Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori: l'intervista a Gennaro Nunziante

La mente dietro al successo di Quo Vado? ci racconta perché il film di Luca Lucini è lo specchio della realtà di oggi. La nostra intervista.

Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori: l'intervista a Gennaro Nunziante
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La commedia italiana torna in grande stile al cinema dal 24 novembre. E' tutto pronto per il debutto di Come diventare grandi nonostante i genitori, film corale diretto da Luca Lucini, sceneggiato da Gennaro Nunziante (già autore della pellicola acchiappaincassi Quo Vado? )e con un cast di grandi stelle della cinematografica di oggi, come Giovanna Mezzogiorno, Margherita Buy, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, senza dimenticare alcune giovani leve che provengono dalla serie tv - targata Disney Channel - Alex & co. Una pellicola fresca, genuina, adatta a tutti i tipi di palati che, in un certo qual modo, vuole raccontare la società di oggi (oramai in balia di se stessa) attraverso uno sguardo schietto e sincero. A pochi giorni dal suo arrivo nelle sale, ecco cosa ci ha raccontato lo sceneggiatore Gennaro Nunziante, alle prese con una commedia di stile e diversa da tutto quello che ha realizzato fino ad ora.


1.Dalla tv al cinema: com'è nata l'idea di un film ispirato alla avventure di Alex & co.?

Non ho una storia in particolare da raccontare in merito alla genesi del film. Tutto è nato da una chiacchiera con un mio amico produttore, il quale mi ha riferito che c'era l'intenzione di realizzare un film ispirato alla serie Alex & co. Ciò che mi ha spinto a realizzare il progetto sono stati i miei figli. Loro sono dei grandi fan della serie, tanto da non perdere mai un episodio, così quando ho racconto che in ballo c'era un film incentrato su i loro beniamini mi hanno detto: "Dai papà fai un film su Alex & co., rendili più intelligenti di quello che sono in realtà". Tralasciando questa parentesi goliardica, solo dopo che ho parlato con i miei figli, mi sono convinto a realizzare il progetto (logicamente mi sarei occupato della sceneggiatura); così ho chiamato il mio amico produttore ed il film ha preso forma.

2.Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori potrebbe essere definito un film ‘young adult', usando una terminologia molto in voga? Strizza l'occhio alla tradizione americana?

Ho lavorato ad un progetto senza l'intenzione di portare al cinema un film young-adult, anche perché non è nel mio stile e soprattutto non voglio guardare al mondo cinematografico americano. Ho realizzato un film molto semplice e, soprattutto, che non dimenticasse la tradizione italiana. Volevo solo raccontare la storia di questi ragazzi alle prese con i loro sogni e le speranze. Non mi sono guardato intorno a livello cinematografico, ma semplicemente ho voluto fotografare la vita dei giovani di oggi, quella che vedo con i miei stessi occhi. Essenzialmente è un film autobiografico e senza etichette. Il Young-adult è un genere che non conosco e, soprattutto, è un genere di cui non ho l'intenzione di ricalcare. La sceneggiatura si focalizza sulla realtà grazie al mio punto di vista.

3.La passione e la forza di volontà sono le tematiche più lampanti del film che ha sceneggiato. Ma secondo lei, i giovani di oggi, riescono ancora a credere nei sogni e nelle proprie capacità?


Aggiungerei un altro elemento insieme a quelli che hai appena citato. Oltre alla passione ed alla forza di volontà, ho voluto mostrare anche una visione collettiva delle cose e del mondo in cui viviamo. Nella realtà sociale di oggi traspare una forte individualizzazione e competitività che, secondo me, non aiuta la massa. Per questo motivo vorrei che ci fosse una condivisione di ideali e di grandi valori per far trasparire la vera ricchezza di una società.


4.Valori che bisogna preservare?

Si, è così ma purtroppo li abbiamo persi. Noi siamo in una situazione molto particolare che, culturalmente, definirei classista perché solo chi ha il denaro ha la possibilità di fare determinate cose (come andare al teatro o al cinema, ad esempio). Senza questa materia prima sei tagliato fuori. Invece si dovrebbe pensare a celebrare la vita, le possibilità che ogni giorno ci può regalare, senza pensare alla competitività. Per questo attraverso il film ho raccontato l'esperienza di crescita di un gruppo di ragazzi che si aiutano fra di loro, che combattano insieme le avversità; ho voluto far capire che, al giorno d'oggi, non abbiamo bisogno di un solo leader ma di tanti leader che perseverino uniti per un obbiettivo comune.

5.Dopo il successo di Quo Vado? ha scritto una sceneggiatura molto diversa dai suoi precedenti lavori. Ha trovato difficoltà?

Si è stato un film diverso, una scrittura che si distanzia da quello che ho fatto in precedenza e, la difficoltà maggiore che ho incontrato, è stata quella di rendere corale la narrazione, di non togliere lo spazio a nessuno. Credo comunque che il bello del mio mestiere sta proprio nel fatto di misurarsi con queste ed altre difficoltà.

6.Progetti per il futuro?

Per il momento no, non c'è nessun progetto all'orizzonte. Ci godremo il Natale ed il percorso che il film farà nelle sale cinematografiche.

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