Intervista Colpi di Fortuna

Neri Parenti e la sua squadra ci raccontano il loro cinepanettone 2013

Intervista Colpi di Fortuna
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Natale 2013, quindi, cinepanettone Filmauro 2013.
Ma cosa c'è di nuovo sotto l'albero di celluloide di casa De Laurentiis?
Dunque, lo scorso anno si era abbandonato il filone delle vacanze di fine Dicembre in favore di una struttura a due episodi che riprendeva un po' quella sfruttata in commedie d'inizio anni Ottanta come Testa o croce o Qua la mano, ora, complice l'aumento dei comici coinvolti nell'operazione, si passa addirittura a tre segmenti.
Già, perché, al di là di Lillo e Greg, subentrati con Colpi di fulmine, oltre all'immancabile Christian De Sica che fa qui coppia con Francesco"I soliti idioti"Mandelli (già incluso nel cast di Natale a Miami e Natale a New York) si aggiungono Luca e Paolo (all'anagrafe Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu), protagonisti di una vicenda ambientata a Napoli e affiancati dalla Fatima Trotta della trasmissione televisiva Made in Sud.
Al timone di regia, come ormai avviene ininterrottamente dal 2000, anno di Body guards - Guardie del corpo, sempre il fiorentino Neri Parenti, che abbiamo avuto modo di incontrare a Roma insieme ai produttori Luigi e Aurelio De Laurentiis e ai componenti del cast in occasione dell'arrivo del film nelle sale, a partire dal 19 Dicembre.

Nostri signori di Fatima

Come mai dall'amore, argomento del film dello scorso anno, quest'anno avete preso di mira la superstizione?

Neri Parenti: In realtà la superstizione viene presa di mira solo nell'episodio con Christian e Francesco, negli altri due si parla di fortuna, come anche il titolo suggerisce, però, con un argomento del genere era chiaro che non potevamo esimerci dalla sfiga, il suo esatto contrario.

State forse virando sulle commedie sentimentali?

Aurelio De Laurentiis: L'amore è sempre stato al centro di tutte le commedie, noi credo che abbiamo toccato la sua summa come oggetto del dibattito con Manuale d'amore, ma in questo film c'entra meno, c'è giusto un accenno nell'episodio di Luca e Paolo che s'incrociano con la stessa donna, ma non è centrale al film, perché la centralità riguarda la fortuna.

Come è stato il passaggio di Fatima Trotta dalla conduzione di Made in Sud a questo film?

Fatima Trotta: L'episodio in cui recito con Luca e Paolo, appunto, non parla solo di fortuna, in quanto ha anche una storia d'amore di fondo e io sono comunque circondata nel film da comici maschili. Mi sono trovata subito a mio agio, poi con loro due si è creato un feeling. Tra l'altro questo è soltanto il mio secondo film.

Per Luca e Paolo è il primo film di Natale. Come è stata questa iniziazione?

Luca Bizzarri:
Per fortuna c'era Neri, perché eravamo spaventati e non sapevamo nulla dei cinepanettoni. Ci siamo affidati a lui che è un maestro e sul set c'era armonia.

Paolo Kessisoglu: Ed è difficile fare i cazzoni con Neri (ride).

Quanto vi è stato concesso di portare del vostro?

Luca Bizzarri: La storia ci piaceva ed era nelle nostre corde, siamo ignoranti per quanto riguarda questo tipo di commedia, quindi per noi si trattava di un'impresa complicata.

Nel vostro episodio ci sono delle analogie con Una notte da leoni...


Luca Bizzarri: Noi lo abbiamo proprio imitato (ride).

Paolo Kessisoglu: Sì, poi lo abbiamo imitato perché è una struttura narrativa più che la copia di una trama, quindi non possiamo dire di aver copiato tutti gli accadimenti, ma è un modo di raccontare simile, poi succedono cose diverse.

Quando vi hanno proposto il film avete subito accettato?

Luca Bizzarri:
Aurelio non è uno che chiede molto, diciamo che ci ha obbligati a fare il film di Natale (ride).

