Intervista Com'è bello far l'amore

Fausto Brizzi, autore del dittico Notte prima degli esami, porta in sala la prima commedia italiana in 3D: insieme al suo cast ci racconta questa nuova, bizzarra avventura.

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E' ormai appurato che, tra un Avatar (2009) e un L'ora nera (2012), il sistema di visione tridimensionale abbia finito per trasformarsi in uno degli elementi indispensabili per poter maggiormente conferire allo spettatore il senso di realtà della storia raccontata all'interno dello schermo cinematografico.
Oltretutto, non sembra trattarsi più di uno stratagemma a esclusivo uso dei blockbuster o delle major, in quanto, se è pur vero che la maggior parte dei titoli realizzati in 3D possono essere visionati in sala, esiste una piccola fetta disposta a farne uso anche nell'ambito dei b-movie o dei prodotti concepiti per il mercato dell'home video (citiamo solo La notte dei morti viventi 3D).
Meglio ancora ha pensato di fare Fausto Brizzi, autore del dittico Notte prima degli esami, il quale, dinanzi a horror, film di fantascienza o, comunque, lavori basati sulla spettacolarità a base di sensazionalismi da effetto speciale, ha deciso di sfruttare l'innovativo sistema di visione per una commedia riguardante l'amore e il sesso.
Commedia che, intitolata Com'è bello far l'amore, vede protagonisti Fabio De Luigi, Claudia Gerini e Filippo Timi; i quali, insieme al regista, i produttori Giampaolo Letta e Mario Gianani, la cantante Patty Pravo e il resto del cast, hanno incontrato a Roma la stampa in occasione dell'uscita del film in sala.

LE TRE DIMENSIONI DEL SESSO...

Quale è il motivo per cui avete scelto di girare il film in 3D?

Fausto Brizzi: Il motivo della scelta del 3D è semplice: secondo me tutti i film andrebbero girati in 3D, perché la realtà è in 3D. Poi, con questo sistema si girano soprattutto film di fantascienza, mentre io ho voluto fare una commedia, anche romantica. Spero di esserci riuscito.

E' una commedia romantica, ma anche un film sul sesso...


Fausto Brizzi: Ancora oggi, il sesso è un argomento un po' tabù e in questo film se ne parla in maniera un po' più spudorata. Io spero che al cinema lo vadano a vedere non solo i ragazzi, ma anche i loro genitori. Poi, di sesso se ne parla tanto, ma credo che se ne faccia molto poco.

Come mai avete messo nella colonna sonora Reality, da Il tempo delle mele?

Fausto Brizzi: Semplice, perché è la mia canzone preferita, ha segnato la mia generazione e l'ho messa in quello che dovrebbe essere il momento più emozionante del film.

Quando avete letto la sceneggiatura, come avete scelto il tono da dare ai personaggi?

Claudia Gerini: Secondo me era proprio la sfida del personaggio. Fausto mi aveva già raccontato il film, poi sono venute fuori delle sfumature. I due protagonisti sono due personaggi che, in qualche modo, vogliono risvegliare la propria sessualità. La mia Giulia è ironica, ma ha anche un lato più romantico, quindi credo sia un ruolo complesso. Potevo avere il timore di essere più volgare.

Fabio De Luigi: Io, invece, ho visto la famiglia protagonista come un grande cartone animato, perché Fausto, come me, è un grande amante dei fumetti. Mi sembravano una sorta di famiglia Cunningham con Filippo Timi attore hard al posto di Fonzarelli.

Filippo Timi:
Io interpreto quello che in realtà sono: un superdotato. Scherzi a parte, si tratta di una commedia; quando Fausto mi ha detto che avrei interpretato in 3D un pornodivo che si sarebbe chiamato Max Twentyfive a causa delle "dimensioni" già mi ero immaginato io che dovevo camminare e schivare la gente, poi, per fortuna, non è stato così (ride).

