dell'home video i suoi film.
Infatti, mentre One Movie ne ha fugacemente lanciato nelle nostre sale l'acclamato Bronson nel Giugno 2011, è proprio in occasione dell'uscita cinematografica della bella pellicola interpretata da Ryan Gosling e Carey Mulligan - sotto il marchio 01 distribution - che lo abbiamo incontrato a Roma, accompagnato dai distributori Fulvio e Federica Lucisano.

Il violento pacifista di Copenhagen

Fulvio Lucisano: Quando abbiamo visto il film a Cannes, sono andato dal mio amico venditore ed abbiamo fatto subito l'accordo; devo dire che è stato molto corretto perché abbiamo ricevuto subito altre offerte. Però ora lascerei la parola a Nicolas, io, purtroppo, devo scappare via che ho un impegno in tribunale (ride).

Vedendo il film, viene da pensare che abbia in casa l'opera omnia di Jean-Pierre Melville...

Nicolas Winding Refn: Ovviamente, sono un suo grande ammiratore ed ho i suoi film. Lui e Sergio Leone sono tra i pochi che sono riusciti a fondere lo stile tipico del cinema americano con la violenza europea. Comunque, buona parte dell'ispirazione per questo film mi è venuta dalle favole dei fratelli Grimm che leggevo a mia figlia, le quali, nonostante si basino spesso su un intreccio sentimentale, sono piuttosto cupe, anche se alla fine il buono vince sempre e non manca la morale. All'inizio, volevo che fosse forte l'illusione dell'amore, ma, appunto, occorreva fare ricorso all'esagerata violenza che ora trovate nel film.

La violenza è un po' il motore di tutto il film...


Nicolas Winding Refn:
Sì (ride). Comunque, è vero che i film con elementi di grande violenza vengono da Hollywood, ma gli italiani hanno saputo aggiungere ad essa una certa poetica. Io sono cresciuto con i film italiani, non parlo solo di maestri come Rossellini, Visconti o Fellini, ma anche e soprattutto di nomi come Dario Argento e Sergio Leone. Sono cresciuto a New York con mia madre e il suo compagno, che erano due hippy, quindi per loro tutto ciò che era cinema europeo e non violento era fantastico, mentre tutto il cinema americano e violento era fascista. Vedere quei film era il mio modo di ribellarmi a loro (ride).

Anche la musica del film ricorda un po' quella di certi lungometraggi italiani usciti tra gli anni Settanta e Ottanta...

Nicolas Winding Refn: Io sono cresciuto negli anni Ottanta, non so perché faccio quel che faccio, me ne rendo conto solo dopo. Diciamo che qui ho rubato tanto da Dario Argento, ma anche da Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, che sono molto sottovalutati; quindi, questo film si può dire che sia mezzo italiano.

L'amore assoluto è forse l'elemento più violento del film...

Nicolas Winding Refn: Io non sono un cineasta politico e credo che la cosa migliore sia l'emozione individuale. L'amore assoluto penso che sia un'emozione molto violenta e in Drive c'è, è anche il modo del protagonista di vedere il mondo.

Nicolas rising

Tra l'altro, il film sembra possedere diverse similitudini con" Driver, l'imprendibile "di Walter Hill...

Nicolas Winding Refn:
La cosa interessante è che Driver, l'imprendibile ha avuto un'uscita molto difficile, il dvd non è facile da trovare, quindi non l'ho neanche mai visto; però si dice che James Sallis, autore del libro da cui ho tratto il film, potrebbe esservisi ispirato, allora, forse, l'influenza c'è, ma è indiretta. Comunque, io sono un grande ammiratore di Walter Hill, tanto che, quando giravo Valhalla rising, avevo sempre in mente I guerrieri della notte.

Come ci si sente dopo aver ricevuto il premio a Cannes?

Nicolas Winding Refn: Certo, la sera che ricevi il premio fa un certo effetto, soprattutto se a consegnartelo è Robert De Niro che, tra una smorfia e l'altra, ti dice che il tuo film è il più bel noir che lui abbia mai visto; la mattina dopo, però, ti svegli che sono sempre le sei, devi cambiare il pannolino al bambino e devi uscire per fare la spesa. In ogni caso, se qualcuno mi chiede una garanzia del mio talento, posso sempre fargli vedere il premio (ride).

Da ciò che ci ha raccontato, lei viene da una famiglia pacifista; è forse per questo che nei suoi film è esploso in violenza?


Nicolas Winding Refn: Noi scandinavi siamo sempre stati un po' repressi, perché rimaniamo spesso in casa e siamo freddi, quindi non mostriamo mai le emozioni e proviamo anche un po' d'invidia per altri popoli. Inoltre, per noi la violenza è una cosa da tenere nascosta, ma io, grazie a Dio, sono cresciuto a New York vedendo l'Empire State Building e il World Trade Center, e là la filosofia è l'esatto contrario di quella scandinava, perché si basa sul fai sempre quello che vuoi.

Sua madre come vede oggi tutta la violenza che mette nei film?

Nicolas Winding Refn: Io ho lasciato casa a ventiquattro anni per andare a vivere con mia moglie, però mia madre mi ha sempre detto, fin da piccolo, che per lei sono un genio. Oggi apprezza i miei film, ma non le piace la violenza e li vede come storie d'amore (ride).

Sappiamo che girerà un nuovo film con Ryan Gosling...

Nicolas Winding Refn: Sì, a Natale comincerò a Bangkok le riprese di Only God forgives con Ryan Gosling e Kristin Scott Thomas, ma non so ancora cosa sia (ride).

Federica Lucisano:
E noi già lo abbiamo acquistato per distribuirlo in Italia.

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