Paolo Kessisoglu:
Ci ha messo la penna in mano e ci ha detto di firmare (ride).

Luca Bizzarri:
Comunque abbiamo firmato con Filmauro un contratto per due film natalizi più uno a piacimento al di fuori del Natale. Si sta già pensando anche al prossimo ed è previsto un nostro coinvolgimento nella scrittura che sarà maggiore rispetto a questo. Chiaramente, il primo film è stato fatto anche un po' per "annusarsi", come hanno fatto con Lillo e Greg lo scorso anno.

L'ultima tentazione di Christian?

Il film è ricco di citazionismo cinefilo, dal plot del primo episodio che, come già detto, riprende quello di Una notte da leoni, a un evidente omaggio a Edward mani di forbice nella storia con protagonisti Lillo e Greg...

Neri Parenti: Sì, ci sono molte citazioni, anche musicali, dalla colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio nella navicella finale a Totò, fino a Non è vero... ma ci credo con Peppino De Filippo. Sono cose che ti rimangono un po' dentro, è difficile da spiegare, perché sei lì alla scrivania a decidere cosa fare e, pensando a un matto che rimette a posto un giardino, ti viene in mente Edward. Quindi, alla fine la citazione c'è, ma è il percorso effettuato per arrivarci che è differente.

Cosa fa ridere Lillo e Greg?

Lillo: Bene o male le stesse cose, c'è solo una piccola differenza sui Monty Python, che a me piacciono in maniera esagerata, mentre Greg li stima ma non troppo. Poi ci piacciono Mel Brooks, i fratelli Zucker dei tempi de L'aereo più pazzo del mondo e Top secret!, il Woody Allen degli inizi, le commedie di Billy Wilder e la grande Commedia all'italiana di Sordi, Gassman, Monica Vitti, Manfredi e Tognazzi, nonché gli sketches anni Cinquanta di questi ultimi due, che erano surreali da morire e attualissimi oggi, il Teatro dei Gobbi di Franca Valeri, Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci.

Al cinema preferite i personaggi buoni o cattivi?


Greg: Cattivi, assolutamente, o personaggi che, comunque, io trovo buoni, tipo Charles Bronson ne Il giustiziere della notte o i vari Bruce Willis e Jason Statham. Oppure anche Tony Stark in Iron man.

Lillo: Io, comunque, per cattivi intendo personaggi scomodi, come Jack Lemmon in Buddy buddy di Billy Wilder, in cui è talmente invadente che diventa odioso, ma fa morire dal ridere. Quindi, non necessariamente la simpatia di un personaggio corrisponde alla quantità di risate che porta. Addirittura, lì Walter Matthau è un killer, ma è simpaticissimo.

Greg: La stessa cosa avviene nelle caricature, perché molti credono che le caricature vengono bene se le fai di un personaggio brutto, ma, in realtà, dipende dall'interesse che hanno i tratti somatici della persona. Può esservi un bello che viene bene in caricatura, mentre un brutto, come poteva essere Craxi, magari viene male.

Lillo:
Io, per esempio, sono un bello che, però, fa ridere, e ciò non è una cosa facile per noi belli (ride).

Greg: Un altro personaggio positivo, però ironico, è 007, quello vero, non il camionista rumeno che lo interpreta adesso, altrimenti è meglio Meryl Streep nella parte di James Bond (ride).

Francesco Mandelli quanto ha portato sul set della comicità cui ha fatto ricorso in tv fino ad oggi?

Francesco Mandelli:
Quando Neri mi ha chiamato per questo film mi ha chiesto se volevo fare una maschera, spaventandomi perché venivo dai due film de I soliti idioti, nei quali avevo una maschera molto impegnativa. Quello che voleva dire, invece, era che bisognava creare un personaggio, un carattere, senza un trucco speciale, da fare con le espressioni, con un certo taglio di capelli, con la postura e il difetto di pronuncia nel modo di parlare. Quindi, ho cercato di fare quello che faccio da un po' di anni e, chiaramente, essere vicino a Christian rende tutto più facile.

