Intervista Battleship - Peter Berg, il Comandante della corazzata

Il regista di Hancock e The Kingdom Peter Berg ci racconta di Battleship, il nuovo, spettacolare film d'azione ispirato a un franchise Hasbro: il Classico Battaglia navale!

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Battleship, il nuovo, spettacolare film di Peter Berg, uscirà nelle sale italiane il 18 aprile di quest'anno. Un progetto inizialmente visto con malcelato scetticismo da molti, nel settore, si è infine non solo concretizzato, ma promette di rivelarsi uno dei blockbuster di punta dell'anno.
Realizzare una pellicola partendo dal concept di un gioco da tavolo sembrava un'idea bizzarra, frutto della pochezza di idee della Hollywood odierna. Tutt'altro: già il trailer ha smentito molti scettici, mostrando un buon dispiegamento di spettacolari effetti speciali e di personaggi ben caratterizzati. Noi di Movieye, poi, insieme ad un ristretto gruppo di giornalisti specializzati, siamo stati invitati dal regista Peter Berg in persona per visionare alcune scene del film, tutt'ora work in progress.
Quel che ci ha mostrato è, purtroppo, ancora top secret e non possiamo rivelarvi niente né dei video né delle sue dichiarazioni in proposito, ma vi assicuriamo che se siete appassionati del genere, Battleship è decisamente un film da tenere d'occhio.
Dopo l'anteprima, siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con Berg: il regista di Hancock e The Kingdom ci ha svelato alcuni interessanti retroscena, che possiamo (e assolutamente vogliamo!) divulgare al nostro pubblico. Insieme a lui, era presente anche la produttrice, Sarah Aubrey.

Che rapporto avete avuto con Hasbro? Vi siete dovuti attenere a dei 'paletti' per ricalcare il feeling del gioco originale?

Sarah Aubrey: Hasbro è stato un grande partner. L'idea di prendere il celebre gioco da tavolo e farne un film, all'inizio, era decisamente bizzarra. Perciò non volevamo farne un film con uno scenario realistico da fantathriller politico. Lo scontro fra potenze navali davvero esistenti ci avrebbe allontanato dall'aspetto ludico. L'idea vincente è stata dunque quella di Peter, pensando ad un nemico comune per tutti, come potevano essere degli alieni. Volevamo che tutti potessero tifare senza riserve per 'i buoni'. E Hasbro ha amato quest'idea.

Qual è dunque il legame effettivo con il gioco da tavolo? Quali elementi sono replicati?

Sarah Aubrey: Hasbro ci ha fatto parlare a lungo con i designer e i curatori del gioco originale, e questi ci hanno spiegato perché alla gente piace tanto l'originale Battaglia Navale. Sta tutto nella caccia alla cieca. C'è tensione, c'è emozione in questo. Io posiziono le mie navi e il mio avversario mi da' la caccia, e può colpirmi ancora e ancora, ma non è detto, e io posso fare altrettanto. Tutto ciò crea un piccolo batticuore. Noi abbiamo cercato di proporre questo tipo di tensione anche nel film, perché la trovavamo grandiosa. Noi non possiamo rilevare 'loro' sui radar, 'loro' al contempo non riescono a trovare noi.

Pensa che possa essere in qualche modo rischiare affidare un blockbuster del genere su un cast in gran parte poco noto, soprattutto internazionalmente? Eccettuati Liam Neeson e Rihanna -che oltretutto è tradizionalmente una cantante, non un'attrice- il resto del cast è sicuramente capace ma non celebre...

Sarah Aubrey: La vera star del film non è un attore, ma l'idea stessa che è alla base del film. E il coprotagonista è l'ILM [Industrial Light & Magic, gli stessi di Transformers, ndr], che realizza i migliori effetti visivi al mondo. Quello che la gente vorrà vedere non sarà semplicemente la star di turno, ma la spettacolarità garantita già dai trailer e dagli spot tv. Gli effetti visivi, le armi, la nuova razza aliena: è tutto da scoprire. Non abbiamo bisogno di nomi di richiamo perché la base è già grandiosa di per sé, e questo ci permette di affidarci a giovani astri emergenti in cui crediamo, come Taylor Kitsch.

Cos'hanno in più, di particolare, di unico, figure come Rihanna o Brooklyn Decker, tradizionalmente non attrici, rispetto alle colleghe attrici a tutto tondo?

Peter Berg: Io ero anche un attore, e so benissimo che non c'è un trucco, una pillola miracolosa che ti trasforma di punto in bianco in un attore. Credo che tutti possono diventare dei grandi attori, se hanno la volontà e la passione per farlo. E poi mi piace scoprire e sperimentare sempre nuovi attori e nuovi talenti. Anche in questo mio nuovo film, dunque, ci sono volti nuovi per il cinema, come Rihanna e Brooklyn Decker, che a mio parere hanno delle caratteristiche fresche e apportano novità. Brooklyn ad esempio, è chiaramente un esempio di bella ragazza tipica di questo genere di film, e volevamo la più sexy possibile. Ma volevamo anche qualcuno che fosse in grado di contribuire al film non solo con la bellezza. E in questo caso siamo stati fortunati.

