Dalle cam girl di Youtopia al cinema francese: Matilda De Angelis si racconta

Sta per tornare sul grande schermo con Youtopia: abbiamo incontrato Matilda De Angelis, volto angelico e poetico del nostro cinema.

intervista Dalle cam girl di Youtopia al cinema francese: Matilda De Angelis si racconta
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Viso angelico, capelli sempre in tempesta che le guardano le spalle, occhi grandi e azzurri. Sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano Matilda De Angelis, giovane attrice classe 1995 che ha al suo attivo già quattro film più uno in arrivo, oltre a una serie TV diretta da Lucio Pellegrini e due videoclip per gli OAK e i Negramaro. Per lei un debutto su grande schermo a dir poco fulminante, avvenuto nel 2016 grazie a Matteo Rovere in Veloce Come il Vento, nel quale gioca il difficile ed energico ruolo di una giovane pilota che concorre per il campionato italiano GT insieme al "fratello" Stefano Accorsi. Una prova che l'ha portata non solo a Berlino come Shooting Star, anche a vincere come rivelazione al Taormina Film Fest e ai Nastri d'Argento, come migliore esordiente al Premio Flaiano e a ottenere due nomination ai David di Donatello 2017. Ora la bella Matilda è pronta a tornare sul grande schermo in un progetto destinato a far discutere, Youtopia firmato da Berardo Carboni (dal 25 aprile al cinema), nel quale guadagna soldi facendo la cam girl - mostrando dunque le sue nudità sul web. Vive infatti in una famiglia problematica, senza un padre e con una madre piena di debiti e un'anziana a carico, accendere la webcam diventa così il metodo più facile e veloce per sopravvivere, seppur nei suoi sogni ci sia tutt'altro: un amore e un'esistenza più dignitosa per lei e la madre.

Aridità

Anche se può sembrare marginale e quasi fittizio, il fenomeno delle cam girl è quantomai attuale, con ragazze (anche italiane) che si spogliano online quotidianamente per avidità o necessità. Un mondo underground evidentemente sintomo di una società sempre più arida, priva di valori, e una politica che magari non fa abbastanza per le nuove generazioni: "Effettivamente tutto nasce da una combinazione di fattori, il fenomeno delle cam girl può essere generato sia dalla mancanza di educazione che dal non avere alcuna aspettativa per il futuro. Alcune ragazze sono pessimiste a proposito del loro avvenire, non hanno stimoli da parte della famiglia, nessuno insegna loro il valore del proprio corpo, della propria intimità. Poi viviamo in una società in cui si vuole tutto e subito, quindi si tende a inseguire guadagni facili, ci si inventa delle professioni che rendono tanto con il minimo sforzo, non c'è più rispetto per la propria sfera personale, è tutto sui social network, non esiste più l'individualità."

Il valore del silenzio

A proposito di social network, che certamente hanno avuto un ruolo attivo nel rendere più insensibile la società attuale, tu Matilda quanto tempo passi sulle varie piattaforme? "Generalmente passiamo tanto, troppo tempo sui social, non sappiamo neppure quantificarlo. Questo ci ha fatto perdere il piacere del silenzio, del guardare fuori da un finestrino durante un viaggio in treno, non leggiamo più libri, abbiamo smesso di creare e inventare. Purtroppo questa è una tendenza forse inarrestabile, anche se personalmente cerco di passare meno tempo possibile sui social. Li uso per lavoro, per tenermi in contatto con i fan, ai quali devo moltissimo, ma cerco di non abusarne. Se usati con parsimonia possono essere strumenti potentissimi e geniali, assolutamente democratici, ma non bisogna esagerare."

Il mondo fra vent'anni

Usare eccessivamente i social network può staccarci completamente dalla vita reale, inoltre viviamo nell'epoca della realtà virtuale, dei videogiochi iper realistici, lo stesso Youtopia affronta questo problema, con il tuo personaggio che si innamora di un ragazzo "digitale" in un mondo completamente artificiale. Partendo da queste premesse, come vedi il mondo e l'amore fra vent'anni?

"Qualche tempo fa leggevo di un fenomeno che sta prendendo piede in Giappone, con migliaia di ragazzi che hanno deciso di chiudersi in casa e di non avere alcun rapporto sociale reale. Vivono sul web, hanno fidanzati virtuali dei quali non conosceranno mai l'odore, non vedranno mai il colore dei loro occhi. Questo mi spaventa, è sconfortante. Difficile prevedere come saranno le cose fra due decenni, tutto procede alla velocità della luce e già oggi è tutto differente rispetto a quando sono nata io. Essendo del 1995 mi sono salvata per una manciata di anni, i ragazzi nati dopo il 2000 invece hanno subito avuto un cellulare fra le mani, magari fra vent'anni avranno storie d'amore con ragazze e ragazzi digitali, potranno sceglierli tramite un'applicazione, potranno gestire tutto a comando. È spaventoso ma è un rischio reale."

Fisico e psicologia

Il fenomeno delle cam girl ti è ovviamente del tutto estraneo, come ti sei approcciata al personaggio, che lavoro hai svolto per calarti in questa difficile parte? "È stato un lavoro davvero difficile, non ho conosciuto vere cam girl ma mi sono documentata tramite servizi di telegiornale e documentari. Poi con una coach americana ho imparato a prendere ancor più confidenza con il mio corpo, la protagonista del film fa tantissimi soldi davanti alla webcam, ci sa davvero fare, allo stesso tempo però è ancora vergine, non conosce materialmente la sessualità, dunque dovevo donarle un carattere ambiguo, dalla doppia faccia. Ho imparato a muovermi, a usare il mio corpo come un oggetto, cosa che ovviamente non ero abituata a fare; allo stesso tempo ho dovuto far trasparire tenerezza, inesperienza, ho dovuto lavorare anche sul piano psicologico. È stato faticoso ma molto interessante, sono grata a Berardo (Carboni, il regista del film, ndr.) che mi ha aperto un intero mondo, è un artista particolare ed eccezionale, gli voglio davvero bene."

Sognando il cinema francese

Nonostante la tua giovane età parli benissimo l'inglese e il francese, quanto in alto vorresti arrivare come attrice? Miri anche al mercato estero e alla grande industria hollywoodiana? "Sinceramente Hollywood non mi attira più di tanto, non sono cresciuta con il mito dei grandi blockbuster americani. Ovviamente dovesse capitare una grande occasione non direi di no, miro però a lavorare in Europa. Dopo Berlino ho fatto diversi provini in UK e ho dei progetti che potrebbero andare in porto, il vero sogno però è lavorare in Francia, essere una protagonista del cinema francese." E speriamo davvero tu possa realizzarlo.

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