Giorgia Würth:
Il mio personaggio ha meno a che fare con il loro triangolo, quindi, fin dall'inizio, per me Vanessa è stata una sorta di Titti il canarino più sexy.

Patty Pravo, ha mai fatto cinema prima?

Patty Pravo:
No, ho perduto Antonioni per Professione: reporter perché si spostavano in giro per il mondo e, per lo stesso motivo, non ho fatto neanche Il giardino dei Finzi Contini di De Sica. Ora mi piacerebbe fare un film in cui interpreto una pazza (ride). Poi, se parliamo di partecipazioni ai film con le mie canzoni, sto praticamente diventando io una colonna sonora (ride). Per quanto riguarda il film di Fausto, quando il maestro Zambrini mi ha proposto la canzone ho trovato un testo bellissimo.

Testo di Fausto Brizzi, tra l'altro.

Fausto Brizzi:
Mio e di Marco Adami.

... E DELL'AMORE!

Si è sempre detto che il 3D stereoscopico cambia il lavoro degli attori...

Fausto Brizzi: Il 3D costringe gli attori a essere più bravi, perché ci sono più piano sequenze.

Fabio De Luigi:
Sì, c'è più recitazione realistica.

Claudia Gerini: Ogni volta bisognava ritarare le macchine, però sono bellissime da vedere (ride).

Ci spiegate la differenza tra un film girato in Real 3D, come questo, e gli altri?

Fausto Brizzi: Negli ultimi anni ci hanno proposto i film girati in 3D, come Avatar, e quelli nei quali è stato aggiunto dopo. Noi abbiamo girato in 3D proprio per mandare al cinema anche chi storce il naso nei confronti del sistema di visione tridimensionale. Comunque, il film uscirà nelle sale sia in 3D che in 2D.

Quanto è costato il film?

Mario Gianani: Intorno ai sei milioni e mezzo di euro.

Giampaolo Letta: Prima di realizzarlo, comunque, abbiamo discusso molto con Fausto sul perché fare un film così, poi lui ci ha spiegato tutto su come lo avrebbe fatto e ci ha convinti. Abbiamo anche fatto dei test.

Virginia Raffaele e Alessandro Sperduti cosa possono raccontarci di questa esperienza?

Alessandro Sperduti: Simone è un po' imbranato, forse perché ha preso dal padre, interpretato da De Luigi (ride). Personalmente, mi sono divertito moltissimo, poi ero imbarazzato per determinate scene che ho fatto per la prima volta.

Virginia Raffaele: Il mio personaggio è una colf forse un po' sola. E' stato molto divertente girare questo film, poi sono abbastanza abituata alle trasformazioni. Con tutto il cast mi sono trovata benissimo e abbiamo colorato il tutto con altre scene che abbiamo cambiato. Per esempio, con un bicchiere ho schiacciato due diverse dita a Fabio (ride).

Nel film c'è un omaggio a Skin deep di Blake Edwards e anche una citazione ai fratelli Lumière, un po' come in Hugo Cabret di Martin Scorsese...


Fausto Brizzi:
Sì, il film è pieno di citazioni cinefile, con Fabio ci divertiamo a nasconderle nelle storie. Per esempio, in Ex c'era una citazione all'ispettore Clouseau perché avevamo messo un gatto che Fabio chiamava Cato (ride). Per quanto riguarda Hugo Cabret è ovvio: Scorsese avrà visto il nostro film. Scherzo, evidentemente le citazioni sono nell'aria (ride).

Pare che a Fausto Brizzi piaccia chiamare i propri film con i titoli delle canzoni...


Fausto Brizzi: Sì, sono un po' legato a usare i titoli delle canzoni per i miei film e credo che lo continuerò a fare, anche perché aiutano molto la promozione. In questo caso, non si tratta del titolo, ma del ritornello di Tanti auguri di Raffaella Carrà. Inizialmente, il titolo del film era Sex 3D, ma lo abbiamo cambiato per paura di scoraggiare le famiglie.

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