Cosa l'ha spinta a puntare tanto su Taylor Kitsch, a parte il fatto che lo conosceva da anni, grazie a Friday Night Lights [serie tv diretta da Berg in cui Taylor è protagonista, ndr]?

Peter Berg: È una combinazione di talenti. Chiaramente è un bel ragazzo e questo è palese: un po' un nuovo Brad Pitt. Però a differenza di tanti altri giovani attori di bell'aspetto è anche molto divertente. Non se la tira per niente, diciamo! Non si prende sul serio, e quindi è affascinante ma anche alla mano, allo stesso tempo. Un po' come fare una fusione tra Brad Pitt e Nicolas Cage! [ride]

Qualche aneddoto interessante o buffo a proposito di Rihanna sul set?

Peter Berg: [Ci pensa su un po'] Guardate, vi svelo un segreto, ma non dovete dirlo a nessuno... Rihanna sa volare! No, sul serio, sa volare davvero! Ad ogni modo...lei è stata davvero professionale, voleva imparare e fare un buon lavoro, quindi non perdeva tempo, non bighellonava sul set, arrivava per prima e andava via per ultima, non perdeva tempo al telefono etcetera. Mi chiedeva di farla lavorare al massimo delle sue capacità. Ha davvero talento e volontà. E non fa la star. Figuratevi che quando siamo stati a girare in Louisiana l'ho trovata su una scalinata che leggeva un libro. E io le ho detto: 'Ma sei Rihanna! Stai qui tutta sola a leggere un libro su una scalinata?' e lei mi ha risposto: 'È la prima volta in vita mia che ho un attimo di tranquillità per farlo'. E in effetti, fin da giovanissima ha sempre lavorato senza sosta.

Prima ha detto che 'era' un attore. Questo vuol dire che ha rinunciato alla carriera di attore per dedicarsi in toto a sceneggiatura e regia o lo rivedremo presto sugli schermi? Come mai non si è scelto un ruolo nel film?

Peter Berg: Non mi hai notato oggi nel film?

Era per caso l'alieno??

Peter Berg: [Ride] Ma no, ero quel marine figo che spara il primo colpo che da' inizio alla guerra! [Ride]
Io amo recitare, ma non ho più molto interesse a muovermi in un'altra città per tre, quattro mesi per far parte del film di qualcun altro. Più che altro sono troppo indaffarato oramai, abbiamo una nostra compagnia di produzione ed è diventata la mia priorità. Però mi diletto ancora a fare qualche comparsata. Ad esempio ero nell'ultimo episodio di Californication! Ho pure preso a mazzate David Duchovny [ride]

James Cameron si è espresso in maniera poco lusinghiera nei confronti dell'idea alla base del film, dicendo che era sintomo di una spaventosa penuria di idee...

Peter Berg: Be', in verità Battleship è il progetto più creativo a cui abbia mai lavorato. Non so cosa passasse per la testa a James Cameron quando ci ha accusati di poca originalità. In realtà, come altri franchise quali Transformers o Pirati dei Caraibi, noi abbiamo un nome che usiamo pista di lancio, ma per il resto utilizziamo frotte di idee originali. Ancor più che in altri casi! Non partivamo neanche da un film o un fumetto. Non avevamo neanche i personaggi! Sapete, Jim Cameron sa essere un vecchio bastardo quando vuole! [ride] E io non so che non devo prendere sul serio certe affermazioni. La mancanza di creatività è stato proprio l'ultimo dei problemi.

Da quanto abbiamo visto oggi, c'è un punto in comune tra Battleship e Transformers che va al di là del franchise Hasbro e degli effetti speciali, ovvero il rapporto di grandezza tra gigantesche figure d'acciaio e 'piccoli' esseri umani, come si vede anche dalla locandina. Cosa ci dice in proposito?

Peter Berg: In realtà sono film diversi. L'esperienza speriamo possa essere simile in quanto è un film per tutti, grande, divertente, per tutta la famiglia. Tuttavia gli alieni, se eccettuiamo i combattenti, non sono più grandi di noi. E anche le navi da guerra terrestri ed extraterrestri sono più o meno della stessa misura. Volevo che in qualche modo le forze in campo si apparassero, che le forze aliene, in qualche modo, fossero simili alle nostre. Quindi, a parte il logo Hasbro e il target di riferimento, i film sono in realtà diversi.

È prevista una versione 3D del film?

Peter Berg: No, niente 3D.

Come mai?

Peter Berg: Il 3d mi fa venire il mal di testa! [ride]

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