Intervista Blackfish: Gabriela Cowperthwaite

Interessante documentario sul controverso mondo dei parchi acquatici e degli animali cresciuti in cattività

Intervista Blackfish: Gabriela Cowperthwaite
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In uscita oggi per Universal, Blackfish è forse la prima pellicola dai tempi di Grizzly Man di Werner Herzog a mostrare l'aspetto più controverso della natura e del regno animale: la regista Gabriela Cowperthwaite, infatti, tramite un accurato lavoro di ricerca e interviste ricostruisce la storia di Tilikum, un'orca ammaestrata in cattività e sfruttata nei parchi acquatici nordamericani fino al momento in cui si rende responsabile (per incolpevole indole e frustrazione) della morte di chi le è più vicina. Il film, per l'appunto, non colpevolizza l'animale, quanto coloro che costringono creature acquatiche intelligenti e al contempo pericolose a vivere in modo improprio solo al fine di creare spettacolo per i visitatori dei parchi marini. Dopo la presentazione al Sundance Film Festival del 2013 ora il film arriva anche in Blu-Ray e DVD, e pone inquietanti interrogativi sul rapporto uomo-animale. Gli addestratori, difatti, volevano sinceramente bene al cetaceo, ma questo non ha impedito a Tilikum di mostrare la sua pericolosa natura, esasperata da una condizione di vita reclusa inadatta alla sua specie. In proposito abbiamo intervistato l'autrice stessa del documentario, che ci ha raccontato i retroscena del film.

Animali in cattività: giusto o sbagliato?

Il suo documentario parla delle condizioni degli animali acquatici utilizzati nei parchi marini ma si concentra prevalentemente sulle orche. C'è un motivo particolare?
Di tutte le creature senzienti e intelligenti che non dovrebbero essere tenute in cattività le orche sono tra le “peggiori”. Non sapevo nulla sull'argomento finché non ho cominciato a fare ricerche in merito in seguito alla morte di un addestratore nel 2010. Dato che sono entrata nell'argomento tramite questo tragico fatto, ho deciso di raccontare questa storia.

Ci dica qualcosa a proposito degli ex-addestratori che hanno contribuito con interviste e filmati al documentario. È stato difficile incontrarli e coinvolgerli?
Credo che tutti avessero desiderio di parlarne. Penso che per molti di loro è stato come un confessionale, dato che quando ti lasci alle spalle animali che hai amato provi sempre un gran senso di colpa. In questo modo hanno avuto modo di dar voce a queste creature.

Crede ci sia un modo in cui i parchi acquatici (ma anche zoo, circhi e così via) potrebbero curare i loro animali nel modo "giusto" o semplicemente gli umani dovrebbero smetterla e limitarsi ad osservarli nel loro ambiente naturale?
È complesso. Non ho effettuato molte ricerche in merito ad altri zoo o strutture diverse ma esistono alcuni parchi che dedicati alla preservazione e all'educazione degli animali in un modo che sicuramente è diverso da quello del SeaWorld dove stava Tilikum. Ci sono anche strutture dedite alla riabilitazione e successivo rilascio delle creature nel loro habitat, in cui puoi osservarle ma solo il tempo necessario alle loro cure. Credo sia un buon modello, e spero sia il futuro di questo genere di business.

Pensa che il suo film sia riuscito ad avere un impatto sull'opinione pubblica americana in merito? Ed è vero che Pixar ha cambiato alcune cose nella sceneggiatura di Alla ricerca di Dory in conseguenza delle rivelazioni contenute nel suo film?
So che Blackfish ha avuto in un certo qual modo un impatto sul lavoro della Pixar, ma non ho avuto modo di vedere lo script di Alla ricerca di Dory quindi non so esattamente quanto. Comunque credo proprio che abbiano effettuato diversi cambi in seguito a ricerche aggiuntive sull'argomento che hanno fatto per conto loro.

Qual è l'intento finale del film? Continuerà a realizzarne altri del filone?
Per quanto mi riguarda, si tratta di insegnare alle nuove generazioni che la dignità e il rispetto possono essere estese a tutte le creature sulla Terra e che dobbiamo soffermarci a pensare criticamente alle scelte che facciamo e alle informazioni che riceviamo dai media. Continuerò a lavorare sui documentari e sul cinema in generale, chiaramente. Voglio che i miei film siano agenti del cambiamento.

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