Chi è Roy Conli: intervista all'uomo dietro Big Hero 6 e Disneynature

Abbiamo intervistato Roy Conli, il produttore premio Oscar che si nasconde dietro i recenti successi di Disneynature e film come Big Hero 6.

intervista Chi è Roy Conli: intervista all'uomo dietro Big Hero 6 e Disneynature
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Lo scorso 24 marzo Disney+ è arrivato anche in Italia, dopo un debutto in pompa magna negli Stati Uniti. Parliamo della nuova piattaforma streaming della grande D, che sotto la sua ala raccoglie i prodotti Pixar, Marvel Studios, Star Wars, National Geographic, moltissimi titoli Fox e ovviamente gli originali Disney. Fra questi ultimi troviamo non solo classici animati e film in live-action ma anche ottimi documentari fuori dai soliti schemi, in grado di raccontare la magnificenza della natura attraverso storie emozionanti, con gli animali costanti protagonisti sullo schermo. Per produrre opere simili esiste un'etichetta apposita come Disneynature, che può vantare fra i suoi produttori di punta Roy Conli, al quale dobbiamo proprio i recenti Echo Il Delfino narrato da Natalie Portman e La famiglia di elefanti con la voce di Meghan Markle, disponibili su Disney+ dallo scorso 3 aprile. Se siete curiosi di sapere come nascono documentari di questo tipo, in grado di intrattenere come fossero veri e propri lavori di finzione, vi spiega tutto Roy Conli in persona, che abbiamo raggiunto al telefono negli uffici Disney di Londra.

Disney e la natura, una storia d'amore

D: Pensiamo che Echo Il Delfino e La famiglia di elefanti siano dei prodotti davvero eccezionali, documentari in grado di raccontare storie e intrattenere il pubblico come un qualsiasi blockbuster di successo. Lei non è certo nuovo a questo format, ora però esiste Disney+, la distribuzione di queste opere sarà più semplice da ora in poi? Investirete maggiormente in progetti di questo genere?
R: Sono davvero felice che questi prodotti vengano ora rilasciati su Disney+. Vi ringrazio per i complimenti perché sono davvero innamorato di questi film, che raccontano la bellezza della natura e delle splendide famiglie di animali protagoniste. Penso che poter condividere queste produzioni con un pubblico molto ampio sia eccezionale, abbiamo diversi nuovi prodotti Disneynature che vogliamo pubblicare in tutto il mondo su Disney+.

D: Come nasce un documentario Disneynature? Partite verso le location con un'idea precisa in mente o la storia prende forma sul territorio?
R: Per Una famiglia di elefanti sapevamo che avvenivano queste grandi migrazioni, in Botswana e al delta dell'Okavango gli elefanti protagonisti del film sono gli ultimi su questo pianeta in grado di coprire le distanze che raccontiamo nel film. La maggior parte degli elefanti nel mondo vive ormai in riserve ma i grandi animali che abbiamo seguito hanno dimostrato di saper fare dei viaggi lunghi e spettacolari. Mark Linfield e Vanessa Berlowitz, i registi del film, hanno impiegato anni per tracciare alla perfezione il percorso eccezionale che questi elefanti compiono. Anche quando partiamo con un'idea, la storia viene poi naturalmente sviluppata da regista e direttore della fotografia. Ogni step diventa una sorta di avventura.

D: Possiamo immaginare come la tecnologia abbia in qualche modo facilitato la produzione di documentari simili, ma quanto esattamente?
R: Sicuramente la tecnologia ci aiuta molto oggi, pensiamo ad esempio a ciò che possiamo fare con i droni, siamo in grado di riprendere una cascata andandoci esattamente sopra. Oltre alla strumentazione però ci sono anche i veicoli di nuova generazione, che rendono più facile l'esplorazione del deserto o comunque gli spostamenti fra un luogo e un altro, senza dimenticare la facilità di comunicazione fra un reparto e un altro. Sicuramente la tecnologia ci ha dato una grande mano negli ultimi anni.

D: Le musiche di questi nuovi lavori Disneynature sono firmate Ramin Djawadi, autore diventato famoso soprattutto per le sue eccellenti colonne sonore delle varie stagioni de Il Trono di Spade, e rappresentano di certo un grande valore aggiunto. Come avete lavorato in questo senso?
R: Lavorare con Ramin Djawadi è stata un'avventura nell'avventura. Mark Linfield ha passato molto tempo in Africa, con lui però ci siamo visti più volte nel Regno Unito e abbiamo lavorato con Ramin frame by frame potremmo dire, immagine dopo immagine, volevamo essere sicuri che la musica calzasse alla perfezione attorno alla storia prima di spedire il materiale finito a Los Angeles. È stato un bellissimo processo, ho lavorato con gente straordinaria nel mondo della produzione musicale e penso che sia uscito un magnifico risultato.

D: Per una produzione come La famiglia di elefanti serve una crew gigantesca o basta un piccolo team al lavoro in location?
R: Se guardiamo alle normali produzioni di questo tipo, usiamo spesso crew molto più grandi più della media. A seconda del film passiamo sul campo dai due anni e mezzo ai tre, che è un tempo davvero molto lungo per una produzione cinematografica. Ci vuole almeno un anno e mezzo per capire che tipo di materiale abbiamo fra le mani e che tipo di storia possiamo costruire. Raccontare vicende di questo tipo è fantastico ma devi capire con esattezza come riuscirai a interagire con gli animali, che tipo di contatto potrai avere con loro e non è un processo immediato. Arrivare alla fine della lavorazione è una grande impresa.

Fra analogico e digitale

D: Passiamo all'animazione. La sua carriera in Disney è iniziata con Il Gobbo di Notre Dame, dieci anni dopo è invece arrivato il premio Oscar Big Hero 6, due lavori completamente differenti in quanto a concept e realizzazione. Com'è stato passare dall'animazione classica a quella computerizzata?
R: Innanzitutto mi reputo fortunato ad aver conosciuto il mondo dell'animazione classica, così come ad aver assistito all'evoluzione dell'animazione digitale. Mi sono innamorato profondamente dell'animazione computerizzata, del resto non c'è una tecnica migliore dell'altra. Al centro di tutto c'è lo storytelling, devi saper raccontare una storia al tuo pubblico, poi chiaramente devi capire in quale modo veicolarla. Personalmente ho avuto davvero fortuna a lavorare con alcuni dei migliori animatori del mondo, così come adesso è fantastico poter collaborare con alcuni dei migliori documentaristi del pianeta. È una gioia aver passato 27 anni in un settore simile, portando alla gente sempre nuove storie in grado di toccare il loro cuore.

D: Qual è l'aspetto che più le piace dell'animazione CG di ultima generazione?
R: Quando è esplosa la CG Animation stavo lavorando a delle grosse produzioni e in mente avevo soltanto lo storytelling. Quando ho visto gli strumenti che i computer ci fornivano per raccontare le nostre storie sono rimasto affascinato. La CG ti permette di costruire un personaggio nell'intimo, passo dopo passo, in dettaglio, lo vedi crescere come fosse un essere vivente, e questo secondo me viene trasmesso anche al pubblico, che viene letteralmente rapito da ciò che sta vedendo sullo schermo. Probabilmente è una generalizzazione ma questo è quello che ho provato con la mia esperienza.

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