Christian De Sica: Francesco aveva già fatto due film di Natale, ma in uno era il figlio di Boldi e in un altro di Bisio...

Francesco Mandelli:
Due pelati, tra l'altro, che non c'entrano niente con me (ride).

Christian De Sica: Comunque ci siamo trovati benissimo, tanto che tra me e lui ci portiamo ventotto anni di differenza, ma nel film sembra che balliamo insieme da una vita come Ginger e Fred e trovare un'alchimia così non è facile. Infatti ora stiamo cercando di fare qualcosa insieme in televisione.

Come sta vivendo Christian De Sica questo sgomento dei fan per la notizia che Colpi di fortuna, forse, sarà il tuo ultimo film di Natale?

Christian De Sica:
In realtà è nato tutto dal fatto che io ho detto che questo sarà l'ultimo film di un contratto che avevo con Filmauro per cinque film. Da qui, Dagospia ha scritto "De Sica si scaglia contro De Laurentiis", ma non è vero, perché andiamo in vacanza insieme, siamo amici. Poi adesso vado a fare un film che non sarà di Natale e che non avrà come regista Neri, ma se Aurelio mi richiama perché dovrei rifiutare la sua offerta? Poi noi abbiamo sempre rinnovato i contratti ogni cinque anni e, considerando che io non ho un agente, Luigi e Aurelio parlano direttamente con mia moglie Silvia e si mettono d'accordo con lei. Tra l'altro, abbiamo un rapporto talmente familiare che, avendo girato trenta film con Neri, quando vado a lavorare in un altro film al di fuori di Filmauro mi sembra di andare a fare un film con un regista, perché con lui, invece, ormai è come andare a fare una gita fuori porta e lo stesso è il rapporto con i produttori. Ma poi senza de me ‘ndo vanno (ride)?

Oggi quale spazio potrebbero trovare nel cinema italiano registi come Vittorio De Sica o Roberto Rossellini?

Christian De Sica: Nessuno, oggi è difficile fare film come quelli. Io lo sto vedendo ora con un film che vorrei fare su mio padre e non riesco a montarlo, mentre qualsiasi altra cosa che propongo me la fanno fare. Pensate che una volta io e mio fratello abbiamo fatto una trasmissione in omaggio a mio padre perché in un bar di viale Aventino abbiamo sentito due ragazzini che dicevano "Aho, ma lo sai che er padre de Christian faceva l'attore?" e ci è preso un colpo (ride). È così, questo è un paese che dimentica facilmente, quindi a me fa solo che piacere parlare di mio padre o di Rossellini. Nel film che vorrei fare, io interpreterei mio padre, ma mancano i soldi per poterlo realizzare.

Con i vostri film di Natale ci fate ridere dal 1983. Come pensate di proseguire questo cammino dopo trent'anni?

Aurelio De Laurentiis: Io ho preso il testimone e l'ho passato a mio figlio Luigi, speriamo che lui sia altrettanto affezionato, perché io e mio padre abbiamo fatto una lotta per il made in Italy, inascoltati, in quanto quando hai dei geni come Armani, Pavarotti, gli operai di una Ferrari o i grandi cuochi italiani e non riesci a capire cosa è il tuo vero valore o ad esportarlo sia culturalmente che in termini di prodotto sei un fallito. Io me ne sarei dovuto andare in America, ma sono rimasto per amore di questo paese ed un po' me ne pento, ma mi sono divertito a fotografare i difetti degli italiani in maniera molto leggera, scherzosa, e l'italiano non se ne è accorto. Adesso, chiaramente ho la responsabilità di capire come si farà a proseguire per altri trent'anni, bisogna vedere come cambieranno gli italiani, il cinema, gli spettatori e come cavalcare un mercato diverso, fatto di contenuti da pochi minuti, perché oggi si va con delle pillole sul web, quindi cambia tutto. Vedremo, sarà molto curioso e divertente e sicuramente poco noioso, poi con Lillo e Greg, che hanno una grande capacità di sintesi, la cosa già si potrebbe pensare.

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